«Melior de cinere surgo». Risorgo dalle mie ceneri ancora più bello. Non è solo il motto che accompagna da secoli la storia della città dell’Elefante, ma è il manifesto programmatico esposto dalla Curva Sud prima del fischio d’inizio, un messaggio potente che lega la volontà di riscatto dopo il recente disastro del ciclone Harry alla fame di vittorie della squadra di calcio. E in un pomeriggio grigio e freddo, valido per la 23ª giornata del campionato di Serie C, il Catania ha onorato quella promessa di rinascita trasformando il prato del “Massimino” in una roccaforte inespugnabile, piegando il Cosenza per 2-0 e consumando una perfetta vendetta sportiva dopo la pesante sconfitta subita all’andata. Un successo limpido, costruito con pazienza e cinismo, che permette ai rossazzurri di mantenere il passo del Benevento e di restare aggrappati alla vetta della classifica.
La partita è stata lo specchio della maturità acquisita dalla truppa di Mimmo Toscano. Nonostante le assenze e la necessità di ridisegnare la difesa inserendo subito nella mischia il neo acquisto Miceli, i padroni di casa hanno approcciato la gara con un’intensità soffocante. La prima mezz’ora è stata un monologo etneo, fatto di pressione costante e di una superiorità territoriale che ha costretto i calabresi a una difesa affannosa. Il muro del Cosenza, ordinato ma passivo, ha mostrato le prime crepe sotto i colpi di un attacco mobile, fino a crollare definitivamente al 34’. È stata un’azione corale a sbloccare l’equilibrio: Donnarumma ha pennellato un assist al centro per Kaleb Jiménez, che con tempismo perfetto si è fatto trovare pronto all’appuntamento con il gol, firmando il vantaggio meritato e facendo esplodere lo stadio.
Nella ripresa, il copione non è cambiato drasticamente, con il Catania bravo a gestire i ritmi e a non concedere profondità a un avversario rognoso ma sterile. L’unico brivido per la porta difesa da Dini è arrivato al 69’, quando una punizione velenosa dei silani ha richiesto un intervento attento dell’estremo difensore rossazzurro. È stato il momento di svolta psicologica: scampato il pericolo, Toscano ha pescato dalla panchina le carte vincenti per chiudere i conti. L’ingresso di Lunetta e Caturano ha dato nuova linfa alla manovra offensiva e, appena sette minuti dopo il rischio corso, il Catania ha colpito in contropiede. Una ripartenza letale, gestita con pochi tocchi e grande lucidità, ha visto Casasola servire un pallone d’oro proprio a Lunetta, freddo nel trafiggere il portiere avversario Vettorel e sigillare il 2-0.
Il finale di gara ha offerto anche un momento di incredulità quando Caturano, a porta praticamente spalancata, è riuscito nell’impresa di divorarsi il gol del 3-0 che avrebbe dato al risultato proporzioni trionfali, ma l’errore non ha intaccato la sostanza di una prestazione solida. Con questo successo, l’imbattibilità casalinga stagionale del Catania tocca quota 1.080 minuti, un dato statistico mostruoso che certifica come il “Massimino” sia diventato un fattore determinante nella corsa alla Serie B. Archiviata la pratica Cosenza e salutati i debutti positivi di Miceli e Di Noia, oltre al rientro di Ierardi, la testa è già alla prossima trasferta contro il Sorrento, con la consapevolezza che la strada è ancora lunga, ma i mezzi tecnici e morali per arrivare in fondo ci sono tutti.



