La Teamnetwork Albatro mette la freccia e vola in testa alla Serie A Gold. Il successo a Bressanone, 31-29 sul Brixen, vale il primato solitario complice la sconfitta interna del Conversano con il Pressano. Un segnale forte in apertura di stagione per la squadra di Mateo Garralda, che ha saputo governare la partita con lucidità nei momenti decisivi, pur priva di Sciorsci rimasto a Siracusa per influenza.
L’avvio è di marca siracusana: difesa compatta, ritmo controllato e primo strappo già nella parte centrale del tempo. Al 21’ l’Albatro tocca il +5, scavando un solco che i biancoverdi di casa riescono a ridurre con un break immediato fino al -2, sfiorando addirittura il -1. L’inerzia, però, torna nera-azzurra allo scadere, quando Coutinho firma il nuovo allungo che fissa l’intervallo sul 15-12 per gli ospiti.
La ripresa conferma il copione: il Brixen fatica a trovare continuità al tiro e si affida soprattutto alla mano calda di Coppola, miglior marcatore del match con 13 reti. L’Albatro, più ordinata nelle due fasi, riparte dal suo sistema difensivo e colpisce quando conta. A metà frazione Vinci sigla il +7, il massimo vantaggio, che indirizza il finale. L’ultimo quarto d’ora si gioca sul controllo delle energie e delle emozioni: la squadra di Otto Forer rintuzza lo scarto approfittando di qualche errore e di fisiologica stanchezza siracusana, ma non riesce a riaprire davvero l’incontro. La sirena congela il 31-29 e libera l’esultanza dell’Albatro.
Dentro il risultato, numeri che raccontano la ricchezza offensiva di Garralda: Mamdouh segna 9 reti, de la Santa ne aggiunge 7, contributi pesanti e distribuiti anche da Nuno Santos (4), Guggino (3), Vinci (3), Pereira (2), Coutinho (2) e Marino (1). Dall’altra parte, oltre al già citato Coppola, vanno a segno Arcieri (6), Ceccardi (4), Puntaier (3), con Brzic e Della Vecchia a quota uno.
Il tabellino recita Brixen–Teamnetwork Albatro 29-31 (12-15), arbitri Loris Kurti e Michele Lazzari. Ma al di là della nuda statistica resta l’impressione di una squadra in crescita: personalità lontano da casa, gestione dei parziali, capacità di soffrire senza disunirsi. Ingredienti che valgono il primo posto e, soprattutto, la sensazione di un’identità già definita. In vetta, stavolta, non per caso.



