Palermo — La terza giornata della Coppa degli Assi consegna un protagonista nitido e una scia di segnali in vista del gran finale. Guido Franchi, Graduato Scelto dell’Esercito Italiano, vince il premio Tasca d’Almerita, la prova più ricca e tecnica del giorno, con ostacoli a 1,45. In sella all’undicenne castrone francese Enjoy One, il cavaliere senese piega una concorrenza qualificata sul campo ostacoli “La Favorita” e si candida con autorevolezza al ruolo di uomo da battere nel Grand Prix di domani, la gara che assegnerà la 40ª edizione del concorso internazionale palermitano.
Il successo di Franchi arriva al termine di una prova condotta con lucidità sulle linee del tracciato principale. Enjoy One conferma affidabilità nelle distanze medie e pulizia sugli verticali più severi, qualità che hanno fatto la differenza su un percorso che, per altezze e tempo imposto, non concedeva distrazioni. Alle sue spalle si piazza Alberto Zorzi, Graduato Capo dell’Esercito, con l’italiana Sem Nativadicorner di dieci anni: una combinazione che ha dato l’impressione di crescere giro dopo giro e che mantiene Zorzi in prima fila per il barrage della domenica. Terzo posto per l’amazzone pugliese Aurora Guaragno, ottima su Orlando, castrone belga di otto anni, reduce dal successo di giornata nel premio Euromanager Sanità a 1,35 in coppia con l’altro belga Horginto di tredici anni. È una fotografia che racconta equilibrio e profondità di campo: tre profili diversi, tre cavalli con caratteristiche complementari, tre storie che convergono sul medesimo obiettivo del giorno dopo.
La cronaca di giornata, però, non si esaurisce nella prova regina. Sull’erba del “Tommaso Lequio di Assaba” e sulla sabbia silicea dell’arena “Giuseppe Di Matteo” si intrecciano risultati che danno il tono di un movimento vivo. Il catanese Giuseppe Carrabotta firma una doppia affermazione che pesa: conquista il premio Randazzo-Ups (ostacoli a 1,30) con l’italiana Meraviglia del Castello di otto anni e il premio Equipe Sellerie (1,25) con un’altra femmina italiana, Parissienne di Zancle, sette anni. Due percorsi puliti, due gestioni del ritmo differenti e la sensazione di un cavaliere in condizione, capace di leggere il disegno e di adattare l’azione alle richieste delle due arene.
Nel premio Comitato Regionale FISE Sicilia a 1,15 la firma è ancora catanese: Gabriella Romeo conduce al primato il castrone tedesco Anatoli S, quindici anni, cavallo esperto che conosce il mestiere e lo ha mostrato nei passaggi chiave. Tra i cinque anni (ostacoli a 1,15) la prova a punteggio si chiude con tre concorrenti a zero penalità: il belga Quentin Gigot con Marco Aurelio Imperiio, il corleonese Bernardo Puccio con Explosion Lady e l’amazzone delle Forze Armate Martina Mastrantonio con Loriano dell’Esercito Italiano. È un segmento del programma che vale più per le sensazioni che per il tabellino: i giovani cavalli hanno risposto bene alla cornice della Favorita e hanno dato segnali incoraggianti in vista dei prossimi passaggi di categoria. Tra i sei anni, nella gara a tempo, il primato va a Simona Mazzullo con l’italiana Mind Off, combinazione che ha interpretato con decisione le traiettorie più corte senza perdere pulizia sul salto.
Il contesto, come spesso accade a Palermo, fa la sua parte. La Favorita è un impianto che restituisce profondità allo sguardo e che, sull’erba del “Tommaso Lequio di Assaba”, premia equilibrio e misura. L’alternanza con l’arena in sabbia “Giuseppe Di Matteo” consente all’organizzazione di modulare il programma, distribuendo carichi e momenti tecnici. La giornata scorre con il pubblico delle grandi occasioni e con la consueta trama istituzionale: la Coppa degli Assi, così come gli Internazionali di Sicilia della scorsa settimana, è organizzata da Regione Siciliana e Comune di Palermo, con il contributo del Ministro per lo Sport e i Giovani attraverso il Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la collaborazione con l’Esercito Italiano e il supporto tecnico di Fieracavalli Verona. È un intreccio di competenze che, negli anni, ha permesso alla manifestazione di consolidare una tradizione e di proiettarla dentro un percorso di crescita.
Lo sguardo si sposta adesso al gran finale. Domani, dalle 14.45, il Grand Prix “Coppa degli Assi” determina il vincitore della 40ª edizione; la gara sarà trasmessa in diretta su Rai Sport con la telecronaca di Marco Tripisciano. Il format prevede il barrage sul campo in erba, scelta che valorizza la componente spettacolare senza snaturare l’identità tecnica dell’evento. La mattinata si aprirà alle 8.30 con altre quattro prove, cassetta degli attrezzi per cavalli e binomi che cercano un’ultima rifinitura prima del palcoscenico più alto. A chiudere la manifestazione, come tradizione, il Carosello del Reggimento “Lancieri di Montebello” (8°): una rievocazione dei movimenti in ordine chiuso della cavalleria dell’Esercito Italiano, con la “carica” conclusiva capace di trasformare l’arena in un quadro di storia militare e cultura equestre.
In termini sportivi, il giorno della vigilia aiuta a leggere le forze in campo. Franchi arriva al Grand Prix con una vittoria che ha più di un significato: dice della forma del cavaliere, della sintonia con Enjoy One e della capacità di interpretare un profilo d’ostacolo “alto” senza perdere fluidità. Zorzi, alle sue spalle, porta in dote esperienza internazionale e un’avventura tecnica con Sem Nativadicorner che sembra già solida; Guaragno aggiunge freschezza e un cavallo, Orlando, che ha mostrato agilità nelle combinazioni e rapidità nel rientro dopo il successo a 1,35. Attorno a loro, un gruppo di binomi capaci di inserirsi: la tessitura della domenica dipenderà dall’ordine di partenza, dalla tenuta dell’erba dopo il passaggio delle categorie del mattino e, come sempre, dalla capacità di lasciare pulito il tabellino quando il cronometro costringe a rischiare.
L’attenzione della platea siciliana va anche alle storie locali. Carrabotta arriva al termine della terza giornata con due coppe e un’umore da tenere alto, possibile volano per ambizioni maggiori; Romeo e Mazzullo danno visibilità a un lavoro sul territorio che spesso cresce lontano dai riflettori, mentre il segmento dei cinque e sei anni conferma che, sotto il livello dei grandi, c’è materiale su cui investire. È il modo in cui la Coppa degli Assi tiene insieme vetrina e laboratorio: i nomi di prima fascia si contendono il titolo, i binomi in costruzione misurano il proprio passo dentro un contesto che alza l’asticella.
Palermo, più di altre piazze, lega l’evento al paesaggio. Il campo in erba affacciato sul verde della Favorita, la cornice della tribuna, la prossimità con la città restituiscono alla Coppa un carattere che non è solo tecnico. La memoria delle edizioni passate — quest’anno il numero tondo fa da bussola — dialoga con un presente che ha ripreso a scorrere con continuità. Domani, quando il barrage del Grand Prix taglierà la giornata a metà, il concorso cercherà il suo fotogramma definitivo: un giro pulito, una distanza trovata in avanti, un atterraggio che precede il suono del tempo. La 40ª edizione aspetta soltanto un nome e un cavallo per mettere il sigillo su due settimane in cui Palermo è tornata capitale dell’equitazione internazionale.



