Debutto da cartolina per il Catania, che inaugura la Serie C 2025-26 con un netto 6-0 al “Massimino” contro il Foggia. La serata che doveva misurare ambizioni e crescita della squadra di Domenico Toscano diventa presto un manifesto: ritmo, aggressività, precisione sulle palle inattive e freddezza dal dischetto. Il pubblico fa il resto, trasformando l’esordio in un assolo.
Bastano cinque minuti per rompere l’equilibrio: Borbei atterra Forte in area, l’arbitro indica il dischetto e Cicerelli non trema, firmando il primo gol stagionale dei rossazzurri. L’onda resta alta: all’11’ il cross di Casasola pesca Aloi, incornata e respinta affannosa del portiere ospite. Il raddoppio arriva al 19’: Donnarumma, stacco perentorio e palla all’angolo, 2-0. Il Foggia prova a riordinarsi e al 24’ Bevilacqua impegna Dini, ma è solo un lampo isolato.
Il Catania continua a macinare. Al 31’ Ierardi sale in cielo e inchioda il 3-0 con un colpo di testa all’incrocio. Tre minuti più tardi, altro episodio chiave: nuovo contatto in area su Forte, check al VAR e penalty confermato. Stavolta va lo stesso centravanti sul dischetto: rincorsa corta, piatto sicuro, 4-0 prima dell’intervallo. È un monologo che fotografa bene la serata: catena di destra dominante, mediana compatta e linea arretrata puntuale nelle letture.
Nella ripresa non cambia il copione. Al 63’ Cicerelli strappa, Forte la sfiora di testa e il numero 7 calcia di prima: questione di centimetri. Poco dopo è Casasola a minacciare di nuovo di testa, quindi al 68’ doppia occasione nella stessa azione, con Lunetta a un passo dal gol e Aloi murato da Borbei. Il quinto sigillo è una perla: al 70’ D’Ausilio disegna un destro pulito e imparabile, un “golazo” che accende ancora il “Massimino”. Al minuto 80, show personale di Raimo con mezza rovesciata respinta, sulla quale Lunetta arriva puntuale per il 6-0 che chiude i conti.
Dentro il risultato c’è sostanza. La squadra è più solida dietro, la cerniera di centrocampo sporca le linee di passaggio, gli esterni arrivano con continuità al cross e gli uomini d’attacco alternano qualità e presenza fisica. È il tipo di performance che risponde, sul campo, alla richiesta della società: non solo nomi, ma mentalità e coesione. Le parole della vigilia del presidente Rosario Pelligra — il mercato si completerà, ma a fare la differenza è l’atteggiamento — trovano un riscontro pratico in novanta minuti quasi perfetti.
Il dato più incoraggiante non è solo il punteggio: è la sensazione di squadra, la coralità con cui il Catania ha gestito i momenti, la fame mostrata su ogni pallone. È pur sempre la prima di campionato, e il percorso resta lungo, ma il primo mattone è stato posato con autorità. Il “Massimino” riparte pieno e rumoroso, e i rossazzurri lo ripagano con una prestazione che trasforma le intenzioni in realtà. Ora il compito è dare continuità: lo spettacolo d’esordio vale tre punti, la stagione chiede ripetizione.



