LAMEZIA TERME — La prima uscita stagionale del “nuovo” Messina finisce con una lezione severa. Al “Guido D’Ippolito” la Vigor Lamezia vince 5–0 e passa il turno di Coppa Italia di Serie D, lasciando ai giallorossi soltanto la consolazione di essersi presentati, nonostante un cantiere aperto su ogni fronte.
Le premesse dicevano già molto: organico assemblato in poche ore, sette under titolari, panchina affidata per l’occasione a Giovanni Cirino in attesa dell’arrivo di Eduardo Imbimbo, previsto per lunedì. Dopo poco più di un quarto d’ora la partita si mette definitivamente in salita: Di Cristina viene espulso e il Messina resta in dieci. Da lì in poi la differenza di rodaggio e di struttura si allarga.
La Vigor sblocca al 21′ con La Vecchia, raddoppia su palla inattiva con Tandara e, a distanza di pochi minuti, lo stesso Tandara firma anche il 3–0. Prima dell’intervallo Sanzone cala il poker che chiude, di fatto, ogni discorso. Nella ripresa i calabresi arrotondano dal dischetto con Mascari e poi amministrano fino al triplice fischio, senza infierire. Nelle file peloritane, dentro un pomeriggio complicatissimo, restano da segnalare la prova generosa del portiere Paduano e qualche spunto dell’attaccante palermitano Azzara.
L’eliminazione non sorprende: fino a pochi giorni fa non era scontato neppure che il Messina riuscisse a scendere in campo. Il nuovo corso, che dovrà necessariamente passare da un profondo intervento sul mercato con l’innesto di over e ulteriori under, ha quantomeno onorato la gara, sostenuto da una quindicina di tifosi arrivati fino a Lamezia per non far mancare la bandiera.
Il calendario vero inizia il 7 settembre al “Franco Scoglio”, con il debutto in campionato. Lì si misurerà la capacità di rimettere insieme una squadra competitiva in tempi strettissimi e di farlo partendo da un pesantissimo –14 in classifica, destinato — secondo le carte — persino ad aumentare. La fotografia di oggi racconta un gruppo generoso ma improvvisato, schiacciato dall’inesperienza e dall’inferiorità numerica. La strada è lunga e ripida; le prime tappe si chiamano organizzazione, mercato e lavoro quotidiano. Il Messina potrà ripartire soltanto da qui, e dalla fede dei suoi che anche stavolta c’erano.



