Micoli firma una doppietta, ma il rosso a Panaro pesa. Preknicaj pareggia su rigore nella ripresa
L’Athletic Club Palermo torna a muovere la classifica ma resta il rammarico: al Velodromo “Paolo Borsellino” finisce 2-2 con l’Enna nella settima giornata di Serie D (girone I). Partenza sprint dei nerorosa, avanti con Micoli già al 3’ e di nuovo al 36’, ma l’ennesima espulsione della stagione — rosso diretto a Panaro al 25’ — cambia la partita. Gli ospiti rientrano con Bamba al 33’ e completano la rimonta al 67’ con Preknicaj, a segno dopo un rigore prima parato da Greliak e poi ribattuto due volte. Un punto che lascia sensazioni contrastanti: la squadra di Ferraro gioca per oltre un’ora in inferiorità senza disunirsi, crea e regge l’urto, ma paga la gestione degli episodi.
La cronaca si apre subito con l’Athletic alto e aggressivo. Faccetti sfreccia a sinistra e mette un cross teso; l’azione successiva vale l’1-0. Sul corner battuto da Bova, Micoli stacca con tempi perfetti e incorna imparabile per Loliva. Il gol non placa la spinta nerorosa: al 9’ Varela costringe il portiere gialloverde a una parata d’istinto con i piedi, poi Zalazar e Vesprini provano dalla distanza. L’Enna fatica a contenere l’ampiezza dei padroni di casa, ma resta in partita e cerca di alzare la pressione centrale con Dadic e Bamba.
La partita sterza al 25’. Panaro entra in scivolata su Distratto a metà campo: tocca palla ma colpisce anche l’avversario, il direttore di gara Carluccio valuta l’impatto e mostra il rosso diretto. L’Athletic, nonostante l’inferiorità, mantiene ordine e coraggio, ma al primo vero affondo ospite incassa il pari: al 33’ una verticalizzazione di Dadic attraversa la linea, Bamba attacca lo spazio e di sinistro batte Greliak. Il colpo non abbatte i nerorosa, che tre minuti più tardi rimettono la testa avanti con la loro giocata migliore: Zalazar guadagna il fondo a destra e pennella per Micoli, ancora perfetto nel tempo di salto e nella scelta d’impatto. È 2-1 all’intervallo, con i palermitani avanti nel punteggio e dentro la gara per qualità e spirito.
La ripresa ricomincia sullo stesso canovaccio: l’Athletic, pur in dieci, tiene il campo e sceglie di attaccare con pochi tocchi. Al 51’ la punizione di Maurino non sorprende Loliva; due minuti dopo Bova, liberato in area, chiama il portiere dell’Enna a un’altra risposta importante. L’inerzia si spezza al 67’, quando un contatto in area tra Mbaye e Faccetti convince l’arbitro a indicare il dischetto. Preknicaj calcia, Greliak respinge e si supera anche sulla prima ribattuta, ma sulla seconda conclusione del numero 9 gialloverde non può più intervenire. È il 2-2 che resterà tale fino al 90’, nonostante la girandola di cambi di Ferraro — dentro Anzelmo, Rampulla, Bonfiglio e nel finale Bustos e Torres — per tenere alto ritmo e pressione.
Nel tratto conclusivo l’Athletic prova ancora a vincerla. Zalazar e Varela continuano a macinare metri, ma l’Enna rientra in blocco e protegge con ordine l’area, anche grazie alla serata positiva di Loliva nelle palle alte e nella gestione delle seconde giocate. I minuti scorrono senza l’occasione pulita che avrebbe potuto consegnare ai nerorosa il successo nonostante l’inferiorità numerica.
La chiave tattica si legge sulle corsie. L’Athletic costruisce il proprio vantaggio sfruttando l’ampiezza: Faccetti e Zalazar allargano il campo, Varela entra e esce dalle tracce interne, Micoli attacca la prima zona con tempi e cattiveria sui cross. È un copione chiaro e produttivo finché la squadra resta in undici. Dopo l’espulsione, Ferraro chiede compattezza verticale e riduce la rifinitura al minimo indispensabile, cercando uscite rapide per far respirare la linea e mantenere il baricentro sufficientemente alto da non schiacciarsi. L’assetto regge, anche perché Greliak garantisce presenza e sicurezza, ma ogni ripartenza richiede lucidità chirurgica che, col passare dei minuti, si assottiglia.
Dall’altra parte l’Enna si attesta su un 4-3-3 pragmatico. L’obiettivo, dal momento del rosso, è giocare sui corridoi lasciati dalle uscite laterali dei nerorosa e attaccare il cuore dell’area con i movimenti di Preknicaj e Bamba. Il pareggio del primo tempo è figlio di una lettura perfetta sullo smarcamento preventivo; il 2-2 arriva da un episodio gestito con determinazione, trasformato al terzo tentativo dopo la doppia prodezza di Greliak. In mezzo al campo Dadic fa da metronomo e verticale quando può, mentre la catena di destra cresce alla distanza, specie con l’ingresso di Gabrieli.
I singoli raccontano il senso della gara. Micoli è l’uomo copertina dell’Athletic: due gol, stesso fondamentale, stessa qualità di attacco alla palla. Greliak tiene in piedi la squadra sul rigore e su un paio di situazioni sporche in area piccola. Zalazar lega e rifinisce, Varela accende più di un’azione, Vesprini porta gamba e coraggio sulle palle inattive. Rimane come macchia la gestione del duello che porta al penalty del 2-2: episodio al limite, ma in quelle zolle serve sempre un grado in più di attenzione. Sull’Enna pesano in positivo la freddezza di Bamba nel ribaltare la prima palla utile e la tenacia di Preknicaj nel farsi trovare pronto dopo l’errore dal dischetto.
Il tema disciplinare non può passare sotto traccia. L’espulsione di Panaro — l’ennesima in questo avvio — costringe i nerorosa a un’ora in sofferenza numerica e altera un copione tecnico che sembrava favorevole. La squadra ha mostrato maturità nel riorganizzarsi, ma non può permettersi di giocare costantemente in salita: in un campionato equilibrato come la Serie D, l’aspetto gestionale pesa quanto la qualità del palleggio. È una linea su cui lavorare subito, insieme alla finalizzazione: la mole prodotta nei primi trenta minuti merita di più del solo gol di scarto.
Il pareggio porta l’Athletic a quota 10 punti e interrompe la striscia negativa seguita al ko di Milazzo. Resta la sensazione di una squadra viva, capace di creare e reagire, ma che deve crescere nella lettura dei momenti e nella disciplina. L’Enna conferma i progressi delle ultime settimane con un risultato pesante in trasferta, costruito su compattezza e capacità di colpire nelle fasi di inerzia favorevole.
La prospettiva è immediata: domenica 19 ottobre trasferta a Gela, banco di prova per trasformare la generosità in continuità. Ferraro ritroverà energie da chi è subentrato con buon piglio e dovrà ricalibrare assetti e scelte per limitare rischi inutili. Il punto con l’Enna non risolve tutto, ma indica una rotta: quando l’Athletic resta undici contro undici e cura i dettagli, la partita la dirige. Sta lì il passo da compiere.



