CATANIA – L’Ekipe Orizzonte non sbaglia il primo colpo. Le campionesse d’Italia in carica inaugurano la semifinale scudetto della Serie A1 femminile con una vittoria netta, autorevole, maturata tra le corsie della piscina di Nesima, battendo per 11-7 la Pallanuoto Trieste. Un successo mai in discussione, il terzo stagionale contro la formazione giuliana, che permette alle etnee di portarsi sull’1-0 nella serie e ipotecare la qualificazione alla finale.
La squadra di Martina Miceli, prima nella regular season, scende in vasca con il piglio della grande squadra e impone il proprio ritmo sin dalle prime battute. Dopo meno di quattro minuti, il tabellone segna già 3-0 per le padrone di casa: Gagliardi rompe l’equilibrio, Tabani sfrutta al meglio la prima superiorità numerica e Halligan trasforma con freddezza un rigore. La reazione ospite arriva con l’ex Vukovic e con Klatowski, che riportano le friulane in scia (3-2), ma il divario tecnico appare evidente.
Nel secondo tempo le rossazzurre riprendono subito il largo: Tabani, autentica mattatrice con 4 gol all’attivo, e Bettini firmano il nuovo allungo (5-2). Cordovani e Gant tentano di tenere viva la sfida, ma si va al cambio campo sul 6-4 per le etnee. L’equilibrio, tuttavia, è solo apparente. Il terzo parziale è una lezione di pallanuoto: l’Orizzonte alza l’intensità, blinda la difesa e piazza un parziale devastante di 4-0. In rapida successione segnano Gagliardi (in superiorità), Bettini (doppietta) e ancora Tabani, stavolta in controfuga, portando il punteggio sul 10-4 e chiudendo virtualmente il match con otto minuti d’anticipo.
Nel quarto tempo Trieste prova a salvare la faccia con Gragnolati e Matafora, accorciando sul 10-6, ma Leone ristabilisce le distanze. Il gol finale di Klatowski, a 38 secondi dalla sirena, serve solo a fissare il punteggio sull’11-7. Un punteggio che fotografa con chiarezza la superiorità della formazione siciliana, che ha mostrato maggiore compattezza, varietà di soluzioni offensive e solidità difensiva.
Una menzione particolare va al portiere Condorelli, decisiva nel parare un rigore a Cergol nel quarto periodo, spegnendo le residue speranze di rimonta delle ospiti. Le catanesi chiudono con un 6 su 13 in superiorità numerica (più un rigore), mentre Trieste sfrutta 7 delle 15 occasioni avute, oltre a un rigore non trasformato.
Ora l’appuntamento è per gara2, sabato 17 maggio alle 18:30, in casa della Pallanuoto Trieste. Una trasferta tutt’altro che semplice, ma che l’Orizzonte potrà affrontare con la serenità e la forza di chi sa di avere in mano il destino della serie. Vincere significherebbe archiviare la semifinale con uno “sweep” e prepararsi con anticipo alla finale tricolore.
Coach Martina Miceli può sorridere, consapevole però che la concentrazione non dovrà calare. La strada per la riconferma del titolo è ancora lunga, ma le basi per continuare a dominare ci sono tutte. Tabani e Bettini si confermano le spine nel fianco per qualsiasi difesa, Gagliardi incide nei momenti chiave, e la profondità della rosa permette cambi sempre efficaci. Il gruppo appare coeso, fisicamente in forma e mentalmente pronto a nuove battaglie.
Dall’altra parte, Trieste dovrà trovare nuove soluzioni per invertire una tendenza che la vede sempre soccombere contro la corazzata etnea. Le buone prove individuali non sono bastate a contenere l’ondata offensiva dell’Orizzonte, né a reggere l’urto difensivo del terzo tempo, dove è maturato il break decisivo.



