Un urlo strozzato in gola per novanta minuti, esploso in un boato liberatorio quando ormai la sconfitta sembrava segnata. L’Acireale agguanta il Savoia al termine di una battaglia epica, trovando con un rigore al 95′ un pareggio che profuma di vittoria. Finisce 1-1 al “Tupparello”, un punto d’oro, il primo della stagione, che premia la determinazione rabbiosa di una squadra che ha dimostrato di avere un’anima e di non mollare mai. Protagonista assoluto è Marko Maletic: entrato per l’infortunato Russotto, l’attaccante ha trascinato i suoi e, con la freddezza del campione, ha trasformato dal dischetto il pallone che muove la classifica e infiamma il morale.
Di fronte a spalti non gremiti, con una folta e colorata rappresentanza ospite, l’avvio di partita per i granata è stato un concentrato di sofferenza. La squadra di Marco Coppa è apparsa nervosa, contratta, quasi schiacciata dalla pressione dell’esordio casalingo dopo il KO di Lamezia. Il Savoia, solido e ben organizzato, ha preso subito in mano il gioco, mettendo in seria difficoltà la retroguardia acese. A tenere a galla i suoi, nei primi venti minuti, è stato un ottimo Negri: il giovane portiere si è opposto con bravura ai tentativi di Sellaf e Favetta, tenendo vive le speranze di un Acireale che faticava a costruire. La svolta, paradossalmente, è arrivata da un episodio sfortunato: l’infortunio di Russotto ha costretto il tecnico a gettare nella mischia Maletic, che ha subito dato una scossa all’attacco, vedendosi anche annullare un gol per fuorigioco.
Nella ripresa, la partita è salita di tono. Spinto da un Maletic indemoniato, l’Acireale ha iniziato a giocare con più coraggio, mettendo in apprensione la difesa campana. Ma proprio nel momento migliore dei granata, il Savoia ha trovato il colpo del KO, o almeno così sembrava. Dopo due interventi prodigiosi di Negri che avevano salvato il risultato, nulla ha potuto il portiere sulla splendida semirovesciata di Favetta che, a nove minuti dalla fine, ha gelato il “Tupparello”.
Sotto di un gol, con il cronometro che correva inesorabile, l’Acireale avrebbe potuto crollare. E invece, è qui che è emersa la vera forza dei granata. Spinti da un orgoglio indomito, Semenzin e compagni si sono riversati in un assalto finale disperato. Al quinto e ultimo minuto di recupero, il miracolo: su un pallone che danzava in area, un tocco di mano dello stesso Favetta ha indotto l’arbitro a decretare il calcio di rigore. Sul dischetto si è presentato l’uomo del destino, Maletic. Con una freddezza glaciale, ha spiazzato De Lorenzo, ha gonfiato la rete e ha fatto esplodere di gioia i tifosi. Un punto che vale più di un punto, perché conquistato con il cuore, con la rabbia e con la certezza che questo Acireale, per essere battuto, dovrà sudare fino all’ultimo secondo.



