Non c’è il tempo di metabolizzare il pareggio di Potenza che il Siracusa è già di nuovo in valigia: turno infrasettimanale, 26ª giornata del girone C di Serie C, ancora lontano dal De Simone e con la testa che inevitabilmente corre anche al derby ormai alle porte contro il Catania. In mezzo, la squalifica di Limonelli e la necessità di gestire energie e uomini: Marco Turati sceglie di ruotare, cambia alcune pedine e prova a dare continuità a un’idea di squadra più che a una formazione fissa.
Al Marulla gli azzurri si dispongono con il 4-2-3-1: Farroni tra i pali; Puzone, Marafini, Capomaggio e Iob in difesa; Candiano e Gudelevicius davanti alla retroguardia; Di Paolo, Riccardi e Contini sulla trequarti alle spalle di Arditi. C’è spazio dall’inizio per la coppia centrale Capomaggio-Marafini e per Riccardi, già visto a Potenza soltanto nel finale. Il contesto, però, non aiuta i ricami: piove, il campo si fa scivoloso e ogni controllo diventa un rischio, ogni appoggio un’incognita.
Il primo squillo è del Cosenza con Langella, che prova la conclusione senza però trovare lo specchio. Per buona parte della prima mezz’ora, comunque, è il Siracusa a gestire maggiormente il pallone e a provare a dare ordine alla manovra, mentre i padroni di casa preferiscono cercare spazi in ripartenza affidandosi alla qualità di Baez. La partita, più che accendersi, si irrobustisce nei contrasti e nei dettagli: al 30’ arriva il primo giallo, per Dametto, e da lì in avanti i cartellini diventano quasi la colonna sonora del primo tempo.
Al 39’ viene ammonito anche Ciotti per un fallo su Candiano. Turati chiede l’intervento dell’Fvs per valutare un possibile rosso diretto, ma la revisione non cambia l’esito: resta giallo. Poco dopo finisce sul taccuino anche Cannavò, punito per una trattenuta su Contini lanciato in velocità. Le occasioni, invece, faticano a nascere: la prima conclusione realmente indirizzata verso la porta è del Siracusa al 44’, quando Iob calcia con forza dal limite e Pompei blocca centralmente. In pieno recupero arriva il primo giallo anche per gli azzurri: Iob trattiene Baez, Buscè chiede a sua volta l’Fvs per un possibile rosso da ultimo uomo, ma anche qui la valutazione finale conferma la decisione iniziale. All’intervallo è 0-0, con un Siracusa compatto, attento, capace di concedere pochissimo ma ancora senza incidere negli ultimi metri.
La ripresa si apre con il Cosenza che modifica subito l’attacco: dentro Beretta e Contiliano al posto di Achour e Baez. Al 47’ Langella viene ammonito per un fallo che spegne una ripartenza del Siracusa, mentre Turati mette mano ai cambi inserendo Frisenna per Candiano. Il match resta equilibrato e arriva al 60’ l’episodio che poteva cambiarlo: Contini si accentra da sinistra e lascia partire un destro insidioso che esce di poco. Un minuto dopo, punizione dal limite per il Cosenza e giallo a Capomaggio per fallo su Contiliano; la successiva battuta si infrange sulla barriera.
Si entra nell’ultimo quarto d’ora con le panchine protagoniste: Buscè manda in campo Emmausso per Florenzi, Turati risponde inserendo Sbaffo al posto di Riccardi. La gara sembra aspettare un dettaglio e quel dettaglio arriva all’82’: cross dalla destra, Farroni esce male e respinge corto, Emmausso è il più rapido a leggere la traiettoria e deposita in rete a porta vuota l’1-0 del Cosenza. È un colpo pesante perché nasce dall’unica vera sbavatura dentro una partita fin lì interpretata con disciplina.
Turati prova a ribaltarla con un triplo innesto, inserendo Simonetta, Zanini e Pannitteri per Gudelevicius, Iob e Contini; Buscè nel finale dà spazio anche a Garritano per Palmieri. Nei cinque minuti di recupero il Siracusa tenta l’assalto: al 93’ l’occasione migliore capita a Di Paolo, il mancino dal limite però si alza sopra la traversa. Un minuto più tardi Emmausso sfiora il raddoppio con un pallonetto dalla distanza, ma Farroni recupera posizione e devia in corner.
Si chiude 1-0, come era già successo all’andata al De Simone: Siracusa ordinato e dentro la partita, ma punito a carissimo prezzo da un singolo errore. Ora, dopo due trasferte consecutive, il ritorno a casa diventa anche un’esigenza: recuperare energie e lucidità in vista del derby contro il Catania.



