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Prima vittoria della Passalacqua Ragusa in stagione

Marco Gurrieri
Last updated: Ottobre 5, 2025 8:06 pm
Marco Gurrieri
10 Min Read
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passalacqua ragusa
prime video

Nel campionato di Serie A2 femminile la Passalacqua Ragusa riparte con un segnale forte e chiaro. Lo fa in casa, davanti al proprio pubblico, in una gara che sembrava disegnata per misurare nervi e profondità del gruppo: out in via cautelativa la capitana Chiara Consolini e Federica Mazza, settimana segnata da acciacchi e malanni (influenza per Moriconi, un tendine capriccioso per Cedolini), avversaria esperta come Ancona. Il verdetto del parquet dice 73-46, ma non racconta soltanto il divario finale: parla di una squadra che ha saputo leggere la partita, cambiarla quando contava, alzare l’asticella dell’intensità proprio nell’ultimo quarto, quello che in passato era stato qualche volta la sua trappola. Stavolta, invece, è il trampolino.

La fotografia dell’avvio è in punta di equilibrio. Ragusa apre il match con due squilli di Precious Johnson: prima imbeccata da Cedolini, poi rapida nel correre il campo dopo il rimbalzo difensivo. Ancona non si scompone, si affida alla regia di Zanetti, alla solidità di Fiorotto e alla pulizia di Pierdicca: tre profili che danno ordine al possesso, chiudono le prime linee di passaggio e impediscono alle iblee di scappare. Moriconi, chiamata agli straordinari in cabina di regia, alterna letture lucide a iniziative personali; la prima tripla arriva a tre minuti dalla sirena e firma il primo mini-strappo. Le marchigiane rientrano subito, ancora con Fiorotto, ma la play biancoverde replica dal perimetro. La difesa, su ambo i lati, morde più del tabellone, e dentro questo attrito Ragusa perde in fretta Di Fine gravata di tre falli: panchina più corta e gestione che diventa faccenda di responsabilità condivise. Il primo parziale si chiude appena in controllo (13-12), fotografia fedele di un quarto in cui la Passalacqua ha cercato ritmo e Ancona l’ha negato.

La seconda frazione racconta una squadra che s’insinua nelle crepe giuste. Moriconi inventa ancora, Johnson si fa trovare puntuale e, quando serve, assorbe contatti e converte in canestro e fallo: il 2+1 che allunga a +9 a metà periodo è simbolico, perché premia fisicità e presenza dentro l’area. Ancona resta in scia per la via maestra della propria esperienza: Bremaud trova ossigeno con un tiro da fuori e due liberi, la retroguardia tiene, ma le percentuali non l’aiutano. Ragusa, invece, comincia a vedere il ferro con più fiducia: la mano da tre è calda al punto giusto e vale un 42% complessivo dalla lunga che, alla distanza, farà la differenza. All’intervallo lungo è 28-24: margine ancora corto, partita ancora da leggere.

Il terzo periodo è quello delle occasioni sprecate. La Passalacqua dà la sensazione di avere il controllo, ma si incarta in un paio di possessi di troppo, concede rimbalzi d’attacco, non chiude la pratica quando potrebbe. Labanca e Stroscio firmano canestri utili, dall’altra parte rispondono Fiorotto, Zanetti e ancora Bremaud, capace di tenere Ancona a galla in momenti complicati. A quattro minuti dalla terza sirena il vantaggio è ancora sottile, poi la difesa iblea stringe un po’ le maglie, trasforma due recuperi in punti rapidi e allunga a +7 sul 46-39 con cui si entra nell’ultimo rettilineo. È il preludio alla svolta.

Nel quarto periodo Ragusa cambia pelle. Coach Mara Buzzanca ordina il pressing a tutto campo, le linee di passaggio si accorciano, l’uscita dal primo palleggio di Ancona diventa un percorso ad ostacoli. Stroscio attacca il ferro con decisione, Cedolini trova un paio di penetrazioni che spezzano l’inerzia, Moriconi continua a infilare letture e canestri, Labanca si inserisce tra le maglie marchigiane con tempi perfetti. Il parziale recita 27-7, persecuzione di un’idea semplice: alzare il volume della difesa per creare attacco. Le ospiti perdono la bussola (24 palle perse complessive contro le 13 delle iblee), restano a secco dall’arco (0/12 da tre a fine gara), raccolgono più rimbalzi (40-36) ma non li trasformano in controllo del ritmo. Un dato, più di tutti, fotografa la diversità di progetto: 19 assist di Ragusa contro 8 di Ancona. Quando il pallone corre, la partita corre con lui.

Dentro i numeri, una manciata di protagoniste. Ilaria Moriconi firma 20 punti e, soprattutto, la regia emotiva della gara: non si limita a distribuire, ma sceglie quando accelerare e quando tirare, trova tre triple pesanti, non si risparmia nemmeno dietro. “I primi due quarti abbiamo sofferto anche la loro aggressività—racconta a fine partita—. Dovevamo iniziare a giocare insieme, cosa che abbiamo fatto negli ultimi due. Siamo state coese, non abbiamo mollato, e lo strappo è arrivato proprio nel momento di maggiore stanchezza”. Al suo fianco brilla Viola Stroscio (19), che nel momento chiave cambia il livello di fisicità delle penetrazioni e mette spalle e piedi dove la difesa avversaria non gradisce. Precious Johnson completa il trittico con 15 punti da manuale dell’area: rimbalzi, contatti assorbiti, presenza. In doppia cifra anche una generosa Chiara Cedolini (10), buona benzina per Labanca (8) e minuti utili per tutte, compresa la giovanissima Elena Marras, mandata in campo nel finale a sigillare la serata e a prendersi il battesimo in A2. L’unica nota stonata è l’uscita per falli di Di Fine, prezzo pagato a un match intenso sin dai primi possessi.

Ancona lascia Ragusa con più di un rammarico. Il 42% da due racconta che i tiri costruiti non sono mancati, l’80% ai liberi conferma la qualità delle mani, ma lo 0/12 dall’arco ha tolto ossigeno alle scelte, e la pressione alta dell’ultimo quarto ha mandato in tilt il flusso proprio quando serviva lucidità. La miglior realizzatrice è Bremaud (15), dietro di lei un terzetto a quota 8—Zanetti, Fiorotto, Pierdicca—che aveva tenuto la barra dritta nella prima ora di partita. In panchina coach Piccionne vede la sua squadra perdere progressivamente le certezze sulla prima uscita e, soprattutto, smarrire il possesso: 24 palle perse non si pareggiano con il dominio a rimbalzo.

Buzzanca, nel dopo gara, mette il dito dove serve: “Squadra coesa. La difesa a tutto campo è stata la svolta: abbiamo aumentato intensità ed energia, avevamo bisogno di sbloccarci e di fare punti facili, cosa che prima non era stato possibile. Difensivamente potevamo fare meglio in qualche occasione, ma con le assenze di Consolini e Mazza e le vicissitudini della settimana direi che meglio di così non potevamo fare. Brave le ragazze: nel momento di difficoltà hanno mostrato carattere”. È la parola che torna, “carattere”, e non è casuale. Perché il campionato si costruisce così: su mattine complicate in palestra, su serate in cui mancano tasselli importanti, su partite che rischiano di restare sospese e che invece diventano un manifesto.

I dati complessivi completano il quadro: Ragusa chiude con 21/51 da due (41%) e un convincente 6/14 da tre (42%), mettendo in banca un 13/16 ai liberi (81%) che non concede appigli. Ancona replica con 17/40 da due (42%), ma si ferma allo 0% dall’arco e paga dazio nella metà campo dove si vincono le partite: 14 palle recuperate per le iblee, appena 8 per le marchigiane. L’ultimo quarto, 27-7, resta lì a ricordare che non è soltanto un parziale: è una dichiarazione d’intenti.

La prima giornata porta in dote due certezze. La Passalacqua, anche senza due leader dichiarate, ha mostrato una struttura riconoscibile: regia che comanda tempi e spazi, verticalità nel pitturato, perimetro affidabile quando il gioco si sporca, difesa capace di cambiare qualità e alzare il fiato quando serve girare la chiave. Ancona ha materiale, letture e mestiere per ripartire presto, ma dovrà trovare risposte contro i pressing prolungati e ribilanciare un attacco che, senza il tiro da tre, diventa prevedibile. Per Ragusa, invece, più che il margine conta la modalità: vincere con la difesa, correre dopo la fatica, allargare le responsabilità. È un buon modo per cominciare un campionato lungo. È il modo migliore per convincersi che l’ultimo quarto può diventare la firma, non il dubbio.

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ByMarco Gurrieri
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Ragusano, 52 anni, Marco Gurrieri è imprenditore. Il giornalismo è la sua grande passione, che coltiva con curiosità e attenzione per le diverse sfaccettature della realtà, mostrando interesse anche per l'economia e le nuove tecnologie. Proprio dal suo sguardo poliedrico sul mondo e dalla sua esperienza nel tessuto socio-economico trae ispirazione per analizzare e raccontare un ampio ventaglio di tematiche, dall'attualità alla cronaca, dalla cultura alle dinamiche locali e globali.
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