Al Velodromo l’Athletic Palermo si prende una vittoria che pesa doppio: per la classifica — secondo posto a -1 dal Gela — e per il modo in cui matura, ribaltando nel finale un’Acireale coriacea. Finisce 2-1, con Nicolas Micoli che si scrolla di dosso il peso di un rigore fallito e decide tutto con una doppietta di testa tra l’87’ e il 91’. Novanta minuti da batticuore, attraversati da parate, un’espulsione e una traversa che aveva fatto pensare al destino avverso.
La partita nasce storta per i nerorosa. Il primo tempo è un crescendo di occasioni sprecate: Bonfiglio impegna subito la retroguardia ospite, Micoli trova sulla sua strada un Negri in versione muro, poi al 31’ l’episodio che gela lo stadio: penalty conquistato da Bongiovanni, Micoli dal dischetto ma il portiere acese indovina l’angolo e respinge. Come spesso accade, il calcio presenta il conto dall’altra parte: al 37’ Samb capitalizza un’uscita rapida e serve Amore, che infila sotto le gambe di Greliak. Athletic sotto 0-1 all’intervallo e nervi da rimettere in ordine.
La ripresa cambia volto al 52’: Chatzinikolaou entra fuori tempo su Lores Varela, rosso diretto e Acireale in dieci. Ferraro alza i giri: dentro energie fresche (Bustos, Rampulla, poi Concialdi) e baricentro avanzato. Eppure il rischio beffa è dietro l’angolo: in transizione Samb e poi Maletic sfiorano il raddoppio, ma Greliak tiene in vita i suoi. Dall’altra parte l’Athletic spinge, sbatte su Negri (ancora decisivo) e trema quando Zalazar prende la traversa. Sembra una di quelle giornate in cui la palla non vuole entrare.
Finché la caparbietà non piega la partita. All’87’ azione insistita, un salvataggio sulla linea prolunga l’agonia, Micoli si stacca dal marcatore e d’autorità schiaccia in rete l’1-1. Lo stadio si accende e i nerorosa fiutano l’inerzia. Quattro minuti più tardi, primo di recupero: cross teso di Zalazar, ancora Micoli prende il tempo a tutti e firma il sorpasso. Rimonta compiuta, mani al cielo e tre punti che raccontano la tempra del gruppo.
Sul piano tattico l’Athletic ha vinto dove prima aveva perso: nella gestione dei momenti. Ha sofferto senza sbandare quando l’Acireale ripartiva, ha mantenuto la pressione alta contro un blocco basso ben organizzato e ha trovato dalle corsie — Varela e Zalazar — le linee utili per attaccare l’area con più uomini. La superiorità numerica ha aiutato, ma la chiave è stata psicologica: dopo il rigore fallito e lo svantaggio, la squadra non è andata in frantumi.
Il bilancio di settembre dice imbattibilità (2 vittorie, 3 pareggi) e autostima in crescita. Domenica prossima il calendario propone il Milazzo al “Marco Salmeri”: un test per dare continuità alla rincorsa e misurare la fame di una squadra che, quando alza ritmo e occupa bene l’area, sa essere pesante. Intanto resta l’immagine di Micoli che si prende la partita e la riscrive: dall’errore a undici metri al colpo di testa che vale la vetta sfiorata. In una parola: carattere.



