Per la terza volta consecutiva, il sogno tricolore della AC Life Style Handball Erice si infrange sul più bello. In gara 2 della finale scudetto, disputata al PalaPalumbo, Salerno si impone 32-28 e chiude la serie, conquistando il suo decimo titolo italiano. Un traguardo che vale la Stella per la formazione campana, allenata da Thierry Vincent, mentre alle Arpie restano il rammarico e una stagione comunque da protagonista, arricchita dalla Supercoppa e dalla Coppa Italia.
Il destino sembra accanirsi con la squadra siciliana. Per il terzo anno consecutivo, Erice si presenta all’appuntamento decisivo con il tricolore, e per la terza volta torna a casa senza il titolo. Dopo l’amaro pareggio di gara 1 al PalaCardella, che aveva lasciato aperta ogni possibilità, le Arpie sono state costrette a inseguire sin dai primi minuti in una gara 2 condizionata da fattori tattici e scelte obbligate di formazione.
Cristina Cabeza Gutiérrez ha provato a ribaltare l’inerzia della serie con coraggio, schierando fin dal primo minuto Alexandrina Do Nascimento, talento brasiliano esperto e letale in fase realizzativa. Ma la decisione ha comportato l’esclusione di Daniela Pinto Pereira: le regole federali permettono solo tre straniere in campo, e con Do Nascimento, Cabral Barbosa e Ateba la scelta era obbligata. Tra i pali è tornata titolare Chana Masson, poi rilevata da Martina Iacovello e Romina Ramazzotti.
Ma è stata soprattutto l’organizzazione di gioco della Jomi Salerno a fare la differenza. La mossa tattica del “sette contro sei”, già vista in gara 1, ha messo ancora una volta in difficoltà la difesa siciliana. La squadra di Vincent ha costruito un primo tempo solido, arrivando a +4 (13-9 al 26’), salvo poi subire un mini-break che ha portato Erice sul 14-16 all’intervallo.
Nella ripresa, un paio di lampi di Laeticia Ateba (autrice di 14 reti e migliore in campo per le Arpie) avevano illuso i tifosi siciliani, presenti numerosi anche in trasferta. Ma il sogno di una rimonta è rimasto tale. Salerno ha ripreso in mano il ritmo della gara, aumentando l’intensità difensiva e colpendo nei momenti chiave con Dalla Costa (8 reti), Squizziato (7) e Bujnochova (5). Sul 25-20, il timeout chiamato dalla panchina ericina è servito solo a contenere il passivo. Il distacco non è mai stato ricucito, e la partita è scivolata lentamente verso l’epilogo annunciato.
Il 32-28 finale consegna lo scudetto a Salerno, una squadra esperta, solida, mentalmente preparata per vincere. Per Erice resta la consapevolezza di aver disputato un’annata importante, di essere ormai una presenza fissa nell’élite della pallamano italiana, ma anche il peso di una finale persa ancora una volta, in una stagione che avrebbe potuto consacrarla definitivamente.
Difficile, oggi, pensare già alla prossima stagione. Le lacrime di molte giocatrici al fischio finale raccontano una delusione profonda, condivisa dal pubblico che ha accompagnato la squadra lungo tutta la stagione. Ma è da queste sconfitte che possono nascere le squadre vincenti. Erice ha dimostrato di avere qualità, organizzazione e ambizione: il tricolore, per ora, sfugge ancora. Ma la sensazione è che l’appuntamento sia solo rinviato.
Tabellino finale
Jomi Salerno – AC Life Style Handball Erice 32-28 (16-14)
Salerno: Mangone, Dalla Costa 8, Lepori, Rossomando 4, Squizziato 7, Fabbo 1, Woller 4, Danti, Lanfredi, Lauretti Matos, Linder, Bujnochova 5, Barreiro, Falser 1, Gislimberti 2.
All. Thierry Vincent
Erice: Masson, Bernabei, Eghianruwa, Coppola, Tarbuch 6, Losio, Benincasa, Dalle Crode, Di Prisco, Pessoa 2, Ateba 14, Do Nascimento 3, Cabral Barbosa 3, Cozzi, Ramazzotti.
All. Cristina Cabeza Gutiérrez
Arbitri: Gianna Stella Merisi – Andrea Alejandra Pepe
Commissari: Francesco Pasciuto – Roberto Rogato



