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Sport in Sicilia > Blog di Notizie > Calcio > Trapani > Il Trapani espugna Cava: decisivo il rigore di Fischnaller
Trapani

Il Trapani espugna Cava: decisivo il rigore di Fischnaller

Redazione
Last updated: Ottobre 12, 2025 3:58 pm
Redazione
9 Min Read
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cavese trapani
prime video

Tre punti pesanti dopo 25 anni di digiuno in campionato al “Lamberti”
Galeotti e Di Noia trascinano, svolta con i cambi e passaggio alla difesa a quattro

Il Trapani torna a vincere e lo fa in un campo storicamente ostico: 0-1 alla Cavese a Cava de’ Tirreni, successo che in campionato mancava da venticinque anni. Decide Manuel Fischnaller dal dischetto al 77’, al rientro e subito protagonista. Il rigore, procurato da Ciotti appena entrato e convalidato dopo verifica FVS, ribalta l’amaro della scorsa settimana e restituisce ai granata i tre punti che rilanciano classifica e fiducia.

La cronaca parte su ritmi prudenti, con i padroni di casa che faticano a liberarsi dalla pressione territoriale del Trapani. La prima vera chance però è blufoncé: al 15’ Sorrentino non capitalizza una ribattuta a portiere battuto, dopo il primo intervento di Galeotti su Guida. L’episodio scuote il match. I granata alzano il baricentro e al 28’ sfiorano il vantaggio con Kirwan, servito da Benedetti: stacco in terzo tempo e risposta sicura di Boffelli. La Cavese resta nel piano gara, prova a verticalizzare in fretta, ma si espone alle ripartenze ospiti. Nel finale di tempo Fischnaller si accende: conclusioni al 42’ e al 45’, coordinate ma centrali, che Boffelli blocca con ordine. Si va all’intervallo sullo 0-0, con la sensazione di un Trapani più pulito nella costruzione e di una Cavese capace di accendere l’area con fiammate isolate.

La ripresa si apre con un’inerzia più aperta. Al 56’ Di Noia guida un contropiede e imbecca Ciuferri: scelta personale e tiro che non inquadra lo specchio, occasione sprecata con i locali sbilanciati. La Cavese risponde con insistenza sulle corsie: al 62’ Sorrentino calcia di sinistro da dentro l’area, palla schiacciata e fuori; al 66’ lo stesso numero 7 colpisce in posizione irregolare, ma Galeotti è comunque super nel riflesso. La squadra di Prosperi si affaccia con frequenza sui piazzati: al 72’ Negro, dimenticato sul corner, colpisce di testa senza forza, sprecando un’opportunità limpida.

Lo snodo tattico arriva dalla panchina granata. Aronica cambia uomini e assetto, passa alla linea a quattro per alzare un esterno in più e dare finalmente una spalla a Grandolfo, fino a lì generoso ma troppo isolato. Appena dentro, Ciotti attacca la profondità con gamba e coraggio: Pelamatti lo mette giù con uno “step on foot” in area, il direttore di gara indica il dischetto e, dopo il check FVS, conferma. Dal dischetto si presenta Fischnaller: rincorsa secca, Boffelli spiazzato, 0-1 al 77’. Il Trapani vede i varchi e prova a chiuderla: all’82’ ancora Ciotti firma un “coast to coast” che lo porta a concludere in area, deviazione in angolo e partita che resta aperta.

Nel finale è assalto Cavese. In sessanta secondi i campani costruiscono due palle-gol: prima un palo esterno che fa tremare i granata, poi Amerighi grazia sotto misura, con Galeotti attento a chiudere. Il portiere ex SPAL diventa padrone dell’area nei sei minuti di recupero: al 91’ è reattivo su una deviazione fortuita di un compagno sugli sviluppi di un corner, la palla sembrava destinata all’angolo lontano. La mischia successiva porta a un’ulteriore verifica FVS, che non cambia il verdetto del campo. Dopo l’ultimo cross, il triplice fischio al 96’ certifica la vittoria ospite.

Il contesto tecnico spiega il punteggio. Il Trapani, condizionato da un’infermeria affollata e dalla rinuncia dell’ultim’ora a Canotto, costruisce una gara di ordine e pazienza. La prima parte è di controllo territoriale, senza però sfondare; la gestione del secondo tempo migliora con l’innesto di esterni freschi e la scelta di alzare il blocco sugli out, dove la Cavese aveva trovato spazi. Il passaggio alla difesa a quattro rende più lineare il lavoro delle mezzali e, soprattutto, dà profondità alle corse di Ciotti, determinante nel procurarsi il rigore. In mezzo, Di Noia tiene insieme le fasi con letture intelligenti: pulisce la prima uscita, guida la transizione, corre fino alle ultime battute. Davanti, Fischnaller incarna la differenza tra possesso e pericolo: tre “soluzioni strozzate” tra fine primo tempo e inizio ripresa diventano lucidità dal dischetto al momento chiave.

La Cavese conferma limiti e qualità della sua serata. Squadra generosa, poco brillante nelle scelte decisive. Ha l’occasione per sbloccarla presto con Sorrentino e, in pieno finale, per rimetterla in pari con Amerighi. Nel mezzo, qualche soluzione interessante sul lato di Kirwan e una discreta densità in seconda palla, senza però tradurre le situazioni in tiri puliti. Boffelli tiene a galla i suoi su Kirwan e su due letture profonde, la coppia centrale regge finché il Trapani non alza l’ampiezza; in mezzo, Fornito e i subentrati provano a cambiare ritmo, ma la manovra resta a strappi.

I singoli granata meritano una menzione. Galeotti è il punto fermo: due parate determinanti e tante uscite “di mestiere” quando la partita si sposta nell’area piccola, fino al riflesso sul colpo di testa deviato nel recupero. Di Noia gioca una partita piena, dal primo all’ultimo metro. Grandolfo lavora sporco, apre linee e combatte, pagandone in termini di lucidità sotto porta; con la struttura a due punte può beneficiare di compagni più vicini. Ciotti entra e la cambia: rigore procurato e un’azione da 0-2 costruita in campo aperto. Fischnaller, infine, fa ciò che si chiede a un attaccante esperto: cerca la porta finché la partita gliela concede, poi la spacca dal dischetto.

Numeri e dettagli completano il quadro. Ammoniti Celeghin e Stramaccioni per il Trapani, Luciani per la Cavese; angoli 5-4, recuperi 2’ nel primo tempo e 6’ nella ripresa. Arbitra Leone di Barletta con piglio e collaborazione della tecnologia nei frangenti più caldi. La gestione delle sostituzioni premia Aronica: inserimenti di Palmieri e Giron per alzare gamba e fisicità a metà campo, La Sorsa e Salines per dare equilibrio alla nuova linea difensiva. Prosperi risponde con il tridente rinnovato nel finale, ma l’inerzia, ormai, è granata.

Il contesto di classifica dà la misura del valore del colpo. Il Trapani sale a 8 punti, esce dalla zona playout e prosegue la risalita dopo l’avvio condizionato da otto punti di penalizzazione. Il calendario propone un’altra trasferta impegnativa con l’Atalanta Under 23, poi Audace Cerignola in casa e Crotone: un trittico che misurerà la tenuta di un gruppo che, quando riesce ad avvicinare gli esterni alla punta e a consolidare la difesa a quattro, guadagna metri, soluzioni e fiducia. La Cavese, modesta ma mai rassegnata, esce con rammarico e con l’indicazione di lavorare sulla cattiveria negli ultimi sedici metri.

La chiusura è lineare: non è stata una partita bella, ma contava vincere. Il Trapani lo ha fatto con pragmatismo, leggendo meglio gli ultimi trenta minuti e affidandosi all’esperienza dei suoi riferimenti. A Cava de’ Tirreni un rigore ha tolto e un rigore ha dato: oggi ha dato, e i granata, finalmente, tornano a sorridere.

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