Una serata da incubo, di quelle che non concedono appigli né attenuanti: il Trapani crolla 5-0 in casa contro il Benevento nel turno infrasettimanale di Serie C e si ritrova risucchiato in piena zona play-out, con il pensiero ancora più cupo di un distacco ridotto a soli quattro punti dall’ultimo posto. Il punteggio, già di per sé, racconta una resa pesantissima; l’andamento della gara, però, spiega anche perché la batosta faccia così male: i granata sono sembrati travolti sin dall’avvio, senza riuscire a trovare contromisure né a cambiare inerzia.
Nel primo tempo il Benevento ha fatto valere una superiorità netta, costruita con ordine e concretezza. Il Trapani è stato colpito in rapida successione: al 16’ Tumminello ha sbloccato la partita e appena tre minuti più tardi, al 19’, Manconi ha raddoppiato, indirizzando la serata su binari difficili da rimettere in carreggiata. Da lì in avanti i campani hanno gestito, mentre i padroni di casa hanno faticato a reagire con lucidità. A complicare ulteriormente il quadro, alla fine della prima frazione il Trapani è rimasto in dieci, perdendo Benedetti e andando all’intervallo con due gol da rimontare e un uomo in meno.
Era quasi inevitabile che, in quelle condizioni, il secondo tempo diventasse un terreno scivoloso non solo per il campo, ma per la tenuta complessiva della squadra. E infatti il Trapani non è riuscito a costruire azioni davvero pericolose, lasciando che la partita scivolasse via senza la forza di rialzarla. A segnare sono stati ancora i sanniti: Tumminello ha colpito nuovamente dal dischetto, poi Mignani ha completato il quadro con una doppietta che ha trasformato la sconfitta in un tracollo.
Attorno alla gara, anche il contesto ha aggiunto tensione. Con la curva chiusa per la squalifica disposta dal giudice sportivo dopo il lancio di petardi contro il Sorrento, molti tifosi si sono radunati all’esterno dello stadio, intonando cori contro il presidente Valerio Antonini, presente anche in questa occasione. E mentre il campo consegnava una notte nerissima, sullo sfondo restano altre scadenze e grane: i decreti ingiuntivi dell’ex Provincia per circa 600 mila euro, la convenzione per l’utilizzo dell’impianto in scadenza il 26 febbraio e, più avanti, la data del 9 marzo, quando è attesa la sentenza del tribunale federale sull’ultimo deferimento. In mezzo, una sola urgenza immediata: invertire la rotta, perché dopo un 0-5 così la classifica non perdona e l’allarme è diventato reale.



