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Sport in Sicilia > Blog di Notizie > Calcio > Agrigento > Castrum Favara sconfitta di misura a Torre Annunziata
Agrigento

Castrum Favara sconfitta di misura a Torre Annunziata

Angela Vella
Last updated: Ottobre 12, 2025 4:58 pm
Angela Vella
8 Min Read
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savoia castrum favara
prime video

Decide Munoz al 24’ su pennellata di Ledesma. Savoia in dieci nel finale, gialloblù generosi ma imprecisi

Il Savoia batte 1-0 il Castrum Favara al “Giraud” e consolida la propria leadership nel girone. A decidere è un colpo di testa di Munoz al 24’ del primo tempo su cross perfetto di Ledesma. La squadra di Terranova, priva di due pedine come Kosovan e Varela, resta in partita fino al 94’ grazie anche agli interventi di Lauritano, ma non trova il guizzo per riequilibrare il punteggio nemmeno dopo l’espulsione di Forte nel finale.

La gara si apre con i padroni di casa subito aggressivi e padroni del campo. L’undici di Catalano alza i ritmi e prova a sfondare soprattutto sulle corsie, costringendo gli ospiti a difendersi bassi e compatti. Il primo campanello d’allarme arriva intorno all’11’, quando Ledesma trova lo spazio per una conclusione insidiosa che impegna Lauritano. Tre minuti più tardi Favetta svetta sul secondo palo ma non inquadra la porta, quindi al 18’ Meola chiama il portiere favarese a una doppia risposta: respinta sul primo tiro e blocco in due tempi sull’accorrente Favetta. È il preludio al vantaggio, che matura al 24’ con una giocata da manuale: rimessa laterale, ricezione pulita di Ledesma e cross “pennellato” al centro per l’inserimento di Munoz, che prende il tempo alla linea difensiva e di testa batte Lauritano.

Sotto di un gol, il Castrum Favara prova a riorganizzarsi senza snaturarsi. Terranova chiede ordine e prime uscite più coraggiose, con l’obiettivo di tenere il pallone qualche metro più avanti e di alleggerire la pressione sulla propria area. La risposta migliore arriva poco dopo la mezz’ora: Vaccaro prende la mira dal limite e sfiora il sette alla destra di De Lorenzo, l’occasione più nitida dei gialloblù nel primo tempo. Il Savoia continua a comandare il gioco, ma senza ulteriori strappi; l’intervallo congela l’1-0 dentro un copione sostanzialmente coerente, con i campani più continui e i siciliani in apnea ma vivi.

La ripresa offre un Castrum Favara più intraprendente. L’avvio è la fotografia del cambio di passo: al 60’ Mendez vede il varco e serve in profondità Piazza, che scatta in posizione regolare e calcia di prima intenzione; De Lorenzo copre il palo e devia in angolo, spegnendo sul nascere la chance del pari. Il Savoia risponde subito e al 69’ sfiora il raddoppio su palla inattiva: corner di Ledesma, stacco del centrale di casa e palla a lato di un soffio. Qualche minuto più tardi i biancoscudati tornano a provarci dalla distanza con un destro teso che costringe Lauritano a distendersi in un volo plastico per deviare oltre la linea di fondo.

La partita resta in bilico fino all’ultimo, anche perché il Savoia non la chiude quando potrebbe. Il Castrum Favara, con cambi mirati a rinfrescare le corsie e dare peso nell’ultimo quarto d’ora, conserva energia per il forcing finale. Gli episodi, nella fase calda, girano: al 40’ della ripresa Forte rimedia il secondo giallo e lascia i padroni di casa in dieci, aprendo uno scenario nuovo per gli ultimi minuti. La squadra di Terranova alza uomini e palloni dentro l’area, e all’89’ sfiora il pari con Privitera, che appena entrato trova il tempo su un cross tagliato ma non indirizza abbastanza l’incornata per sorprendere De Lorenzo. È l’ultimo brivido di una gara che consegna tre punti pesanti ai campani e un rammarico comprensibile ai siciliani.

In termini tattici, la partita racconta di un Savoia più continuo nella gestione e di un Castrum Favara obbligato per lunghi tratti a giocare di rimessa. Catalano struttura la sua squadra su un possesso ordinato, che valorizza la qualità di Ledesma tra le linee e la presenza di Munoz e Favetta nell’attacco dell’area. Le palle inattive, curate, diventano un’arma ricorrente: il gol nasce da un laterale lavorato come un corner corto, diverse occasioni maturano su corner e seconde palle. Quando c’è da difendere l’area, i biancoscudati restano compatti, anche dopo l’inferiorità numerica, scegliendo di accorciare in avanti solo a palla pienamente recuperata.

Il Castrum Favara paga assenze pesanti e un primo tempo in cui l’uscita pulita dal basso riesce a intermittenza. La linea, però, resta alta quanto basta per non schiacciarsi, e quando la squadra può alzare il raggio d’azione lo fa con giocate verticali chiare, come nell’azione Piazza–Mendez. La differenza la fa la qualità dell’ultimo passaggio e la freddezza nelle due aree: davanti manca la zampata, dietro basta una lettura sbagliata sulla catena palla-lato per concedere il cross che decide la gara. In tutto questo, Lauritano tiene acceso il filo fino al 94’ con almeno tre interventi significativi e una presenza costante nelle uscite alte.

Sul piano individuale, il match restituisce gerarchie nette. Nel Savoia spiccano Ledesma, faro tecnico e autore dell’assist, e Munoz, che trasforma l’unica palla davvero “pulita” in un colpo da tre punti. Solida la prova di reparto dietro, con attenzione sulle palle sporche e capacità di difendere l’area quando il Castrum Favara prova il tutto per tutto. Tra i gialloblù, oltre al già citato Lauritano, segnali positivi da Vaccaro per pulizia nelle letture e tempismo nell’uscita palla al piede; buona la generosità degli esterni, che nel secondo tempo aumentano metri e corse consentendo alla squadra di respirare e risalire.

Dati e contorno completano la fotografia. Angoli 6-4 per i padroni di casa, ammoniti Meola e Forte tra i biancoscudati e De Min tra gli ospiti; al 40’ della ripresa rosso a Forte per doppia ammonizione. In tribuna si contano una quindicina di tifosi favaresi, che accompagnano la squadra con applausi nel dopogara nonostante il risultato. Direzione arbitrale affidata a Ismail di Rovereto, con assistenti Panebarca e Di Muzio, dentro una partita intensa ma corretta.

La chiusura guarda alla prospettiva. Il Savoia incamera tre punti meritati per continuità e qualità del piano gara, ma dovrà lavorare sulla concretezza per evitare finali in apnea quando il margine è minimo. Il Castrum Favara esce senza punti ma con segnali di tenuta e carattere, che diventano base di ripartenza in vista del prossimo turno: il salto di qualità passa dal ridurre al minimo gli errori nella propria trequarti e dal capitalizzare di più quando la partita apre corridoi, come accaduto a inizio ripresa. In un girone dove i dettagli pesano, la partita del “Giraud” li ha governati la squadra di casa; ai gialloblù resta la sensazione di averla tenuta viva fino all’ultimo, e una strada chiara su cui migliorare.

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ByAngela Vella
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Angela Vella, 28 anni, agrigentina e laureata in Scienze della Comunicazione alla Sapienza di Roma. Appassionata di miti e leggende, ama scrivere e valorizzare il suo territorio attraverso i suoi racconti. Per Sport in Sicilia segue lo sport ad Agrigento e Provincia
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