Un esordio di campionato che vale soprattutto per il carattere. Il Trapani strappa uno 0-0 sul campo del Casarano e porta a casa un punto pesante per come si è sviluppata la gara: lunga fase di pressione avversaria, tante situazioni difensive da leggere con lucidità, qualche fiammata per provare a respirare. La squadra di Aronica sceglie una postura prudente, schermando il centro e provando a ripartire quando può; davanti, però, la concretezza resta rimandata.
L’avvio è persino promettente: Fischnaller costringe Chiorra alla prima parata della serata, poi Canotto impegna ancora il portiere con un diagonale improvviso. Finito il “giro” di occasioni granata, sale il Casarano. Chiricò entra in partita e, su palla inattiva e traversoni dalla destra, mette in serie gli attaccanti: Celiento e Cajazzo sfiorano, Malcore chiama Galeotti al primo intervento. L’estremo difensore diventa via via il protagonista della serata, aiutato da una linea che, pur con qualche sbavatura, tiene botta sui palloni alti. Prima dell’intervallo c’è una mischia da corner in cui il Trapani prova a graffiare, ma senza trovare il tocco risolutivo.
La ripresa è un assedio a ondate. Malcore fallisce una chance clamorosa a porta quasi vuota, poi prova di testa senza inquadrare. Galeotti salva su Chiricò, neutralizza un’incornata profonda di Cajazzo e, al 65’, si supera sulla zampata di Ferrara. L’unico vero brivido difensivo nasce da un errore in uscita: Malcore scavalca il portiere ma Negro ricorre al salvataggio quasi sulla linea. Dalla panchina Aronica prova a cambiare inerzia: dentro Grandolfo, poi La Sorsa, Benedetti e Marcolini. Proprio dalle corsie arriva l’unica occasione nitida granata del secondo tempo, con Benedetti che pesca Kirwan: colpo di testa largo. Nel finale Grandolfo ha la palla per il colpo grosso, ma non trova la porta; dall’altra parte Zanaboni segna, l’arbitro annulla per fallo su Pirrello e, dopo on field review FVS, conferma.
Finisce senza reti e con molte indicazioni: Galeotti in stato di grazia, reparto arretrato resistente nelle difficoltà, margini evidenti nella gestione del pallone e nel peso offensivo. Non è uno spettacolo, ma è un punto che fa spessore fuori casa alla prima, contro un avversario più avanti nella manovra. Si riparte da qui: ordine, sofferenza e la consapevolezza che, per salire di livello, servirà più qualità nell’ultimo terzo.



