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Sport in Sicilia > Blog di Notizie > Pallanuoto > Ekipe Orizzonte, ko a Rapallo ai rigori
Pallanuoto

Ekipe Orizzonte, ko a Rapallo ai rigori

Matteo Scuderi
Last updated: Ottobre 12, 2025 10:53 am
Matteo Scuderi
9 Min Read
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ekipe orizzonte rapallo
prime video

Big match del secondo turno deciso dai cinque metri dopo l’8-8 nei tempi regolamentari

Rapallo Pallanuoto batte l’Ekipe Orizzonte 12-10 ai rigori nel secondo turno di Serie A1 femminile. A Rapallo, domenica 12 ottobre 2025, le liguri si impongono al termine di una gara rimessa in equilibrio più volte dalle catanesi e chiusa solo dalla serie dai cinque metri, con quattro trasformazioni per le padrone di casa e due per le rossazzurre. La partita consegna due punti a Rapallo e uno all’Orizzonte, secondo la formula che assegna il punto supplementare alla squadra vincente dopo i tiri di rigore. In tribuna presente anche il commissario tecnico del Setterosa, Carlo Silipo; circa seicento gli spettatori. Direzione di gara affidata a Colombo e Scarciolla.

L’avvio è a favore di Rapallo, che interpreta meglio il primo quarto e lo chiude sul 3-1. Le liguri leggono con lucidità le prime situazioni di superiorità e costruiscono il margine con ritmo costante nella circolazione di palla. L’Orizzonte parte più contratta, fatica a trovare il tempo giusto sul perimetro e concede qualche linea interna di troppo. L’impronta dei primi otto minuti, però, non scoraggia la squadra di Miceli, che dalla seconda frazione alza l’attenzione difensiva e comincia a guadagnare metri.

Il momento che cambia l’inerzia arriva a metà del secondo tempo. Sul 4-1 per le locali, Condorelli respinge un rigore a Giustini a 4’39”. L’intervento vale più di una parata: restituisce fiducia all’Orizzonte e rallenta la corsa del Rapallo, fino a quel punto molto pulito nell’esecuzione a uomo in più. Da lì in avanti le catanesi accorciano, vincono il parziale 2-1 e vanno all’intervallo lungo sul 4-3, con sensazioni migliori rispetto all’avvio e una distribuzione del gioco più razionale tra centro e lati.

La terza frazione scorre sui binari dell’equilibrio. Il parziale si chiude 3-3, con allunghi e controparziali che non producono strappi definitivi. Rapallo trova soluzioni efficaci con il tiro dal perimetro e con i movimenti del lato debole; l’Orizzonte, quando alza il ritmo del giro palla, riesce a entrare con continuità dentro i tre metri, mettendo sotto pressione la linea dei falli delle liguri. L’ultimo intervallo vede ancora Rapallo avanti di una lunghezza, ma la sensazione è di una gara riaperta.

Nel quarto periodo il carattere dell’Orizzonte emerge con chiarezza. La squadra di Miceli stringe la difesa, protegge il centro con maggiore compattezza e fa la scelta giusta in avanti nei possessi chiave. Arriva un 2-1 di frazione che rimette la partita in parità sull’8-8. Sul piano disciplinare pesa l’uscita per limite di falli di Bianconi per Rapallo, mentre in casa Orizzonte finiscono anticipatamente anche Meggiato e Viacava, elementi che incidono nella gestione degli ultimi minuti. La sirena sancisce la parità nei tempi regolamentari e spalanca la porta ai tiri di rigore.

La serie dai cinque metri premia Rapallo per precisione e freddezza. La sequenza si apre con Santapaola che intuisce e respinge il tentativo di Marletta, subito tradotto in vantaggio da Vukovic. Tabani pareggia, Bakoc riporta avanti le liguri. Cassarà non sbaglia e ristabilisce l’equilibrio, ma Willemsen rilancia Rapallo. Sul quarto tiro l’Orizzonte ha l’occasione di rimanere in scia, tuttavia Bettini colpisce il palo; Cabona non trema e chiude i conti. Quattro segnature per le padrone di casa, due per le catanesi, risultato finale 12-10.

Nei tempi regolamentari l’Ekipe trova tre reti con Marletta, due con Jackovich e una a testa con Meggiato, Bettini e Leone. Dall’altra parte Rapallo distribuisce il bottino con i centri di Giustini e Bianco, entrambi a segno due volte, e con i gol di Marcialis, Bakoc, Vukovic e Cabona. Le percentuali con l’uomo in più fotograferanno il filo della gara: le liguri chiudono con 6 realizzazioni su 14 occasioni più un rigore, le catanesi con 4 su 13 più un rigore. Numeri che raccontano il volume prodotto da Rapallo e la crescita progressiva dell’Orizzonte soprattutto dopo l’intervallo.

La lettura tattica conferma due identità nitide. Rapallo costruisce il primo vantaggio grazie all’aggressività sul portatore e a una gestione ordinata del lato forte, con scelte rapide nel ribaltamento campo per creare tiri puliti sul perimetro. La prima linea di superiorità lavora con tempi corretti e precisione di esecuzione. Nella ripresa le liguri accettano qualche rischio in più sul duello al centro, mantenendo però efficacia nella conclusione da fuori e solidità mentale nei momenti caldi. La scelta dei rigoristi e la qualità delle esecuzioni sigillano la vittoria.

L’Orizzonte paga un inizio complicato, ma da metà gara in poi alza il livello. In difesa si vede una maggiore sincronizzazione tra uscita del difensore sul lato palla e copertura della linea di passaggio verso il centro, con beneficio nella gestione dei falli. In attacco la circolazione diventa più rapida e profonda, con Jackovich a incidere nelle conclusioni pesanti e Marletta a trovare con continuità il varco giusto. Il rigore parato da Condorelli segna il confine emotivo della partita catanese; altrettanto pesante, a parti invertite, l’intervento di Santapaola sul primo tiro della serie.

Nel dopogara la valutazione interna dell’Orizzonte passa dalle parole di Giulia Viacava, lucida nell’analisi: “Sicuramente non abbiamo avuto l’approccio ideale alla partita di oggi. Alla fine siamo riusciti a portare a casa un punto, ma di certo non ci basta. Considerando però l’andamento del match forse è comunque un punto guadagnato, perché la partita non si era messa bene per noi. Abbiamo sbagliato tanto e in molte occasioni non abbiamo messo in pratica i consigli di Martina, ma adesso dobbiamo fare in fretta a resettare. Ci aspettano delle sfide importantissime e non possiamo permetterci di commettere sempre gli stessi errori”. È una sintesi fedele: la rimonta racconta tenuta mentale e qualità, ma l’approccio e alcune letture difensive iniziali restano da migliorare.

Sul piano individuale restano immagini chiare. Per Rapallo, affidabilità tra i pali e rigori di alto livello per Santapaola; personalità in attacco per Giustini e Bianco; contributi puntuali da Marcialis, Bakoc, Vukovic e Cabona, quest’ultima fredda nel rigore che chiude la contesa. Per l’Orizzonte spicca la tripletta di Marletta, il peso specifico delle conclusioni di Jackovich e l’impatto di Leone; importanti anche i gol di Meggiato e Bettini nella fase di rientro. Dietro, oltre alla già citata parata capitale, Condorelli garantisce continuità di interventi nei momenti delicati. Le uscite per limite di falli nel quarto tempo costringono Miceli a soluzioni di assetto meno consuete, ben coperte però dall’ordine di squadra fino alla sirena.

La cornice dell’evento sostiene la narrazione di un confronto da alta classifica: pubblico numeroso, ritmo elevato, poche interruzioni, metro arbitrale coerente in centroboa. La sensazione finale è di un equilibrio sottile, rotto solo dalla maggiore lucidità di Rapallo a gioco fermo. Il punto conquistato dall’Orizzonte vale come base di ripartenza: non appaga, come ha sottolineato Viacava, ma fotografa la capacità di raddrizzare una partita che si era messa male.

Il calendario non concede pause. Sabato 18 ottobre, alle 15.00, alla piscina di Nesima a Catania, l’Ekipe Orizzonte riceverà il Plebiscito Padova in una sfida di cartello che misurerà immediatamente la qualità della reazione. L’indicazione per Miceli e il gruppo è chiara: trasformare la buona rimonta di Rapallo in un approccio più solido fin dall’ingresso in acqua, alzare l’efficienza in superiorità e ridurre gli errori nelle prime letture difensive. Le fondamenta ci sono; la continuità dovrà arrivare già dalla prossima uscita.

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ByMatteo Scuderi
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Matteo Scuderi, nato nel 1976, è un assicuratore con l'hobby della scrittura. Collabora con Meridio Post e Catania Post, dove si occupa di cronaca, cultura, economia e storia. La sua passione per lo sport lo porta a scrivere anche per Sport in Sicilia, concentrandosi sul panorama sportivo catanese, in particolare sul Catania Calcio, la Meta Catania di futsal, la Cosedil di volley e le squadre di pallanuoto maschili e femminili.
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