Allo stadio “Aldo Campo” va in scena non una semplice partita, ma un vero e proprio spartiacque per la stagione di due formazioni impelagate nella lotta per non retrocedere. Quello che doveva essere un duello teso ed equilibrato si è trasformato in un monologo del Ragusa, capace di annichilire il fanalino di coda Paternò con un eloquente 5-1. Una vittoria che pesa come un macigno sugli equilibri della bassa classifica: gli azzurri di mister Lucenti compiono un balzo in avanti fondamentale, salendo a quota 21 punti e iniziando a respirare aria di salvezza, mentre per gli etnei la situazione si fa drammatica, inchiodati all’ultimo posto con soli 11 punti e con il morale sotto i tacchi.
La gara, pur terminata in goleada, ha vissuto una prima fase di studio in cui la tensione della posta in palio ha bloccato le gambe dei protagonisti. I padroni di casa hanno approcciato il match con la giusta determinazione, provando a fare la partita ma scontrandosi, per oltre mezz’ora, contro il muro difensivo eretto dagli ospiti. La resistenza del Paternò è crollata però al 37′, momento di svolta dell’intero incontro: un cross calibrato dalla fascia destra ha trovato pronto all’appuntamento Campanile, il cui tocco vincente ha sbloccato il risultato e, di fatto, ha mandato in frantumi le certezze avversarie.
Se il primo tempo si è chiuso con un vantaggio minimo, la ripresa si è trasformata in un incubo sportivo per i rossazzurri e in una passerella trionfale per il Ragusa. Al rientro dagli spogliatoi, gli ospiti sono apparsi deconcentrati e fragili, subendo un uno-due micidiale che ha chiuso virtualmente la contesa. Al 49′, uno sfortunato autogol di Marchetti ha regalato il raddoppio ai locali, seguito appena quattro minuti dopo dal tris firmato da Golfo. Sulle ali dell’entusiasmo, e di fronte a un avversario ormai ridotto al ruolo di sparring partner, il Ragusa ha continuato a spingere: al 59′ Campanile ha completato la sua giornata di grazia siglando la doppietta personale per il 4-0, mentre poco dopo Sinatra ha calato il pokerissimo trasformando con freddezza un calcio di rigore. Nel finale, a giochi ormai fatti e ritmi blandi, è arrivata la rete della bandiera per il Paternò con Ferrandino, un gol che serve solo per le statistiche ma non cancella la sensazione di una crisi profonda per la compagine etnea.



