CATANIA — Alla vigilia dell’esordio in campionato al “Massimino”, Domenico Toscano mette il Catania in guardia: la prima contro il Foggia è una partita da leggere con lucidità, senza sottovalutazioni. Nella conferenza pre-gara il tecnico ha richiamato la squadra all’attenzione sui dettagli che in avvio di stagione fanno la differenza: approccio, gestione delle fasi di costruzione e qualità mentale per restare dentro il match dall’inizio alla fine.
Il percorso estivo, compresa la parentesi di Coppa Italia, ha offerto spunti doppi: buone tracce di gioco e aspetti da rifinire. Toscano spiega di aver lavorato durante la settimana per rendere più fluidi i rapporti tra i reparti e alzare il livello di attenzione nelle transizioni negative, il momento in cui ogni palla persa può diventare ripartenza avversaria. È proprio qui che individua la principale insidia del Foggia: gruppo giovane, gamba e propensione a ribaltare il campo con rapidità, guidato da un tecnico esperto.
Il messaggio all’ambiente è di sobria ambizione: meno parole, più lavoro. L’allenatore rivendica una crescita rispetto alla scorsa stagione ma chiede che a parlare sia il campo. A sostegno, i numeri degli spalti: oltre 11.500 abbonamenti sottoscritti certificano la fiducia della piazza, un capitale emotivo che la squadra dovrà ripagare con continuità e concretezza. Fare del “Massimino” un punto di forza rimane un obiettivo, evitando però di cambiare pelle tra casa e trasferta: l’atteggiamento, sottolinea, deve essere identico.
Sul piano tecnico-tattico, Toscano rimette al centro l’occupazione degli spazi più che il sistema di partenza. La lettura degli equilibri guiderà eventuali aggiustamenti in corsa. Indica Aloi tra i titolari, mentre resta da sciogliere il dubbio legato alle condizioni di Di Tacchio. Non esclude soluzioni adattive per necessità: Lunetta come riferimento centrale o Jimenez abbassato in mediana sono ipotesi considerate per dare alternative alla manovra.
C’è anche un passaggio sul mercato: dopo la Coppa è emersa l’esigenza di un ulteriore intervento per completare l’organico, con la proprietà (presidente Pelligra in testa) e i dirigenti al fianco dello staff. Il giudizio, avverte il tecnico, arriverà strada facendo, partita dopo partita.
Infine, un monito interno: nelle amichevoli e a Crotone è mancata cattiveria nell’ultimo quarto di campo e sfruttamento pieno delle palle inattive, voci su cui si è lavorato per alzare il quoziente di pericolosità. Domenica serviranno attenzione preventiva, pulizia tecnica e freddezza sotto porta. Il campionato si apre con un test che misura testa e gambe: il Catania ci arriva con il sostegno della sua gente e la consegna chiara del proprio allenatore — concentrazione massima, niente sconti.



