C’è un silenzio che fa più male di una sconfitta sul campo. È il silenzio assordante che ha seguito l’appello lanciato nei giorni scorsi dal presidente del Paternò Calcio, Ivan Mazzamuto. Un silenzio che ora si trasforma in un grido d’allarme drammatico e realista: senza un supporto concreto da parte della città e del suo tessuto imprenditoriale, l’iscrizione al prossimo campionato di Serie D è a serissimo rischio.
“Noi vorremmo andare avanti, ma ad oggi non abbiamo avuto alcun riscontro”, dichiara con amarezza il presidente Mazzamuto. “Nonostante gli ottimi risultati ottenuti in questi anni, sia sportivi che in termini di credibilità, sembra proprio che a nessuno importi del Paternò Calcio”. Le sue parole non sono catastrofismo, ma la lucida analisi di una situazione diventata insostenibile.
Il paradosso è evidente. La crisi non arriva al termine di una stagione fallimentare, ma dopo anni in cui la società ha costruito un’immagine solida e ha ottenuto risultati di prestigio. Eppure, questo patrimonio di credibilità non sembra essere bastato a scuotere le coscienze di imprenditori e istituzioni locali, che finora non hanno risposto alla richiesta di aiuto.
“A questo punto, sembra difficile continuare ad operare in solitudine”, prosegue il presidente. Portare avanti una stagione dignitosa in un campionato nazionale come la Serie D richiede un “dispendio economico non indifferente”, un peso che l’attuale dirigenza non può più sostenere da sola.
Quello di Mazzamuto è un ultimo, disperato appello prima del “momento della verità”, come lui stesso lo definisce. Le scadenze per l’iscrizione si avvicinano inesorabilmente e il tempo stringe. “Mi auguro che nei prossimi giorni qualcosa cambi”, conclude, “per cercare di non perdere un importante patrimonio della nostra comunità”. Un S.O.S. lanciato a un’intera città, che ora ha una scelta chiara di fronte a sé: scendere in campo per sostenere la propria squadra o rassegnarsi a vederla scomparire dal calcio che conta.



