Una partita in equilibrio per ottanta minuti, poi il dettaglio che sposta tutto. Al “Razza” di Vibo Valentia il Castrum Favara cade 1-0 contro la Vibonese e torna a casa con il rimpianto di chi aveva saputo tenere la scena senza però trovare l’affondo. Decide Marsico all’83’, lesto a leggere un controllo difettoso in uscita dalla difesa, rubare palla e battere Lauritano con un tocco secco. Una sconfitta di misura che sa di beffa, perché maturata quando i granata-azzurri sembravano aver incanalato la gara sul pari.
Il primo tempo è stato una contesa bloccata, più tattica che spettacolare. Linee compatte, duelli a centrocampo, poche concessioni negli ultimi trenta metri. La Vibonese ha cercato ampiezza con i cambi di gioco, il Castrum Favara ha risposto ordinato, corto tra i reparti e con buona attenzione sulle seconde palle. Ne è venuta fuori una frazione avara di emozioni e senza tiri davvero puliti verso le porte, con i due portieri quasi inoperosi.
Nella ripresa il copione non cambia subito. Ritmi spezzati, qualche piazzato a spezzare l’inerzia, molta attenzione a non sbagliare il primo passaggio. I siciliani provano a risalire il campo con pazienza, ma negli ultimi sedici metri manca sempre l’ultimo tocco: cross letti bene dalla retroguardia di casa, combinazioni centrali che si perdono sul più bello. Proprio mentre la gara scivola verso lo 0-0, arriva l’episodio: pressione calabrese sulla costruzione, un controllo non perfetto, Marsico ringrazia e trova l’angolino. Nel finale, forcing più generoso che lucido: la Vibonese gestisce e blinda i tre punti.
Per il Castrum Favara resta la consapevolezza di una tenuta complessiva che ha retto per lunghi tratti, ma anche l’urgenza di aumentare peso specifico e cattiveria nell’area avversaria. In gare così sporche, dove gli spazi sono pochi e il margine d’errore è minimo, servono precisione nei controlli, un uomo che faccia salire la squadra e uno sforzo in più negli inserimenti delle mezzali. La fase difensiva, nel complesso ordinata, è stata tradita da una sola lettura sbagliata: abbastanza, però, per compromettere il risultato.
Il quadro del 5° turno del Girone I dice che in vetta resta il Città di Gela (10), tallonato a quota 9 da Savoia, Nuova Igea Virtus e Athletic Club Palermo. A 8 si assestano Gelbison, Sambiase, Nissa e Vibonese; il Castrum Favara è nel gruppo a 7 insieme alla Vigor Lamezia. Classifica corta, margini ancora ampi, ma il calendario non aspetta: trasformare le buone geometrie in pericoli veri è il passo da compiere subito. Perché partite come quella di Vibo, decise da un episodio, si possono anche portare a casa: basta non concedere nulla e, quando capita la palla buona, farle cambiare verso.



