Un punto che vale più sollievo che convinzione. Al “Monterisi” finisce 0-0 tra Audace Cerignola e Catania: terzo pareggio consecutivo a reti bianche per i rossazzurri, messi sotto a lungo dall’intensità dei pugliesi e tenuti in vita dalle parate di Dini, protagonista assoluto di una serata complicata. La fotografia del match è nel finale: traversa di Russo all’80’, due chance nitidissime nel recupero per i gialloblù (Moreso e Spaltro), e i guantoni del portiere etneo a mettere il timbro sul risultato.
La partita si apre con il solito canovaccio delle sfide in casa Audace: pressione alta, corpo a corpo su ogni seconda palla, ampiezza cercata con continuità. Dopo un primo lampo di Casasola (conclusione al volo controllata da Greco), sono i padroni di casa a farsi pericolosi: Emmausso approfitta di un errore in uscita di Di Gennaro ma spara alto, poi al 15’ Pieraccini scivola e spalanca la porta a Cuppone, sul quale Dini si distende e salva tutto. È il primo segnale di una serata da numero uno vero.
Il Catania fatica a salire e perde presto il riferimento centrale: al 27’ Forte chiede il cambio per un problema muscolare, dentro Jimenez e Lunetta costretto a fare il “falso 9”. L’Audace fiuta l’inerzia, Paolucci impegna ancora Dini dalla distanza, poi al 36’ chiede un rigore per un contatto in area: il check FVS conferma la scelta di campo, si prosegue. Nel finale di tempo i rossazzurri respirano: al 43’ Celli taglia il campo e innesca Lunetta, che prova il pallonetto sull’uscita di Greco ma alza troppo la mira. Intervallo sullo 0-0, con i pugliesi più volte a un passo dal vantaggio e gli etnei sorretti dal proprio portiere.
La ripresa si apre con i correttivi: Napoli inserisce Donnarumma per Pieraccini, dall’altra parte entra Moreso. Ma è ancora il Cerignola a mordere: al 47’ Cuppone calcia alto, al 49’ Dini gli dice di no con un intervento d’istinto che vale quanto un gol. Catania prova a riorganizzarsi e con l’ingresso di Cicerelli (58’) guadagna qualche metro; Corbari ci prova da fuori, poi è Lunetta a impattare bene di testa sul cross di Casasola ma Greco c’è. L’unico boato rossazzurro al 68’: palla in rete di Lunetta, annullata per un fallo precedente dello stesso numero 23. L’illusione dura un battito.
Quando le gambe cominciano a pesare, l’Audace cambia marcia. Maiuri (in panchina i suoi collaboratori per la squalifica del tecnico, come sul fronte etneo per Toscano) richiama Cuppone e Cretella, dentro Gambale e Ruggiero. L’onda gialloblù torna a infrangersi con forza: all’80’ Russo scarica un destro che bacia la parte alta della traversa. È il preludio a un finale in apnea per gli ospiti. Napoli getta dentro Raimo e Quaini per dare fiato agli esterni e alla mediana, ma la spinta pugliese non cala: all’86’ Gambale chiude un diagonale fuori di un soffio, poi, in pieno recupero, Moreso costringe Dini al miracolo e sul corner seguente Spaltro, di testa, sfiora ancora l’incrocio. Ultimo brivido al 95’, prima del triplice fischio che congela lo 0-0.
Sul piano tattico, la differenza l’ha fatta la coralità dell’Audace: blocco corto, esterni sempre attivi (Vitale e Russo) e inserimenti puntuali dalle mezzali. Il Catania ha sofferto nella prima uscita e nella gestione del pallone sporco, trovando poche volte la profondità se non con le corse di Lunetta. L’infortunio di Forte ha tolto peso davanti e costretto i rossazzurri a un attacco leggero, più di raccordo che di profondità. La notizia buona è la solidità di Dini, provvidenziale in almeno quattro episodi; quella meno buona è la difficoltà nel creare pericoli puliti: un gol annullato, qualche spunto di Cicerelli, poco altro.
Restano, al netto del punto, i segnali da raccogliere. Tre 0-0 di fila raccontano una squadra organizzata nel proteggersi ma con poche certezze nella metà campo avversaria. Per alzare l’asticella serviranno più qualità nel primo controllo, scelte più rapide negli ultimi 25 metri e un riferimento che faccia salire il baricentro nei momenti di sofferenza. La classifica è corta e il campionato livellato, come ha ricordato lo staff: restare agganciati alla testa ha un valore, ma per puntare davvero in alto occorre svoltare in produzione offensiva.
Al “Monterisi” il Catania si porta via il respiro di un punto e le mani di Dini. L’Audace, che ha fatto di più per vincerla, mastica amaro. Per i rossazzurri, l’agenda è chiara: recuperare gli uomini davanti, dare continuità ai progressi visti a tratti nella ripresa e, soprattutto, trasformare le ripartenze in occasioni. Perché gli 0-0 fanno classifica, ma non raccontano ambizioni.



