Castro, Sandona e Dalloro firmano la svolta nella ripresa al “Valentino Mazzola”
La Sancataldese supera 3-0 il Paternò al “Valentino Mazzola” e prosegue la propria striscia positiva in Serie D. Un successo pieno, arrivato dopo un primo tempo equilibrato e una ripresa dominata per personalità, che proietta i verdeamaranto di Orazio Pidatella a quota 8 punti in classifica, agganciando una big del girone come la Reggina. Applausi convinti del pubblico di casa, che nella seconda metà di gara assiste alla prova più convincente della stagione.
La cronaca si apre su un canovaccio tattico diverso da quello che dirà poi il punteggio finale. Nella prima frazione è il Paternò a mostrarsi più intraprendente: possesso palla ordinato, buona occupazione dell’ampiezza e qualche uscita pulita che costringe i padroni di casa ad abbassarsi. La Sancataldese, ben compattata tra le linee, sceglie una gestione prudente, aspettando il momento per risalire e provare a colpire in transizione. Ne nasce un confronto tattico a scacchi, con pochi varchi centrali e tanta attenzione nelle seconde palle. Le occasioni, di conseguenza, sono limitate: gli ospiti fanno vedere qualcosa in più nella trequarti, i verdeamaranto rispondono con ripartenze ordinate, senza però riuscire a rompere l’equilibrio prima dell’intervallo.
La partita cambia volto al rientro dagli spogliatoi. La Sancataldese alza il baricentro, accorcia con più coraggio in avanti e impone un ritmo superiore nei duelli. Il reparto d’attacco inizia a ricevere palloni più puliti tra le linee, il centrocampo accompagna con continuità e gli esterni spingono in maniera più incisiva. È un salto di qualità evidente sul piano dell’intensità, che si traduce subito nel vantaggio: Castro trova la giocata giusta e sblocca il match, spezzando gli equilibri e indirizzando l’inerzia. Il gol libera i padroni di casa da ogni residua tensione e mette in salita la gara del Paternò, che accusa il colpo.
Nel nuovo contesto tecnico la Sancataldese continua a spingere, restando corta e aggressiva. La squadra di Pidatella occupa con criterio la metà campo avversaria, limita al minimo i rischi e sfrutta con intelligenza le situazioni a palla ferma e le seconde giocate. Il raddoppio, firmato da Sandona, è figlio proprio di questo dominio territoriale: pressione alta, recupero rapido e scelta di tiro precisa, che vale il 2-0 e consolida la superiorità maturata nella ripresa. A quel punto il Paternò prova ad alzare nuovamente la testa, ma l’inerzia è tutta verdeamaranto: linee compatte, tempi di uscita corretti, gestione matura dei momenti.
Il tris lo mette l’ex Nissa Emiliano Dalloro, che chiude la contesa e accende definitivamente il “Valentino Mazzola”. È la fotografia della seconda metà di gara: una Sancataldese “cattiva” il giusto, concentrata, capace di trasformare il lavoro collettivo in gol. Con il 3-0 in tasca i padroni di casa amministrano senza affanni, mantenendo pulizia nei possessi e lucidità nelle scelte fino al triplice fischio.
La chiave tattica del match sta tutta nella gestione dei tempi. Nel primo tempo il Paternò tiene bene il campo, ma non trova la giocata che apra la difesa verdeamaranto; nella ripresa la Sancataldese accende il pressing e guadagna metri, ribaltando la partita sui dettagli: aggressività sul portatore, densità sulla seconda palla, occupazione dell’area con più uomini. La squadra di Pidatella cresce anche nella qualità della rifinitura: dopo il vantaggio, la palla viaggia più veloce e gli inserimenti trovano la profondità alle spalle della linea ospite. Di contro, il Paternò fatica a riorganizzarsi: il tentativo di allungare la squadra alla ricerca dell’episodio utile lascia spazi che i locali sfruttano con continuità.
Sul piano mentale, il 3-0 racconta tanto. La Sancataldese non si lascia innervosire da una prima parte complessa, resta dentro il piano gara e colpisce quando deve. Il merito è di un gruppo che interpreta bene momenti e distanze, sostenuto da un pubblico partecipe che, nella ripresa, trascina e si lascia trascinare. Castro apre la strada, Sandona la allarga, Dalloro la chiude: tre firme diverse che testimoniano partecipazione corale e distribuzione delle responsabilità offensive. Dietro, la gestione è pulita: pochi rischi, letture semplici e coraggio quando c’è da uscire in avanti.
Il peso specifico dei tre punti è evidente anche guardando la classifica. A quota 8, con l’aggancio a una corazzata come la Reggina, la Sancataldese certifica che la rotta è quella giusta: il filotto positivo dà fiducia, ma soprattutto restituisce la sensazione di una squadra in crescita sul piano della compattezza e della consapevolezza. La salvezza resta un percorso lungo e accidentato — il campionato lo impone —; ma prestazioni come quella del “Valentino Mazzola” mostrano presupposti concreti: lavoro, disciplina, identità.
Il finale è già proiettato al prossimo impegno: domenica trasferta delicata al “Gaeta” contro l’Enna. Ci si arriverà con entusiasmo e con una base tecnica chiara: intensità nella riconquista, velocità nel ribaltare l’azione, attenzione alle palle inattive, che possono diventare un fattore anche lontano da casa. Con cuore e passione — tratti distintivi di questo gruppo e della sua tifoseria — la Sancataldese ha rimesso in moto la propria corsa. Ora si tratta di darle continuità.



