Porta inviolata per Sorrentino e terzo colpo esterno stagionale: Romano incassa la quinta vittoria
CASTELNUOVO CILENTO — Il Messina torna con tre punti pesanti dal “Valentino Giordano” e consolida il suo rendimento lontano dal “Franco Scoglio”. Finisce 0-1 contro la Gelbison, gara risolta al 48’ da Saverino su assist di Touré: rete che vale il terzo successo esterno e il quinto acuto complessivo per la squadra di Romano, abile a gestire un match di sofferenza e poche occasioni. Quarto clean sheet per Sorrentino, a certificare una fase difensiva in crescita.
Avvio equilibrato, con la Gelbison più intraprendente nella gestione dei primi possessi e due corner in serie dopo dieci minuti che non producono effetti. Il Messina, schierato nel consueto 3-5-2, sceglie inizialmente di costruire dal basso, provando a risalire sul lato sinistro con Orlando e Saverino: al 16’ i peloritani guadagnano un angolo senza esito, poi devono coprire su un pressing alto che al 24’ manda Russo all’acrobazia in area, senza trovare il pallone. La palla-gol più nitida della prima frazione arriva al 27’: lancio di oltre cinquanta metri a premiare la corsa di Touré, controllo e uno contro uno con Sakho, che resta in piedi e neutralizza la conclusione. Romano perde presto Clemente, sostituito da Bosia al 34’, e il primo tempo scivola su binari prudenti fino allo 0-0 dell’intervallo, dopo un solo minuto di recupero. Sul taccuino dell’arbitro Santeramo finiscono Orlando al 30’ e, sul fronte opposto, Viscomi al 43’.
La ripresa si apre con il colpo che indirizza la partita. Minuto 48: Touré si allarga a destra, trova il tempo dell’inserimento di Saverino e lo serve nello spazio; controllo e piatto vincente del centrocampista, alla terza marcatura nelle ultime settimane e sempre più dentro le gerarchie del 3-5-2 giallorosso. La Gelbison reagisce con un doppio cambio immediato (Rossi e Delmiglio per Donida e Leo), ma il Messina, forte del vantaggio, può abbassare il baricentro di qualche metro e attendere. Al 66’ ancora Touré in ripartenza arma il destro e sfiora il raddoppio, esterno della rete.
I campani fanno registrare il primo vero pericolo al 68’: Liurni si crea il varco dalla sinistra e calcia, Sorrentino oppone i guantoni e indirizza la respinta lontano dall’area piccola. Il copione resta quello di una pressione territoriale dei padroni di casa e di un Messina corto, ordinato e pronto a risalire quando possibile. Al 78’ Semeraro incrocia un diagonale che attraversa l’area senza deviazioni, a testimoniare una produzione offensiva volenterosa ma poco incisiva. L’ultimo sussulto al minuto 87: punizione dalla lunga di Russo, traiettoria centrale e blocco sicuro di Sorrentino. Nei sei minuti di recupero concessi, i peloritani addirittura chiudono con un calcio d’angolo a favore, segnale di una gestione lucida dell’inerzia sino al triplice fischio.
Il quadro disciplinare completa la fotografia di una sfida nervosa a tratti, senza mai deragliare: ammoniti anche Aprile al 61’ e Langella al 68’, quindi Diabaté al 91’. Le panchine muovono le rotazioni nel finale: Romano inserisce Fravola per Roseti all’85’, Tesija per Saverino all’81’ e Bombaci per Aprile all’89’, blindando il lato palla e congelando i tempi di possesso. La Gelbison chiude con più uomini offensivi, ma non trova la giocata per scardinare il blocco a cinque allineato davanti a Sorrentino.
Sul piano tattico, la chiave è stata la gestione degli spazi intermedi. Il Messina ha scelto una gara di contenimento, con i quinti attenti alle spalle e i tre centrali (Trasciani leader delle chiusure, De Caro puntuale negli uno contro uno) a difendere l’area senza scomporsi. In mezzo, Garufi ha fatto da metronomo di fatica e letture, mentre Saverino ha aggiunto metri e tempi d’inserimento, trasformando un possesso scolastico in un’occasione concreta nella ripresa. L’attacco ha vissuto di fiammate: Touré ha dato profondità e ha firmato l’assist decisivo, Roseti ha lavorato di sponda prima di lasciare il campo, e nel finale Fravola ha tenuto alto il primo pressing per togliere respiro all’ultima costruzione rossoblù. La Gelbison ha raccolto sette corner contro tre, indice di una presenza territoriale, ma ha pagato scelte di tiro affrettate e una circolazione spesso orizzontale, raramente capace di isolare l’uomo sul fondo con i tempi giusti.
Il valore specifico del successo va oltre il punteggio minimo. In una giornata meno brillante sul piano della manovra, il Messina ha mostrato maturità nella lettura del contesto, cinismo nel trasformare la prima vera palla pulita della ripresa e solidità nel difendere il vantaggio. Sorrentino firma il quarto “clean sheet” stagionale, dato che fotografa una linea in crescita dopo gli aggiustamenti d’autunno. Saverino, rientrato a regime dopo l’inizio in ritardo, è il volto del momento: sette punti portati nelle ultime giornate con gol pesanti e sostanza da mezzala moderna. La classifica — sei punti ufficiali, venti sul campo — resta condizionata, ma il trend dice continuità: terzo acuto fuori casa dopo Acireale e la capacità di soffrire senza scomporsi.
La cronaca finale certifica la direzione intrapresa anche sul piano emotivo. La squadra ha saputo tenere corto il risultato, evitare di sfilacciarsi quando la Gelbison ha alzato i volumi e non ha concesso seconde opportunità in area piccola, il terreno su cui spesso si riaprono le gare in provincia. È un patrimonio da capitalizzare dentro un ciclo che ora chiama conferme con la stessa cura dei dettagli vista a Castelnuovo Cilento.
Al “Franco Scoglio” il prossimo impegno misura l’ambizione di continuità: la partita da vincere sarà quella in cui servirà un pizzico di brillantezza in più con palla, senza perdere un millimetro della solidità mostrata in Campania.



