Al “Franco Scoglio” il Messina frena ancora. Lo 0-0 con il Paternò vale un punto che muove la classifica ma non scioglie il blocco casalingo dei giallorossi, a secco davanti al proprio pubblico per la terza gara di fila. Un mezzo passo falso, soprattutto perché l’inerzia della settimana — rilanciata dal successo di Acireale — lasciava immaginare una spinta più decisa. In tribuna, intanto, filtra cauto ottimismo sul fronte societario: la curatrice fallimentare ha registrato una valida offerta destinata a fare da base d’asta per la cessione dell’intero pacchetto azionario. Notizia importante, ma che non ha cambiato il copione del campo.
La partita, appesantita dalla pioggia, scivola presto su ritmi spezzati. L’avvio è a strappi: Branduani pesca in profondità Golfo, che però calcia debole su Sorrentino; il Messina replica con un rasoterra di Tourè e con le conclusioni dalla distanza di Zucco. L’urlo del “Franco Scoglio” si strozza al 22’: punizione tagliata dello stesso Zucco e incornata vincente di Trasciani, cancellata dalla bandierina alzata per fuorigioco. Poco dopo, sull’altro fronte, Boulahia non trova la porta di testa da posizione invitante. All’intervallo è 0-0 e la sensazione che la gara si deciderà sui dettagli.
Nella ripresa cresce il Paternò, ordinato e “rognoso” nel senso più calcistico del termine: copertura bassa nei primi metri e pressione al momento giusto, con Capasso, Camara e D’Aloia pronti a ripartire. Sorrentino è attento su D’Aloia, mentre dall’altra parte l’ingresso di Azzara porta una punizione che non sorprende Branduani. Romano prova a cambiare pelle con i cambi, ma stavolta la panchina non sposta l’inerzia come in altre uscite: manca profondità, la squadra fatica a consolidare l’ultimo passaggio, e Tourè e Roseti si ritrovano spesso spalle alla porta.
Il rimpianto più grande arriva “in zona Cesarini”: Roseti, solo nell’area piccola, alza incredibilmente sopra la traversa la palla che poteva valere i tre punti. È l’istantanea della serata: costruzione intermittente, poche linee di passaggio pulite e un attacco che in casa continua a vivere d’intermittenze. Il Paternò, dal canto suo, incarta la gara con maturità e porta via un pari pesante per morale e classifica.
A match finito, la lettura è duplice. Sul piano emotivo, il Messina paga un filo di stanchezza dopo il turno infrasettimanale e un organico ancora corto per via degli infortuni; su quello tecnico, resta la necessità di trovare un riferimento stabile che faccia salire la squadra e “sporca” i palloni in area. La nota positiva è che la penalizzazione si assottiglia (ora a -6), ma per accorciare davvero servirà che il “Franco Scoglio” torni ad essere un alleato e non un enigma.
Il calendario non aspetta e il contesto societario potrebbe presto offrire certezze. In campo, però, la chiave è più semplice: aggressività, corsa e quel centimetro di cattiveria sotto porta che oggi è mancato. Perché partite così, quando non le vinci, spesso lasciano più domande che risposte. E il Messina, adesso, ha bisogno di invertire la rotta proprio dove finora ha fatto più fatica: tra le mura di casa.



