Ragusa frena la corsa della Nissa e accende il malumore. Finisce 0-0 allo stadio “Aldo Campo”, un punto che pesa più per come è arrivato che per la classifica. I biancoscudati non trovano ritmo né profondità, soffrono l’organizzazione dei padroni di casa e si aggrappano alle parate di Mirko Castelnuovo per evitare il peggio. Nel dopo gara il direttore generale Giovanni Castronovo non usa giri di parole: «Qualcuno in campo passeggia». E ancora: «Se pensa di essere in vacanza, lo dica». Uno scossone pubblico che racconta la delusione per una prestazione senza mordente.
La partita vive su un canovaccio chiaro: Ragusa corto, aggressivo, pronto a ribaltare l’azione; Nissa lunga, scollegata tra reparti, con palloni che raramente arrivano puliti negli ultimi trenta metri. I locali costruiscono le occasioni migliori, trovando sulla loro strada un Castelnuovo in giornata che disinnesca le conclusioni più insidiose. Dall’altra parte, la squadra di Di Napoli fatica a dare continuità al possesso e non riesce quasi mai a calciare in porta. «Non abbiamo completamente giocato» la sintesi amara del dg, che rende bene la sensazione di un pomeriggio buttato via.
A complicare l’umore dei tifosi, anche i disservizi della diretta: lunghi tratti del match sono andati in nero, tra primo e secondo tempo, alimentando frustrazione e voci di corridoio sui social. Quel che si è visto, però, è bastato per inchiodare la Nissa alle proprie responsabilità: poco pressing sulla prima costruzione avversaria, seconde palle costantemente perse, scelte tardive nella trequarti. Merito, va detto, anche del Ragusa, capace di “imbrigliare” (parola di Castronovo) gli ospiti con una prova attenta e di personalità.
Il dg guarda già a martedì, quando è previsto un confronto interno: «Ci incontreremo e, se c’è qualcosa da risolvere, la risolveremo». Nel mirino c’è l’atteggiamento: cattiveria nei duelli, corse senza palla, disponibilità a sporcare le giocate. Il messaggio alla rosa è netto: chi non se la sente, alzi la mano. Sullo sfondo, un’occasione persa che fa ancora più male alla luce dei risultati di giornata: con una vittoria, sottolinea la dirigenza, ci sarebbe stato l’aggancio alla vetta. Il campionato resta corto, ma i treni non passano all’infinito.
Di Napoli, alla prima curva complicata dopo i successi con Gelbison e Castrum Favara, dovrà ripartire dalle poche certezze emerse: solidità tra i pali, capacità di soffrire senza sbandare, tenuta mentale nei finali. Ma serve di più. Servono linee più strette, un riferimento che faccia salire la squadra, mezzali che occupino l’area quando la palla viaggia sulle corsie. Soprattutto, serve cambiare passo in casa, dove domenica arriva la Vibonese: gara che diventa subito uno spartiacque per misurare reazione e ambizioni.
Il fischio di Ragusa lascia in dote un punto utile solo a non perdere contatto. Il resto lo raccontano i volti all’uscita dal campo: quelli soddisfatti dei padroni di casa e quelli scuri della Nissa. Castelnuovo para il presente, Castronovo chiama il futuro. Il tempo per rimettersi in carreggiata c’è, ma da oggi la tolleranza agli alibi è ufficialmente a zero.



