Un brusco risveglio, una batosta tanto pesante quanto inaspettata. Dopo tre vittorie consecutive e una porta inviolata che durava da 307 minuti, il Catania di Mimmo Toscano crolla al “San Vito-Marulla”, travolto per 4-1 da un Cosenza superiore in ogni reparto. Le premonizioni del tecnico, che aveva definito la partita “delicatissima”, si sono rivelate una triste profezia. Contro una squadra quadrata e ricca di talento, i rossazzurri sono apparsi fragili, confusi e a tratti irriconoscibili, subendo la prima, cocente sconfitta stagionale. Inutile il guizzo del solito subentrato Lunetta, in una giornata da dimenticare in fretta, con l’obbligo di un immediato riscatto già sabato prossimo al “Massimino” contro il Sorrento.
La partita si è rivelata complicata fin da subito. Nonostante un avvio propositivo, con un paio di spunti di Cicerelli e Casasola, il Catania ha sofferto la maggiore qualità tecnica e il palleggio dei padroni di casa. La scelta di Toscano di arretrare Jimenez a centrocampo per l’assenza di Aloi non ha pagato: la mediana non ha fatto filtro e la difesa, fin lì un bunker, ha iniziato a scricchiolare sotto le folate dei rossoblù. Dopo un cooling break dovuto al gran caldo, il Cosenza ha capitalizzato la sua superiorità al 37′: su un’azione confusa in area, Ricciardi è stato il più lesto a ribadire in rete. Il salvataggio di Di Gennaro sulla linea ha richiesto l’intervento del FVS (il VAR di Serie C), che ha confermato la validità del gol, rompendo l’imbattibilità di Dini e mandando le squadre al riposo sull’1-0.
Nella ripresa, Toscano ha provato a cambiare le carte con gli ingressi di Stoppa e Martic, ma al 51′ è arrivata la doccia gelata: un tiro dalla distanza di Florenzi ha sorpreso un Dini incerto, con la palla che si è insaccata per il 2-0. Un errore grave e inatteso per il portierone rossazzurro. Nel momento più buio, è stato ancora una volta il subentrato Lunetta a riaccendere la speranza: al 69′, servito da Casasola, ha battuto Vettorel con un tocco preciso. Ma la gioia è durata appena otto minuti. Al 77′, Kouan ha spento ogni velleità di rimonta con un’azione personale devastante: ha recuperato palla su un errore di Donnarumma e si è involato in una corsa di 80 metri, chiusa con un destro imparabile per il 3-1. La reazione del Catania è stata rabbiosa ma sfortunata: prima Forte e poi Di Tacchio hanno colpito due clamorose traverse che avrebbero potuto riaprire la partita. In pieno recupero, al 94′, è arrivato anche il poker di Langella, che ha fissato il punteggio sul definitivo 4-1.
È un bagno di umiltà per la capolista, apparsa scarica e vulnerabile. La difesa, fin qui impeccabile, ha mostrato crepe preoccupanti e il centrocampo non è riuscito a prendere in mano le redini del gioco. Si salvano solo gli attaccanti, che pur isolati hanno provato a creare pericoli. Una sconfitta che deve servire da lezione: per continuare a sognare, servirà ritrovare immediatamente la solidità e la cattiveria agonistica smarrite in Calabria.



