Prima gioia esterna, 9 punti nelle ultime quattro: identità ritrovata e classifica che torna a muoversi
Il Siracusa esce da Picerno con tre punti che pesano più del semplice referto. È la prima vittoria lontano dal “De Simone” e, soprattutto, il tassello che consolida un trend in netta risalita: nove punti nelle ultime quattro gare, con successi su Casarano e Latina prima del colpo in Lucania, intervallati dal solo passo falso di Giugliano. A fine partita prende la parola il direttore sportivo Antonello Laneri, che fotografa il momento con pragmatismo: «Era da un po’ che giocavamo così, ma raccoglievamo poco. Questa vittoria ci dà autostima. Il campionato è lungo ed equilibrato: non abbiamo fatto ancora nulla, vogliamo vincere più partite possibili».
La svolta di Picerno sta nella sostanza. Partita “da strada”, pochi fronzoli e molto mestiere, decisa da Guadagni – uomo copertina di un periodo in cui la squadra crea, rifinisce meglio e capitalizza con più lucidità. «Non conosciamo bene il Picerno, ma la nostra prestazione è stata in linea con quanto visto nelle ultime settimane», aggiunge Laneri. Il messaggio è chiaro: nessuna ubriacatura da risultato, ma il riconoscimento che il lavoro comincia a restituire dividendi.
Il cambio di passo non nasce dal nulla. Dopo l’avvio in apnea, il 4-1 al Casarano ha riacceso l’ambiente e rimesso idee nelle gambe. A Giugliano si è pagata la scarsa brillantezza, ma il 3-1 al Latina ha confermato la direzione, consolidata poi a Picerno con una prova di maturità: gestione dei momenti, capacità di soffrire senza sfilacciarsi, ripartenze pulite quando c’era campo. Nelle ultime quattro, dieci gol fatti e cinque subiti, media da alta classifica (2,25 punti a gara) a fronte di un calendario non banale. Numeri che non cancellano le fatiche iniziali ma raccontano di una squadra viva, come sottolinea il ds: «C’è tempo prima di intervenire sul mercato: adesso dobbiamo fare risultati, più punti possibili fino a gennaio».
Dentro il parziale c’è una trama tecnica leggibile. Il Siracusa recupera palla più in alto, accorcia meglio il campo e non si disunisce alla prima avversità. La presenza di Molina tra le linee alza la qualità del penultimo passaggio – emblematico l’assist “impossibile” per Ba – mentre Guadagni offre mobilità e strappi nel cuore della trequarti. Sulle corsie Cancellieri e Zanini sono diventati due pendoli affidabili: metri, cross e copertura, con la capacità di guadagnare falli “utili” quando serve abbassare la frenesia. In mezzo si rivede la pulizia di Limonelli, più continuo nel dare il tempo alla manovra, e la concretezza di Candiano. Davanti, oltre a Guadagni, resta un riferimento Gudelevicius, assente a Picerno ma parte del quadro in crescita. L’esperienza di Parigini aiuta a gestire i momenti caldi, mentre su Valente – uscito acciaccato di recente – l’auspicio è di un rientro rapido.
Non è un caso se Laneri spenda parole nette per Marco Turati: «Il Siracusa ha un’identità di gioco e di squadra. Complimenti al mister: ha insistito su questa identità e pian piano stiamo raccogliendo i frutti. Nessun segreto oltre al lavoro». È il punto che più conta. Nel periodo critico, l’allenatore non ha snaturato l’impianto: linee vicine, ricerca delle mezzali tra i corridoi, pressione orientata per sporcare la prima costruzione avversaria. Oggi gli stessi principi hanno un’altra efficacia perché la squadra li interpreta con più sincronia: reparti corti, scelte più rapide nella transizione positiva, meno panico nelle fasi di difesa posizionale.
Restano margini evidenti. La fase difensiva ha fatto un passo avanti, ma va consolidata: cinque reti incassate in quattro gare sono un costo ancora alto se si pensa a partite spesso in controllo. Su palla inattiva c’è da alzare la soglia d’attenzione nel secondo tempo, quando la stanchezza rischia di allargare le distanze e di sporcare le marcature sul secondo palo. Anche la gestione dei finali, specie quando si tratta di addormentare l’inerzia, richiede ulteriore mestiere: qui pesano i “senior”, ed è lì che la squadra può crescere senza cambiare spartito.
Nel frattempo il contesto di classifica, pur ancora caldo, ha cambiato prospettiva. La vittoria di Picerno avvicina la quota salvezza, toglie pressione e restituisce la sensazione di una corsa riaperta. È un patrimonio mentale da proteggere con la continuità, parola chiave sulla quale insiste lo stesso Laneri: «Arrivare a gennaio con più punti possibile». Tradotto: non pensare al mercato come scorciatoia, ma a gennaio come spartiacque da attraversare con una dote credibile, frutto di prestazioni ripetute.
Il calendario aiuta e complica, come sempre. Al “De Simone” arriva l’Altamura: occasione e insidia. Occasione perché surfare l’onda dell’entusiasmo in casa può trasformare il momento in slancio. Insidia perché l’avversario, al netto delle rotazioni, ha fisicità e gamba per sporcare i riferimenti del 4-2-3-1 di Turati. La partita si giocherà sui dettagli che stanno facendo la differenza in questo frangente: recupero palla “alto” senza scoprirsi, prima scelta di qualità dopo la riconquista, freddezza nell’ultimo sedici metri.
L’ultima nota riguarda l’orizzonte. «Non abbiamo obiettivi ben precisi: scendiamo in campo per vincere», ha chiosato Laneri. È la postura corretta per una squadra che si è tolta di dosso la paura di cadere e che adesso deve proteggere il proprio passo senza farsi risucchiare dalla contabilità dei calcoli. Identità chiara, lavoro quotidiano, pragmatismo nelle due aree: i tre binari su cui il Siracusa ha rimesso la stagione sui giusti binari. Il resto, come sempre, lo diranno i risultati. Per ora, una certezza: gli azzurri sono tornati a somigliare a se stessi. E quando accade, le classifiche si muovono.



