Decide Rotulo, Castelnuovo para un rigore in avvio. Biancoscudati in dieci dal 70’, la retroguardia tiene fino alla fine
La Nissa conquista tre punti pesanti a Lamezia battendo la Vigor 0-1, al termine di una gara sporca, intensa e risolta da una fiammata nel primo tempo: combinazione Diaz–Rotulo e palla in rete per il gol-partita. L’avvio spaventa i biancoscudati, subito costretti a fronteggiare un rigore per un fallo di mano di Croce: dal dischetto Mascari trova però sulla sua strada un super Castelnuovo, decisivo nel deviare la conclusione e nel tenere in piedi una squadra che a lungo ha sofferto il maggior possesso dei padroni di casa. Nella ripresa, dopo l’espulsione di Rapisarda al 70’, la Nissa si compatta e difende il vantaggio con ordine e sacrificio fino al triplice fischio.
La cronaca si apre dopo appena due minuti con l’episodio che potrebbe indirizzare la partita. Su un cross teso in area, Croce intercetta con il braccio: rigore. Mascari si presenta sul dischetto ma la mira non basta, perché Castelnuovo intuisce e respinge, tenendo lo 0-0 e regalando sicurezza alla sua linea. Scampato il pericolo, la Nissa prova a risalire il campo ma fatica a trovare tempi e pulizia nell’ultimo terzo, complice la pressione alta della Vigor che recupera palla con continuità e riapre l’azione con inserimenti da dietro. Il baricentro del gioco resta così stabilmente nella metà campo biancoscudata, con i padroni di casa a tessere e gli ospiti a schermare.
Il lampo che decide il match nasce però dalla prima combinazione davvero pulita della Nissa. Diaz riceve tra le linee e verticalizza con i tempi giusti per Rotulo, che attacca lo spazio, controlla e piazza la conclusione vincente. È il gol che sblocca il risultato e che, a conti fatti, ne determinerà l’esito. La reazione della Vigor è immediata: D’Anna taglia alle spalle della linea, il pallone filtra in area ma Tandara non arriva per un soffio all’impatto che varrebbe l’1-1. Sulla scia dell’entusiasmo, i padroni di casa spingono sugli esterni, muovendo la difesa ospite con cambi di gioco rapidi; dall’altra parte la Nissa prova a ripartire, trova un paio di conclusioni ancora con Rotulo, senza però trovare il colpo del raddoppio.
La ripresa scorre su un copione chiaro: più Vigor nella gestione, più Nissa nella densità. I calabresi circolano con pazienza, provano a entrare lateralmente per poi attaccare il cuore dell’area, ma la retroguardia biancoscudata regge con attenzione sulle seconde palle e pulisce l’area piccola dove serve. Il ritmo resta alto, le duellistiche aumentano, la partita si fa anche nervosa a tratti, ma il blocco difensivo degli ospiti conserva lucidità nelle letture e nelle diagonali. Quando la Vigor alza il volume attorno alla mezz’ora, arriva l’episodio che sembra poter cambiare la notte della Nissa: Rapisarda, già ammonito, rimedia il secondo giallo e lascia i suoi in dieci al 70’.
Da quel momento il fronte si inclina nettamente verso la porta di Castelnuovo. La Vigor sposta più uomini sopra la linea della palla, forza i cross e ricerca con insistenza la seconda giocata al limite. L’area biancoscudata si stringe, con gli esterni che rientrano fino a formare un frangiflutti a protezione dei centrali. L’inerzia territoriale è dei padroni di casa, ma la Nissa non si scompone: linee corte, raddoppi puntuali, tempi d’uscita misurati e, soprattutto, un portiere sempre presente sia tra i pali sia nelle uscite alte. Ogni palla inattiva diventa un test di tenuta, superato volta per volta dalla retroguardia che, pur sotto pressione, evita la giocata pulita negli ultimi sedici metri.
Tatticamente la sfida racconta di due piani gara opposti e coerenti con lo sviluppo del punteggio. La Vigor Lamezia costruisce la propria partita sul possesso, occupa bene l’ampiezza, prova a sovraccaricare il lato forte per aprire corridoi deboli, e trova frangenti di pericolosità quando accompagna con i centrocampisti gli attacchi profondi. Ha il merito di non disunirsi dopo lo svantaggio e di mantenere, fino al recupero, la traccia di gioco iniziale. A difettare sono la precisione nell’ultimo passaggio e la qualità della scelta nei sedici metri, dove l’ultimo controllo o la penultima giocata spesso non trovano il tempo giusto. Anche l’episodio del rigore fallito pesa come macigno: sul piano emotivo avrebbe potuto spalancare altri scenari già in avvio.
La Nissa, dal canto suo, interpreta una gara di contenimento e ripartenza, con pochi ma chiari principi. La pressione iniziale è prudente, il blocco medio-basso assorbe e prova a ripartire appena possibile. La giocata che porta al gol di Rotulo è l’unica combinazione ad alta percentuale della serata, e basta. Dopo l’intervallo la squadra si stringe ulteriormente, abbassa di qualche metro il baricentro per proteggere il vantaggio e rinuncia consapevolmente a porzioni di campo nella metà avversaria. Con l’espulsione di Rapisarda, il disegno si riduce all’essenziale: difesa dell’area, gestione dei corridoi centrali, attacchi diretti sulla prima palla utile solo per allentare la pressione o far salire il baricentro di qualche secondo. È una scelta obbligata e, alla fine, vincente.
Le chiavi individuali sono nitide. Castelnuovo è l’uomo-copertina: la parata sul rigore di Mascari incide sul punteggio e indirizza l’andamento emotivo del gruppo. La sua prova resta ad alto livello per tutta la partita, tra interventi risolutivi e presenza nelle uscite. Rotulo decide con freddezza e tempismo, capitalizzando l’unica vera finestra pulita creata dai suoi. Diaz mette la firma sull’azione decisiva con la lettura verticale più importante della serata. Croce, pur protagonista negativo nell’episodio del rigore concesso, partecipa alla fase di contenimento nella mezz’ora finale. Rapisarda lascia i compagni in inferiorità numerica, ma la squadra reagisce con compattezza, accorciando le distanze e colmando il vuoto con corsa e attenzione.
Nel quadro complessivo, la Vigor esce battuta ma non ridimensionata. L’intensità con cui attacca gli spazi e il volume di gioco costruito soprattutto dopo l’intervallo testimoniano un’idea chiara, rimasta però monca nell’area avversaria. La Nissa porta via una vittoria di peso specifico notevole per la classifica e per l’autostima: non bella, non scintillante, ma concreta. In giornate così, la differenza la fanno i dettagli e la capacità di reggere l’onda lunga del forcing avversario. I biancoscudati hanno fatto e disfatto, come spesso accade a chi difende un vantaggio minimo lontano da casa, ma alla fine hanno tenuto la barra dritta.
La chiosa guarda avanti: contava vincere e la Nissa l’ha fatto, pur con margini di crescita evidenti sul piano della produzione offensiva e della gestione dei momenti caldi. La Vigor ha confermato solidità e spirito, ma per tradurre il dominio territoriale in punti servirà più lucidità negli ultimi metri. Per i biancoscudati, questa serata di sofferenza e compattezza può diventare un mattone importante su cui costruire continuità.



