Prima sconfitta del 2026 per i rossazzurri, travolti dall’uragano cilentano nel primo tempo. Ferreira, Chironi e Liurni chiudono la pratica in mezz’ora. La classifica piange: ultimo posto solitario.
Il brusco risveglio dal sogno di inizio anno ha i contorni nitidi di una disfatta in terra campana. Il Paternò Calcio conosce la prima sconfitta del girone di ritorno e del 2026, uscendo con le ossa rotte dal confronto esterno contro la Gelbison. Al “Morra” di Vallo della Lucania finisce con un perentorio 3-0 per i padroni di casa, un risultato che non ammette repliche e che inchioda impietosamente la formazione etnea all’ultimo posto della graduatoria, rendendo la strada verso la salvezza una salita sempre più ripida e impervia.
Quella che doveva essere la gara della continuità si è trasformata in un film horror della durata di appena sette minuti. Tanto è bastato alla Gelbison per archiviare la pratica e spegnere la luce in casa rossazzurra. Dopo una prima fase di studio, infatti, il Paternò ha subito un vero e proprio blackout difensivo e mentale a metà della prima frazione. Al ventesimo minuto è stato Ferreira a scardinare per la prima volta la retroguardia siciliana, sbloccando il match e incrinando le certezze ospiti. Ma il peggio doveva ancora arrivare: la squadra di mister Millesi non ha avuto nemmeno il tempo di riorganizzarsi che, appena tre minuti più tardi, ha subito il raddoppio ad opera di Chironi.
Il colpo del ko definitivo è giunto al ventisettesimo: Liurni ha firmato il tris, completando un parziale terrificante che ha mandato i titoli di coda sulla partita con un’ora abbondante di anticipo. Sotto di tre reti prima della mezz’ora, il Paternò si è sciolto come neve al sole, incapace di imbastire una reazione degna di nota contro un avversario che, forte del triplo vantaggio, ha potuto gestire i ritmi a proprio piacimento, navigando verso quella “zona tranquilla” della classifica che rappresenta l’obiettivo stagionale dei cilentani.
Nella ripresa, i tentativi di Millesi di scuotere l’ambiente con i cambi, inserendo Di Fazio e Rizza, non hanno sortito gli effetti sperati. La Gelbison di mister Agovino ha controllato agevolmente il match, concedendo le briciole all’attacco etneo guidato da Krstevski, apparso troppo isolato per poter impensierire il portiere avversario. Al triplice fischio resta solo l’amarezza per un passo falso pesante non solo nel punteggio, ma soprattutto nell’atteggiamento mostrato in quei fatali minuti di sbandamento. Per il Paternò è tempo di profonde riflessioni: l’ultimo posto in solitaria impone un cambio di marcia immediato, perché il tempo per rimediare non è infinito e le avversarie per la salvezza non aspettano.



