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Sport in Sicilia > Blog di Notizie > Pallanuoto > Ortigia crolla all’esordio: Quinto domina
Pallanuoto

Ortigia crolla all’esordio: Quinto domina

Lucia Zappulla
Last updated: Ottobre 4, 2025 4:49 pm
Lucia Zappulla
7 Min Read
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quinto ortigia
prime video

Siracusa, 4 ottobre — L’Ortigia comincia la stagione con una serata da dimenticare. Alla piscina “Caldarella” il Quinto impone ritmo e fisicità, costruisce il margine fin dalle prime azioni e chiude con un passivo di dieci reti che a Siracusa non si vedeva da anni. È un esordio in salita per i biancoverdi, contratti nel nuoto e imprecisi nella gestione dei possessi, capaci di riaccendersi solo a tratti tra secondo e terzo parziale, prima di cedere di schianto nell’ultima frazione, dove gli ospiti calano un 5-0 che spegne ogni residua velleità.

La partita si mette presto sui binari liguri. Il Quinto interpreta meglio il galleggiamento iniziale, lavora sulle transizioni corte, attacca il centro con decisione e si porta sul +3 mentre l’Ortigia fatica a leggere le linee di passaggio e concede metri nelle uscite. La reazione dei padroni di casa arriva a sprazzi: qualche recupero in più, qualche buona difesa al limite dei due metri, un paio di conclusioni dalle posizioni esterne che rianimano la tribuna. Ma l’inerzia non cambia. Nel secondo parziale gli ospiti consolidano il margine, sfruttano gli errori in costruzione dei siracusani e mantengono il cronometro come alleato, difendendo senza mai andare sotto pressione.

Il cuore del problema è tecnico prima che emotivo. L’Ortigia chiude con 3 realizzazioni su 16 superiorità numeriche, una percentuale che non consente di ribaltare l’onda quando la partita offre occasioni per rientrare. Dalla parte opposta il Quinto muove palla con pazienza, allarga il fronte per scoprire la difesa e trova ripetutamente la soluzione al termine di circolazioni pulite. La differenza si vede soprattutto nei dettagli: tempi di entrata, precisione nel primo passaggio, scelta dei tiri. L’Ortigia concede anche qualche ripartenza di troppo, figli di palle perse al perimetro che gli ospiti trasformano in superiorità dinamiche. Così, quando il punteggio potrebbe accorciarsi, il Quinto rimette sempre due o tre lunghezze fra sé e gli avversari.

Tra secondo e terzo tempo i biancoverdi danno l’impressione di poter rientrare. C’è più aggressività sul portatore, le braccia si alzano con più continuità a schermare la linea esterna, qualche doppia espulsione spezza il ritmo e offre una finestra per cambiare l’aria della partita. La porta ligure, però, resta protetta con ordine; il Quinto assorbe l’urto e, all’inizio dell’ultima frazione, accelera come se fosse il primo quarto: parziale di 5-0, gestione matura del possesso, controllo emotivo. È il segmento che certifica la superiorità ospite e consegna al tabellone un risultato pesante.

Dentro un esordio complicato l’Ortigia trova poche luci ma qualche appiglio. Il portiere Ruggiero, chiamato a una serata di lavoro intenso, firma più di un intervento difficile e tiene a galla la squadra nei minuti in cui la vasca sembra inclinarsi definitivamente. Le espulsioni guadagnate dimostrano che il frontale si può accendere, che la squadra sa procurarsi situazioni di uomo in più; manca, per ora, la freddezza per convertirle con continuità. Le nove novità di organico raccontano una costruzione in corso: automatismi da rodare, intese da consolidare, ruoli interni da definire dentro un campionato che non concede tempi lunghi.

Il dopogara non lascia spazio a giri di parole. Stefano Piccardo sceglie la franchezza: «Abbiamo subito una lezione severa, che ci farà crescere. È una sconfitta dolorosa, ma utile per capire cosa significa affrontare la Serie A1. Abbiamo commesso troppi errori e pagato l’inesperienza. Ora dobbiamo solo lavorare duramente e migliorare giorno dopo giorno». È una lettura che mette in fila le priorità: protezione del primo passaggio, qualità nel 6 contro 5, gestione dei break avversari. L’analisi del capitano Sebastiano Di Luciano va nella stessa direzione: «Il Quinto ha dimostrato di essere più pronto. Noi siamo entrati contratti e non siamo riusciti a scioglierci. La stagione è lunga, non dobbiamo abbatterci. Serve più lavoro, più ritmo e più convinzione».

Sul piano tattico la fotografia è nitida. Il Quinto ha imposto un’identità: difesa compatta, nuoto senza fronzoli, scelte chiare in avanti. Ha colpito quando l’Ortigia ha perso il controllo del tempo dell’azione, ha sfruttato la finestra dell’ultima frazione per trasformare una vittoria già larga in una sentenza. I siracusani hanno pagato soprattutto nei momenti in cui avrebbero dovuto dettare le condizioni: le superiorità fallite non sono solo numeri, ma snodi in cui la partita può cambiare direzione. Nella A1 di oggi, in cui il livello medio si è alzato, restare sotto la soglia di efficienza nell’uomo in più costa spesso il risultato.

La sconfitta allarga l’orizzonte più che chiuderlo. L’Ortigia sa di dover crescere rapidamente, ma sa anche che c’è materiale per farlo: struttura fisica, una porta affidabile, giovani da far salire di giri, veterani chiamati a dare tono e ritmo. La “Caldarella” non è abituata a passi falsi di questa portata: la memoria del pubblico è breve quando si vince, lunghissima quando si cade. Per trasformare la serata in una tappa di crescita serviranno settimane di lavoro, un aggiustamento nelle rotazioni e una diversa qualità negli ultimi quattro metri. Il calendario, come sempre, non aspetta. La prossima uscita dirà se la lezione è stata compresa: ridurre gli errori gratuiti, alzare il volume in difesa, riportare i fondamentali al centro. Il campionato è appena cominciato, e la stagione non si definisce in un esordio. Ma alcune verità emergono da subito: per restare nella parte buona della classifica bisogna saper governare le onde. Ieri l’ha fatto il Quinto. L’Ortigia, da domani, deve riprendere il mare.

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ByLucia Zappulla
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Siracusana, 34 anni, Lucia Zappulla è assistente alla comunicazione, laureata in Scienze della Formazione. La scrittura è la sua grande passione, che unisce a un forte interesse per le tematiche sociali e alla curiosità per le tradizioni culturali della sua terra. Proprio dalla sua attenzione alle dinamiche del presente e alle radici locali trae ispirazione per raccontare la cronaca quotidiana e le storie del territorio di Siracusa e della sua provincia.
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