Pagana, secondo atto: quattro punti in due gare e segnali di crescita
L’Acireale trova la prima vittoria della stagione battendo il Gela 2-1 al “Tupparello” nella 7ª giornata di Serie D. Partita in salita per i granata, subito sotto su rigore di Sarao, poi ribaltata nel primo tempo dal difensore Angelo Rechichi con due incornate su palla inattiva. Ripresa di sofferenza e ordine, con il Gela in forcing ma impreciso sotto porta. Tre punti che pesano per classifica e morale; per gli ospiti è la terza sconfitta consecutiva e la crisi si fa evidente.
L’avvio sembra indirizzare il derby dalla parte biancazzurra. Al 3’ Demoleon, all’esordio al centro della linea acese, sbaglia il rinvio e il pallone gli rimbalza sul braccio: penalty inevitabile. Dal dischetto Sarao calcia centrale e supera Negri per lo 0-1. L’Acireale accusa il colpo solo per pochi minuti, poi si riorganizza attorno al 4-3-2-1 disegnato da Pagana, che mette Cozza nelle condizioni di cucire gioco tra i reparti e di alzare la squadra nella metà campo avversaria.
Spinti da uno stadio caldo, i granata salgono di tono. Al 19’ l’ex Petta mura in extremis un tentativo di Di Stefano, preludio al pareggio. Al 22’ corner di Cozza dalla destra, traiettoria tesa e precisa: in area svetta Rechichi, stacco perentorio e palla all’angolo. È l’1-1 che riapre la gara e dà coraggio a una squadra che non si accontenta. Le distanze tra i reparti restano corte, la pressione è continua, il Gela fatica a uscire palla a terra e si affida a ripartenze sporadiche. Sarao si scontra con un Demoleon via via più sicuro, le catene esterne non sfondano e Negri viene impegnato poco.
Il canovaccio porta al sorpasso, ancora da calcio piazzato. Al 42’ schema fotocopia: bandierina di destra, battuta di Cozza, tempo di salto perfetto e nuova incornata vincente di Rechichi. È 2-1, ribaltone completato. L’unico sussulto ospite prima dell’intervallo è una conclusione di Aperi che sfiora la traversa. Si rientra negli spogliatoi con un dato chiaro: l’Acireale, andato sotto alla prima difficoltà, ha saputo reagire con idee semplici e applicazione, trasformando la spinta del pubblico in inerzia tecnica.
Nella ripresa Cacciola prova a cambiare l’inerzia pescando dalla panchina: dentro subito Mbakogu e Bollino per aumentare peso e profondità. Pagana risponde coprendosi, alzando il filtro davanti alla difesa e affidandosi anche all’ordine del neoentrato Chatzinikoolau. Il Gela conquista campo e soprattutto corner in serie, indice di predominio territoriale più che di vere occasioni. L’Acireale non rinuncia a ripartire: al 35’ Baglione trova il tempo per liberare il destro dalla media distanza, pallone che sfiora il montante e spegne la crescente pressione biancazzurra.
I rischi, per i granata, non mancano, ma restano circoscritti. Al 40’ Negri respinge corto su una conclusione dalla distanza e la retroguardia completa la pulizia dell’area. Al 45’ l’occasione più grande del secondo tempo capita ancora a Sarao, che da pochi passi non trova il bersaglio e grazia i padroni di casa. I minuti finali sono gestione, diagonali puntuali e qualche pallone lungo a congelare il ritmo, fino al triplice fischio che fa esplodere la festa della Curva Sud e della tribuna.
La lettura tattica spiega il risultato. L’Acireale costruisce la rimonta sulle basi del suo 4-3-2-1, semplice e funzionale: linee vicine, Cozza regista del traffico e palle inattive preparate con cura. La superiorità nei piazzati è il vero grimaldello: due corner fotocopia, due gesti tecnici puliti di Rechichi, stesso lato, stessa scelta di tempo. In non possesso la squadra mostra compattezza rara per un gruppo in difficoltà di classifica: blocco medio, pochi metri concessi tra mediana e difesa, aggressione selettiva sul portatore e profondità protetta. Quando la partita diventa di corsa, i granata non perdono forma e, anzi, trovano nelle seconde palle la chiave per allentare la morsa.
Il Gela parte forte ma si smarrisce dopo il vantaggio. L’idea di colpire presto e gestire non regge all’urto della reazione acese, e la fragilità sulle palle inattive riemerge in tutta la sua evidenza. Nella ripresa i cambi danno peso ma non precisione: tanta proiezione offensiva, tanti corner, poca qualità nell’ultimo passaggio e, soprattutto, poca cattiveria nell’area piccola, come testimoniano le due chance non capitalizzate nel finale. È una squadra che produce volume ma non sostanza, e che paga ogni disattenzione nella propria trequarti.
Dentro la partita ci sono anche storie personali. Rechichi, gelese di nascita e reduce da settimane di critiche, firma la doppietta che vale la prima gioia stagionale e gioca una partita ordinata dietro, senza sbavature. Cozza orchestra e mette la firma su entrambe le palle-gol con battute d’angolo esemplari. Demoleon, dopo l’errore iniziale, reagisce con carattere, chiudendo bene su Sarao. Negri dà sicurezza nei momenti caldi, tra uscite e respinte. Dall’altra parte, il peso specifico di Sarao non basta: segna dal dischetto ma fallisce il colpo del pari, mentre le corsie esterne non trovano profondità costante.
Il contesto aiuta a leggere la portata del successo. Pagana, tornato in panchina da dieci giorni, porta a casa quattro punti in due gare (pareggio con la Sancataldese e vittoria con il Gela) e, soprattutto, restituisce un’identità a un gruppo che fin qui era rimasto impantanato in classifica. La squadra mostra solidità emotiva: va sotto e non si scioglie, rimane dentro il piano gara e sfrutta al massimo le situazioni preparate. Il Gela, al contrario, esce con più dubbi che certezze: terzo ko di fila, fragilità sulle palle da fermo e una sensazione di sterilità che va affrontata senza alibi.
La chiusura è di prospettiva. Per l’Acireale questo 2-1 vale più di tre punti: è un segnale di vita, una base tecnica e mentale su cui costruire la risalita. La strada resta lunga, ma la prova con il Gela racconta una squadra che può competere se cura i dettagli e mantiene compattezza. Per gli ospiti, scatta l’ora delle scelte: solidità difensiva, gestione delle palle inattive e qualità negli ultimi sedici metri sono i capitoli da riaprire subito. Al “Tupparello” decide l’uno-due di un difensore: a volte il calcio è semplice come prendere il tempo giusto sul cross giusto. Oggi l’ha fatto Rechichi, e i granata possono finalmente abbracciare la prima vittoria.



