Un Catania coraggioso e generoso si arrende all’Adriatico. Non basta la vittoria per 2-1 in trasferta contro il Pescara per ribaltare la sconfitta dell’andata. La squadra di Mimmo Toscano esce dai playoff di Serie C con l’amaro in bocca e la consapevolezza di aver dato tutto, ma di aver pagato un piazzamento peggiore in classifica nella regular season.
Una serata beffarda, condita da episodi e tensione, nella quale gli etnei hanno rincorso fino all’ultimo secondo una qualificazione che sembrava impossibile. Una rimonta accarezzata, sfiorata, ma mai afferrata fino in fondo. La qualificazione ai quarti di finale va al Pescara, forte del miglior piazzamento al termine del campionato. Per il Catania, resta la frustrazione di un’eliminazione che punisce la generosità.
Il match si apre con un Catania determinato, che sa di dover segnare almeno due reti per sperare nel passaggio del turno. Toscano schiera una formazione offensiva e ritrova alcuni elementi chiave. La prima mezz’ora è un susseguirsi di duelli, ritmi alti e occasioni sprecate da entrambe le parti. Il Pescara, pur potendo accontentarsi anche del pareggio, non si limita a difendere e risponde colpo su colpo.
Il momento chiave della prima frazione arriva nei minuti finali. Un contatto in area tra Cangiano e Raimo scatena le proteste abruzzesi. L’arbitro indica il dischetto, ma il VAR lo sconfessa: niente rigore. Il Pescara recrimina, il Catania tira un sospiro di sollievo. Toscano, infuriato per alcune decisioni, viene espulso e lascia la panchina.
La ripresa si apre con la grande occasione di Ferraris, sventata da un superbo Dini. Ma il Catania non molla e al 70′ trova il gol dell’1-0 con Di Gennaro, che di testa riaccende le speranze. Gli etnei spingono, credono nella rimonta e mettono alle corde un Pescara in difficoltà. Ma all’ennesimo contropiede, i padroni di casa colpiscono: Tonin firma l’1-1 al 78′ e spegne (quasi) i sogni rossazzurri.
Nel finale succede di tutto. Il Catania riversa in campo tutta la sua disperazione e al 90′ Montalto trova il gol del 2-1 che riapre clamorosamente tutto. Ma il tempo è ormai nemico. Il forcing finale è confuso, isterico, non porta al gol qualificazione. Al triplice fischio, il Catania vince ma non basta.
Resta una grande amarezza in casa etnea. L’uscita dai playoff pesa per come è maturata: con una prestazione generosa, una vittoria esterna, e una reazione importante dopo una stagione travagliata. Ma ancora una volta, il regolamento che favorisce la miglior classificata premia chi ha fatto meglio nei mesi precedenti.
Per il Catania è tempo di riflessioni. L’entusiasmo generato dalla Coppa Italia di Serie C vinta non basta a cancellare l’ennesima stagione senza promozione. Il progetto tecnico, lo stesso Toscano e la dirigenza dovranno valutare ciò che è mancato: se la rosa è stata all’altezza, se la preparazione è stata adeguata, se l’ambizione è stata accompagnata da una reale programmazione.
Per il Pescara, che ha sofferto ma ha saputo colpire nei momenti chiave, il sogno promozione prosegue. Per il Catania, invece, la stagione si chiude qui. E lascia negli occhi il rimpianto di una grande occasione perduta.



