Il Catania di Domenico Toscano inciampa di nuovo, e lo fa nel modo più irritante: senza cadere, ma senza nemmeno avanzare. Dopo la sconfitta esterna contro il Sorrento, al “Massimino” arriva uno 0-0 che sa di occasione sciupata e di serata storta, di quelle in cui il risultato pesa più della prestazione e la prestazione non basta a consolarti. Di fronte, un Audace Cerignola modesto nei nomi e nelle ambizioni della vigilia, ma tutt’altro che modesto nell’atteggiamento: squadra ordinata, attenta, capace di giocare una gara accorta e persino di provare a graffiare di rimessa quando il Catania lasciava un corridoio o un controllo sporco.
Il copione, soprattutto nei primi quarantacinque minuti, sembrava offrire ai rossazzurri lo spazio per rimettere in riga la propria settimana. Le occasioni non sono mancate, e per lunghi tratti il Catania ha dato l’impressione di poter trovare il varco giusto. Eppure, ogni volta che il pallone arrivava dalle parti decisive, mancava qualcosa: la determinazione nel chiudere l’azione, la precisione sotto porta, quella cattiveria che trasforma una buona situazione in un gol vero. A complicare tutto, troppi passaggi sbagliati, troppe giocate interrotte sul più bello, come se la manovra si spegnesse proprio quando avrebbe dovuto cambiare marcia.
Nella ripresa, invece di crescere, il Catania si è smarrito dentro la sua stessa urgenza. Il Cerignola ha continuato a difendere con ordine, senza regalare corridoi, e ogni minuto trascorso senza sbloccarla ha tolto lucidità ai padroni di casa. Nemmeno i cambi nel finale hanno acceso la scintilla: l’ingresso di Caturano, Bruzzaniti e Rolfini non è bastato a dare un volto diverso a un reparto avanzato rimasto spuntato, incapace di trasformare la pressione in concretezza.
In campo si è visto anche tanto nervosismo, il segnale più chiaro di una squadra che sente addosso il peso del risultato e l’importanza del momento. Il finale, in questo senso, è l’immagine perfetta della serata: a partita chiusa arriva anche l’espulsione di Lunetta, episodio che aggiunge amarezza a un pareggio già difficile da digerire.
E mentre il Catania si ferma, la classifica non aspetta: la vittoria del Benevento a Trapani, un netto 5-0, allunga la rincorsa e rende ancora più pesante questo passo falso. Non c’è tempo per rimuginare, perché sabato c’è il derby esterno con il Siracusa: una sfida che non concede alibi e che chiederà al Catania proprio ciò che contro il Cerignola è mancato, cioè freddezza, precisione e quella cattiveria che fa la differenza quando lo stadio pretende risposte.



