Avimec Modica avanti 2-0, ma Campobasso la ribalta al tie break
A Vinchiaturo finisce 3-2 per l’EnergyTime: dopo due set perfetti dei biancoazzurri, Morelli e Valchinov guidano la rimonta
Al Palazzetto dello Sport di Vinchiaturo l’Avimec Modica vede sfumare due punti che parevano in tasca. L’EnergyTime Campobasso s’impone 3-2 (22-25, 24-26, 25-19, 25-18, 15-10) al termine di 2 ore e 36 minuti di pallavolo intensa, capovolgendo una gara che i siciliani avevano indirizzato con un primo tempo di grande ordine. Per i molisani i primi due punti della stagione, per i biancoazzurri un rammarico evidente e la necessità di resettare subito in vista dell’esordio al PalaRizza con il Galatone.
L’avvio è di sostanziale equilibrio. Modica lavora con semplicità e precisione: cambio palla pulito, pochi errori gratuiti, battuta mirata sulle ricezioni meno stabili. Il vantaggio minimo resta costante (6-8, poi 13-16) e mette in trazione il gioco di Distefano. Campobasso resta agganciato ma non trova la zampata; il set si decide sui dettagli e lo chiude un errore al servizio dei padroni di casa: 22-25.
Il secondo parziale sembra il prolungamento del primo. La squadra siciliana parte 3-8, sfrutta il ritmo al servizio e la regia che varia con intelligenza. Bua chiama il time-out, l’EnergyTime alza il muro-difesa e dimezza lo strappo (16-14). Qui Modica vive un passaggio a vuoto: qualche ricezione sporca, un paio di scelte affrettate in fase di ricostruzione, il margine evapora (20-21). Il finale è ai vantaggi, con le due squadre a braccetto fino al muro biancoazzurro che vale 24-26 e il 2-0. È il momento migliore degli ospiti, capaci di reggere anche la prima reazione del palazzetto.
Dalla terza frazione la partita cambia padrone. Campobasso rientra con piglio diverso, intensifica la pressione al servizio e trova in Morelli e Valchinov la coppia in grado di aprire il campo. Le lunghe interruzioni per problemi tecnici spezzano il ritmo e tolgono inerzia a Modica, che perde le certezze di inizio gara. Il punteggio resta corto fino al 16-15, poi la trama si rovescia: break molisano, palloni più veloci in uscita di ricezione, attacco in pipe che costringe il muro ospite a rincorrere. Finisce 25-19 e la sfida torna viva.
Il quarto è quasi la fotocopia. Il pubblico spinge, l’EnergyTime vola sulle ali dell’entusiasmo e mette pressione nella fase di break. Modica all’inizio tiene il passo, ma sul 16-12 cede metri. A complicare il quadro arriva un problema muscolare per Lugli, costretto a stringere i denti. Le ulteriori interruzioni tecniche non aiutano a ritrovare ritmo. Campobasso non sbaglia più un colpo: Bartolini mette chilometri in seconda linea, Graziani e Arienti sostengono la spinta dei terminali principali. Il 25-18 che manda tutti al tie break è la somma di servizio aggressivo, contrattacco puntuale e pochi errori.
Nel quinto set l’Avimec prova a ripartire. L’approccio è corretto (5-4), la gestione della palla torna più pulita. Ma il Palazzetto fa la differenza e i locali alzano ancora il livello della pressione al servizio. Un paio di contrattacchi convertiti da Valchinov, una difesa profonda che si trasforma subito in punto e l’inerzia volta definitivamente verso i padroni di casa (10-6). Modica non molla, rientra mentalmente nella contesa, ma lo strappo è ormai solido. Chiusura 15-10 e rimonta completata.
I tabellini fotografano i leader tecnici della serata. Per l’EnergyTime trascinano Valchinov (27) e Morelli (26), con Bartolini a doppia cifra e presenza costante nei momenti pesanti. Utile il lavoro di Graziani e Arienti per tenere alto il livello del break-point, mentre Consonni guida con ordine la seconda linea. Dall’altra parte Modica risponde con Bertozzi (19) e Lugli (17) finché la condizione lo assiste, più le dodici di Buzzi e Chillemi. Raso, Putini e Garofolo mettono mattoni preziosi, Nastasi tiene in piedi più di una ricostruzione complicata. Ma la differenza, alla lunga, la fa l’efficienza nei frangenti chiave e la qualità del servizio locale nella seconda metà di gara.
La lettura tecnica è chiara. Nei primi due set Modica governa con lucidità le tre variabili base: battuta tattica sulle traiettorie giuste, cambio palla sostenuto da ricezione stabile, ricostruzione senza frenesia. Il 2-0 nasce lì, insieme a una gestione del rischio equilibrata. Dal terzo, invece, il rapporto errori/punti si sbilancia. L’EnergyTime alza la spinta dai nove metri, costringe la ricezione ospite a rice-cambio più prevedibili e sporca le altezze di palla in banda. La conseguenza è un muro di Campobasso più “in lettura” e una difesa che ha tempo per piazzarsi. Il contrattacco molisano, a quel punto, diventa la leva della rimonta: palle rapide al centro, palla alta su Morelli nelle diagonali lunghe, diagonali strette di Valchinov a spaccare il raddoppio.
C’è anche un fattore mentale. Sul 2-0 Modica avrebbe avuto bisogno di una ripartenza solida a inizio terzo set per spegnere sul nascere la spinta del palazzetto; le interruzioni tecniche, l’infortunio di Lugli e due-tre scelte di tiro forzate dopo lunghe difese hanno ridato ossigeno all’avversario. Non si tratta di un crollo, ma di una progressiva perdita di lucidità nelle letture: un pallone spinto quando serviva pazienza, un pallonetto letto, un appoggio in più mancato. Dettagli che, nel percorso di una gara lunga, pesano come punti pieni.
Restano anche segnali incoraggianti. L’identità di Modica c’è e si vede nei primi due set: organizzazione, distribuzione variegata, capacità di allungare gli scambi senza perdere ordine. In difesa la squadra ha mostrato compattezza e ha retto a lungo l’onda d’urto dei terminali avversari. Da mettere subito a fuoco ci sono due capitoli: continuità al servizio nella seconda parte di gara e qualità della prima palla dopo gli scambi prolungati, dove l’EnergyTime ha costruito parte dei break decisivi.
Il calendario impone di guardare avanti senza indugi. Domenica al PalaRizza arriva il Galatone dell’ex Padura Diaz: esordio casalingo che vale punti e fiducia. Sarà fondamentale recuperare energie, valutare le condizioni di Lugli e riportare il focus sui fondamentali che hanno prodotto il 2-0 di Vinchiaturo. Il campionato non si decide al quinto set di ottobre, ma partite come questa segnano traiettorie: insegnano quanto pesi il servizio quando il fiato scarseggia, quanto conti la gestione dell’errore nella metà campo avversaria, quanto sia importante il “cold start” dopo una sospensione.
Campobasso si prende la copertina per la rimonta e per la prova dei suoi leader; Modica esce con amaro in bocca, ma con materiale tecnico su cui lavorare. La differenza tra un’occasione persa e una tappa di crescita la faranno i prossimi allenamenti e la risposta di domenica. In casa, davanti al proprio pubblico, c’è subito la possibilità di trasformare la frustrazione in punti. È la strada più corta per voltare pagina.



