Tripletta di Salvatore Bruno e sinistro di De Marco: gialloblù concreti e in controllo per quaranta minuti
Secondo successo di fila e secondo posto a quota 6; ora sosta, poi trasferta ad Acri l’8 novembre
Il Futsal Mazara imprime ritmo e sostanza al proprio campionato e, dopo il colpo a Regalbuto, firma la prima vittoria casalinga della stagione regolando 4-1 l’Eur Calcio a 5. Partita mai banale, sbloccata dopo appena sette secondi da Salvatore Bruno e portata in porto con autorevolezza grazie alla stessa punta gialloblù, man of the match con una tripletta, e a un sinistro preciso di Vincenzo De Marco. Gli ospiti restano in scia fino all’intervallo, ma nella ripresa incappano nel muro Danek e nella pulizia difensiva di un Mazara attento, corto e feroce nelle chiusure sul power play avversario.
L’avvio è un manifesto della serata. Palla persa dall’Eur in uscita, Joao legge la linea di passaggio, recupera e verticalizza immediatamente: Salvatore Bruno attacca la profondità con i tempi giusti e, dopo appena sette secondi, mette il primo mattone sul successo. La reazione romana non si fa attendere. Bobadilla prende campo con due iniziative personali, Rocchi cerca il varco sul secondo palo, ma Danek è subito nella partita: piedi rapidi in uscita e mani forti a togliere l’angolo. Il Mazara continua a viaggiare in transizione: Joao guida una ripartenza tre contro due e pesca Falasca a rimorchio, ma l’esterno scivola all’ultimo passo e l’occasione sfuma.
La legge non scritta del futsal punisce i gialloblù pochi minuti dopo. Su schema da punizione, l’Eur lavora bene la superiorità numerica al limite, trova l’uomo libero sul secondo palo e Carlettino, da due passi, pareggia i conti al 6’20”. Il contraccolpo dura il tempo di rimettere la palla in gioco. Il Mazara non si scompone, riprende a pressare con ordine e, su una palla riconquistata, Rivella alza la testa e premia la corsa di Bruno: tocco d’interno, freddezza e 2-1 al 9’49”. La gara si fa più verticale. Gli ospiti colpiscono un palo esterno con Bobadilla, i padroni di casa sfiorano il tris prima dell’intervallo con Buscaglia, che trova Tobia pronto sul mancino. Si va al riposo con i gialloblù avanti di misura, ma con sensazioni positive: gestione matura, pochi rischi a difesa schierata, qualità dei possessi in uscita.
La ripresa conferma il copione. Rivella intercetta alto e vola a tu per tu con il portiere, che gli chiude lo specchio. Poco dopo, la stessa coppia costruisce un altro strappo: lancio in corsa di Rivella per Falasca e ennesimo intervento di Tobia a tenere l’Eur nel punteggio. La forbice si apre al 4’39” della seconda frazione: De Marco riceve sul lato forte, rientra sul mancino e calcia teso sul secondo palo. È il 3-1 che sposta inerzia ed energia. L’Eur prova a rimescolare le carte con le rotazioni, alza il baricentro, ma il tiro trova di fronte un Danek reattivo e posizionato, capace di coprire specchio e secondo palo nelle situazioni più sporche. Anche quando Lutta sorprende tutti con una conclusione improvvisa, la retroguardia mazarese serra i ranghi e pulisce l’area piccola.
La gestione gialloblù è lucida. La squadra non rinuncia a ripartire quando c’è campo, ma sceglie con intelligenza quando rallentare. L’azione corale che porta al tiro Rivella è emblematica: uno-due sul lato, scarico dentro-fuori e conclusione che costringe ancora Tobia alla parata. A cinque minuti dalla sirena l’Eur si gioca la carta del portiere di movimento. Il Mazara non si abbassa troppo e lavora sulle linee di passaggio, stringendo al centro e indirizzando l’avversario sulle bande. Su un pallone sporco intercettato a metà, Salvatore Bruno legge in anticipo, calcia a porta sguarnita e chiude definitivamente i conti a 15’07” della ripresa. Nel finale i gialloblù sfiorano anche il pokerissimo con Rivella, che da metà campo non inquadra di poco la porta libera. L’assalto romano non produce varchi: chiusure tempestive, raddoppi puntuali, cronometro che scivola verso una sirena accolta dal boato del Palazzetto.
Il risultato premia una partita preparata e interpretata con equilibrio. In fase di non possesso il Mazara legge bene il primo controllo dell’avversario e alza la pressione solo quando la palla esce lenta o sul piede debole dei portatori. I cambi difensivi sono puliti, il lato debole resta protetto e il secondo palo quasi mai esposto. In costruzione, la squadra alterna uscita bassa a verticalità immediata, riducendo al minimo gli errori in zone sensibili. La cifra della serata sta anche nel dato disciplinare: pochi falli nella ripresa, nessun bonus regalato, gestione matura degli episodi.
Le firme tecniche sono chiare. Salvatore Bruno capitalizza tre palloni pesanti con lucidità e timing, diventando riferimento offensivo e primo difensore sul pressing. De Marco sceglie il momento giusto per il colpo del 3-1, con un sinistro “pulito” che fotografa la fiducia del gruppo. Dietro, Danek aggiunge punti invisibili con piazzamenti, parate “di posizione” e letture sulle uscite alte. Attorno ai tre, una squadra che lavora: Joao strappa e crea superiorità in conduzione, Rivella cuce e rifinisce, Falasca attacca profondità e secondo palo, Buscaglia dà break dalla panchina. L’Eur, dal canto suo, resta dentro la gara fino al 3-1 e si affida alla qualità individuale di Bobadilla e Carlettino, alla fisicità di Rocchi e alle letture di Lutta. Il power play finale è ben disegnato, ma trova poca profondità contro un Mazara allineato sulle linee.
La chiave tattica è duplice. Primo: la gestione delle transizioni. Il Mazara segna subito perché è pronto a rubare e verticalizzare, punisce sul 2-1 per la stessa ragione e indirizza la partita nel finale leggendo il passaggio “orizzontale” dell’Eur in superiorità. Secondo: la resa nei momenti di frizione. Nei minuti in cui gli ospiti alzano l’intensità e cercano di sporcare la prima costruzione, i gialloblù non forzano. Scegliere il passaggio in più, accettare di difendere trenta secondi con ordine, non regalare falli: è così che la squadra di Vincenzo Bruno piega il contesto e fa scorrere la partita dalla parte giusta.
Il peso specifico della vittoria è evidente. Con questo 4-1 il Futsal Mazara sale a quota sei punti, secondo in classifica in compagnia di Messina e Junior Domitia e a tre lunghezze dalla capolista Marsala Futsal. Una fotografia ancora parziale, ma significativa per morale e fiducia: due successi consecutivi, porta protetta nei momenti chiave, identità riconoscibile sulle due fasi. Il calendario concede adesso una settimana di sosta utile a recuperare energie e affinare automatismi, prima del ritorno sul parquet sabato 8 novembre ad Acri, trasferta insidiosa per ambiente e ritmo degli avversari.
Il modo migliore per guardare avanti è tenere a mente cosa ha funzionato. Pressione selettiva, uscite pulite, concretezza in zona gol e nervi saldi sul power play: il Mazara del Palazzetto ha vinto di squadra e ha messo in vetrina il proprio leader offensivo. Nella stagione lunga del futsal, continuità e dettagli fanno classifica. Il primo sorriso interno è un segnale chiaro: questa squadra ha imparato a scegliere i tempi della partita. E quando li detta, il tabellino lo conferma.



