Terzo ko di fila per i gialloblu: squadra impaurita e senza idee al “Bruccoleri”. A fine gara confronto tra ultras e giocatori, la società ordina il silenzio stampa.
È notte fonda in casa Castrumfavara. Quella che doveva essere la domenica del riscatto e dell’orgoglio, dopo le amare trasferte di Reggio Calabria ed Enna, si è trasformata in un incubo sportivo davanti al pubblico amico. Il Sambiase espugna con merito lo stadio di Favara, imponendosi per 0-2 e mettendo a nudo tutte le fragilità di una squadra che è apparsa, per lunghi tratti, la brutta copia di se stessa. Non è bastato l’abbraccio della tifoseria, che chiedeva una prova di carattere per invertire la rotta: in campo si è vista una formazione paralizzata dalla paura di sbagliare, slegata tra i reparti e incapace di imbastire una reazione organica.
La cronaca del match è un monologo ospite, agevolato da una Castrumfavara distratta e timorosa. Il vantaggio calabrese arriva già al quarto d’ora: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, una deviazione sfortunata favorisce l’inserimento di Colombatti, lesto a ribadire in rete per lo 0-1. Il gol, invece di scuotere i padroni di casa, ne acuisce l’insicurezza. I gialloblu restano fermi sulle gambe e al 35′ rischiano ancora, prima di capitolare definitivamente poco prima dell’intervallo. È Sueva a approfittare di un errore in fase di impostazione, rubando palla sulla trequarti e involandosi tutto solo verso la porta per battere Di Silvestro in uscita. Un raddoppio che sa di condanna anticipata.
Nella ripresa, mister Terranova prova a scuotere i suoi operando tre cambi immediati. L’inizio sembra promettente: l’orgoglio gialloblu produce due fiammate con Piazza e con il neoacquisto Scolaro, il cui “missile” viene deviato in angolo da un super intervento del portiere ospite. Ma è solo un fuoco di paglia. Con il passare dei minuti la spinta si affievolisce e la rassegnazione prende il sopravvento, mentre il Sambiase dell’ex Ciccio Palermo gestisce il risultato senza troppi affanni.
Il vero match, però, si gioca al triplice fischio. Dagli spalti piovono fischi e la Curva chiede e ottiene un confronto diretto con squadra e tecnico. Un lungo faccia a faccia, descritto come non violento ma decisamente fermo, in cui i tifosi hanno chiesto conto di un atteggiamento rinunciatario inaccettabile. La tensione si taglia col coltello: la società ha immediatamente imposto il silenzio stampa, blindando i tesserati negli spogliatoi. Per domani è previsto un vertice dirigenziale d’urgenza per analizzare “a freddo” la crisi. Nessuna ipotesi è esclusa: dalla conferma della fiducia al gruppo, al ritorno sul mercato, fino allo spettro dell’esonero tecnico. Favara attende risposte, mentre la classifica inizia a fare paura.



