Il sipario è calato sulla straordinaria cavalcata della Teamnetwork Albatro. Sul campo di Merano, in gara 3 di una semifinale scudetto carica di tensione, il sogno tricolore dei siracusani si è infranto contro la solidità dei padroni di casa. Il sette bianconero altoatesino ha conquistato con merito l’accesso alla finalissima, dove da sabato affronterà il Conversano, ma per i ragazzi di Pucho Garralda resta la consapevolezza di una stagione che ha scritto una pagina storica per la pallamano aretusea.
L’avvio del match è stato subito in salita per l’Albatro. Il tecnico meranese, Prantner, ha sorpreso gli ospiti con un’asfissiante difesa tre-tre che ha imbrigliato le trame offensive dei blu arancio. Privi degli spazi necessari per colpire, i siciliani si sono ritrovati rapidamente a inseguire, scivolando sotto di tre reti. Sembrava l’inizio di una resa, ma il cuore dell’Albatro è grande. Intorno al decimo minuto, è suonata la carica: una reazione veemente ha permesso prima di ricucire lo strappo, con Vinci a siglare il pareggio al 12′, e poi di mettere la freccia del sorpasso con Pauloni appena un minuto più tardi.
La partita si è così trasformata in una battaglia punto a punto, un duello vibrante dove ogni pallone pesava un macigno. L’equilibrio è stato il leitmotiv fino alle battute conclusive della prima frazione quando, complici un paio di disattenzioni pagate a caro prezzo dai siracusani, il Merano è riuscito a scavare un piccolo solco, chiudendo avanti di due lunghezze.
Al rientro dagli spogliatoi, la formazione di casa ha impresso una svolta brutale al confronto. Con Fadanelli a trascinare i suoi, i bianconeri hanno aggredito la partita con una determinazione feroce, costruendo metodicamente un vantaggio che è progressivamente lievitato, fino a toccare un eloquente +10. L’Albatro ha sofferto terribilmente la pressione costante della difesa avversaria, un pressing che si estendeva audacemente fino alla metà campo, soffocando sul nascere le iniziative offensive dei ragazzi di Garralda.
Nonostante la sconfitta, al fischio finale è scattato unanime il riconoscimento per il valore degli avversari, l'”onore delle armi” tributato agli uomini di Prantner. Ma, soprattutto, si è levato forte l’applauso dei numerosi tifosi siracusani presenti e di quelli rimasti a casa, un tributo sincero a una squadra che ha lottato con orgoglio, raggiungendo un traguardo, la semifinale scudetto, che rimarrà impresso nella storia del club. L’Albatro esce di scena, ma lo fa a testa altissima, con la promessa di riprovarci, forte di un’esperienza che la renderà ancora più competitiva.



