Notte fonda allo stadio “De Simone”, dove il Siracusa non riesce a scuotersi dal torpore di un periodo nerissimo e incassa la quarta sconfitta consecutiva. Quella che doveva essere la gara della svolta, utile a invertire una rotta pericolosa e a muovere la classifica in chiave salvezza, si è trasformata in una nuova delusione per il popolo azzurro. Neppure il ritorno in tribuna del presidente Ricci è bastato a sovvertire un destino che sembrava già scritto contro un Crotone apparso solido, maturo e cinico, capace di far valere la legge della terza miglior difesa del campionato e di capitalizzare ogni incertezza dei padroni di casa.
La cronaca del match racconta di un avvio illusorio per la formazione di Marco Turati. Il tecnico, confermando il modulo 4-3-3 e lanciando Bonacchi in difesa al posto di un Sapola al centro di voci di mercato, aveva visto i suoi passare in vantaggio alla mezz’ora. L’episodio chiave è scaturito da un fallo in area di Groppelli su Gudelevicius: il rigore, confermato dopo una revisione tecnologica, è stato trasformato con freddezza da Contini, chiamato a sostituire l’infortunato Valente. Sembrava l’inizio di una domenica di festa, ma la reazione della squadra di mister Longo è stata veemente e immediata.
Il pareggio ospite è arrivato poco dopo con Zunno, autore di un pregevole dribbling e di un sinistro vincente. Una rete convalidata solo dopo un’attesa estenuante di oltre sei minuti per un controllo al monitor su un presunto fuorigioco. Ma il vero colpo psicologico per il Siracusa è giunto nel recupero della prima frazione: un errore in fase di possesso ha permesso a Negro di rubare palla a Gudelevicius e involarsi verso la porta, battendo Farroni con un destro a incrociare che ha mandato le squadre al riposo sul 2-1 per i calabresi. Una doccia gelata che ha tagliato le gambe agli aretusei.
Nella ripresa, ogni velleità di rimonta è stata spenta al cinquantasettesimo minuto. Sugli sviluppi di un corner, una trattenuta di Cancellieri è costata il secondo calcio di rigore di giornata contro il Siracusa. Dal dischetto, Gomez non ha perdonato, firmando il 3-1 nonostante il portiere avesse intuito la traiettoria. Il finale di gara, frammentato dai cambi e dagli esordi dei nuovi innesti come Capomaggio, Di Gesù e Pannitteri, non ha prodotto sussulti significativi, se non un gol annullato al Crotone per fuorigioco. Al triplice fischio, la classifica si fa allarmante: complice la vittoria del Picerno, il Siracusa scivola al penultimo posto con 21 punti. La situazione è critica e il calendario non aiuta, proponendo ora un trittico di fuoco con le trasferte di Cosenza e Potenza e il derby casalingo col Catania.



