A Mompiano partita in equilibrio per due tempi, poi strappo deciso dei leoni. Palermitani da “reset”: mercoledì a Terrasini arriva la Rari Nantes Salerno
L’AN Brescia vince con autorità la sfida della terza giornata di Serie A1 e piega 18-7 il TeLiMar alla piscina “Mompiano”. Gara viva e ordinata nella prima metà, con i palermitani capaci di restare in scia fino all’intervallo lungo; dopo, però, emerge in modo netto la differenza di profondità e ritmo: il parziale di 6-2 del terzo quarto indirizza la serata e apre la strada al dilagare dei padroni di casa. Per la squadra di Marco Baldineti è una sconfitta pesante nel punteggio ma chiara nei contenuti: buona tenuta nei primi due tempi, troppi errori gestionali e scarsa resa in superiorità nella seconda parte. Ora serve azzerare in fretta: mercoledì a Terrasini sfida chiave con la Rari Nantes Salerno.
La cronaca si accende dopo 3’16” con la firma dell’ex Mario Del Basso, che apre il tabellino e scalda il pubblico. Il TeLiMar non arretra e pareggia subito con Muscat in superiorità, a segno su un impianto con l’uomo in più ben costruito. Brescia tenta il primo strappo affidandosi al binario Guerrato–Dolce, ma Alfonso risponde presente nelle situazioni di extra player e tiene viva la squadra ospite. L’inerzia resta lombarda: un errore di rifinitura degli ospiti innesca la transizione perfetta dei leoni e Viskovic chiude in contropiede il 4-2 che fotografa il primo quarto, intenso e tatticamente pulito.
Nel secondo periodo i campioni di Mompiano colpiscono a freddo e allungano sulla doppia superiorità: ancora Del Basso finalizza il 5-2, quindi Alesiani punisce in controfuga per il +4. Il TeLiMar reagisce con organizzazione e carattere, trova il 6-3 con capitan Lo Cascio in 6 contro 4 e prova ad alzare il livello del duello fisico al centro. L’AN Brescia, però, non perde giri: Alesiani piazza altre due zampate, una a uomini pari e una sfruttando gli spazi creati dalla pressione difensiva, e manda le squadre all’intervallo sull’8-3. La sensazione è duplice: i siciliani hanno tenuto il campo, ma il margine bresciano è frutto di pochi dettagli convertiti con qualità.
Il terzo parziale è quello che spacca la partita. A uomini pari Guerrato spara il 9-3, Alesiani in superiorità firma la doppia cifra e dà la misura della serata dei padroni di casa in termini di ritmo e soluzioni. Sul 10-3 il TeLiMar accusa il primo vero sbandamento: Brescia non specula, continua a spingere e trova l’11-3 con una palomba raffinata di Guerrato che beffa Massaro; poco dopo si sblocca Gianazza per il 12-3 e Lodi, dai cinque metri, scrive 13-3. Il lampo ospite arriva con Vukurovic, ma la risposta è immediata: Popadic ristabilisce il +10. In chiusura di frazione Fabiano capitalizza una superiorità e fissa il 14-5 che manda agli ultimi otto minuti una gara ormai instradata.
Il finale è gestione di esperienza per i ragazzi di Alessandro Bovo e ulteriore sofferenza per gli ospiti. In extra player Guerrato completa il proprio poker personale, Popadic timbra ancora con l’uomo in più e Giri raddoppia a uomini pari fino al 18-5. Il TeLiMar salva orgoglio e cifre nel segmento conclusivo con due rigori realizzati da Giliberti, che aggiustano il punteggio sul definitivo 18-7. Nel referto si leggono anche i limiti di giornata: i palermitani chiudono 4 su 16 in superiorità, con due rigori trasformati, dati che spiegano una parte importante dello scarto; Brescia fa 3 su 13 con l’uomo in più e un penalty a bersaglio, ma compensa con altissima efficienza a pari uomini e in controfuga.
Il conteggio dei marcatori illumina le gerarchie della serata. Per l’AN Brescia spiccano il poker di Guerrato e quello di Alesiani, autentiche calamite del gioco nella seconda metà, le doppiette di Popadic e Giri e i sigilli di Del Basso (2), Viskovic, Dolce, Gianazza e Lodi su rigore. Per il TeLiMar vanno a segno Giliberti due volte dal perimetro dei cinque metri, poi Muscat, Lo Cascio, Fabiano e Vukurovic, oltre all’unico punto di Alfonso. Tra le note disciplinari, fuori per tre falli Alfonso nel terzo periodo, Lodi e Vukurovic nel quarto; arbitrano senza sbavature Ferrari e Ricciotti, con Gomez delegato.
Sul piano tattico, la differenza la fanno tre fattori. Primo: il volume e la qualità della transizione di Brescia. Ogni errore di passaggio del TeLiMar è trasformato in campo aperto con esecuzione chirurgica; la lettura dei tempi su ribaltamento palla e la prontezza degli esterni lombardi costringono la difesa ospite a nuotare sempre in rincorsa. Secondo: la tenuta a uomini pari. L’AN Brescia non ha bisogno di percentuali stratosferiche in superiorità perché costruisce tiri puliti anche 6 contro 6, alternando gioco al palo, entrate dal lato debole e conclusioni dal perimetro con piedi ben piantati. Terzo: la profondità di rotazione. Bovo distribuisce responsabilità senza perdere qualità; quando i ritmi si alzano nel terzo quarto, i leoni restano freschi, mentre il TeLiMar perde lucidità nelle scelte e forza nella protezione del centro.
Dentro la sconfitta, la squadra di Baldineti trova comunque indizi utili. La prima metà di gara racconta di una struttura che funziona: pressing selettivo, discreta gestione delle prime due inferiorità, capacità di tenere la linea dei due metri contro una batteria di tiratori ampia. Il calo non è solo fisico: pesa l’imprecisione in rifinitura (più di un passaggio “sporco” in entrata), la scelta di tiro affrettata in alcune superiorità e la gestione delle seconde palle, spesso cedute a una Brescia famelica. La partita, in sintesi, sfugge quando la percentuale in extra player scende e il controllo emotivo vacilla dopo il -5 dell’intervallo.
Il contesto agonistico attenua solo in parte l’amarezza. Perdere a Mompiano ci può stare; perdere con questo scarto lascia lavoro in dote. Le direttrici sono evidenti: pulire i meccanismi del 6 contro 5 per alzare la resa, proteggere meglio il pallone nelle uscite dalla pressione per non alimentare la transizione altrui, preservare l’ordine nella gestione del ritmo quando l’avversario prova ad aprire il campo. Non mancano i segnali individuali: Muscat rompe il ghiaccio nel momento più complesso, Lo Cascio tiene accesa la fiammella in doppia superiorità, Giliberti dimostra freddezza dai cinque metri. Tra i pali, Massaro alterna buone letture a qualche esitazione figlia della pressione costante subita.
Per Brescia, che ha fatto valere caratura e abitudine alle partite “lunghe”, è un’affermazione piena anche nel metodo: punire ogni sbavatura, controllare i corridoi centrali, spezzare il ritmo dell’avversario con break secchi. L’ex Del Basso e l’onnipresente Alesiani certificano una serata in cui ogni reparto ha trovato risposte.
Il TeLiMar rientra a Palermo con una lezione severa e una tabella di marcia immediata: resettare, ripartire dal buono dei primi due tempi e stringere le viti sulle situazioni speciali. Mercoledì a Terrasini arriva la Rari Nantes Salerno: gara dal peso specifico importante per classifica e fiducia. La stagione non si decide a Mompiano; si costruisce, partita dopo partita, nelle risposte che seguono una caduta. Qui sta il banco di prova dei palermitani.



