Due gare in 48 ore, stesso palazzetto, identico verdetto: l’Handball Erice fa il pieno al PalaCardella e stacca il pass per il terzo turno di Europe Cup. Dopo il successo dell’andata, le arpie superano ancora le serbe dello Zelenicar, stavolta 37-29, in una partita più ruvida e competitiva soprattutto nella prima frazione, quando l’inerzia è rimbalzata da una parte all’altra prima di piegarsi, definitivamente, sul versante neroverde.
La scelta di ruotare l’organico rispetto a gara-1 si avverte in avvio: Erice prende le misure senza strappi, accetta l’equilibrio e solo a metà tempo abbozza il primo allungo. Le ospiti, però, restano agganciate grazie a qualche soluzione rapida dalla distanza e ai ritmi spezzati. Il finale di frazione cambia il quadro: un controbreak di 4-0 rimette in carreggiata le padrone di casa e consegna agli spogliatoi un 16-15 che pesa più psicologicamente che sul tabellino.
La ripresa è il manifesto della maturità raggiunta. Erice rientra con difesa più aggressiva sul perimetro, raddoppi puntuali sul lato forte e transizione immediata appena recuperata palla. Lo strappo è netto: 19-15, poi 20-17 a tenere la distanza, fino al +6 a ridosso della sirena che congela il discorso qualificazione. Nel mezzo, gestione oculata dei possessi, cambio passo delle esterne e una panchina che, chiamata in causa, aggiunge gamba e lucidità. Lo Zelenicar non smette di provarci, ma gli spazi si chiudono e le ripartenze ericine fanno male.
A fine gara il commento di Giulia Losio fotografa bene la serata: una “partita vera”, più complicata dell’andata, ma utile a misurare il punto del percorso sia tecnico sia emotivo. Parole che restituiscono la sensazione di una squadra in costruzione avanzata, capace di soffrire quando serve e di cambiare marcia senza perdere ordine.
La doppia vittoria interna non dice solo della superiorità mostrata nell’arco delle 120 ore complessive: racconta anche un’identità chiara. Pressione difensiva, disciplina nelle rotazioni, capacità di alzare il ritmo nei momenti chiave: sono i mattoni con cui Erice ha costruito il passaggio del turno. Il PalaCardella, ancora una volta, ha fatto il resto, spingendo una formazione che si affaccia al terzo round europeo con fiducia crescente e la consapevolezza di avere ampi margini di miglioramento. In Europa, dove i dettagli fanno la differenza, presentarsi così significa già giocare un’altra partita.



