TRAPANI — Il campionato del Trapani parte dalla trasferta più insidiosa che potesse capitare a una matricola altrui in festa. A Casarano, dove l’entusiasmo per la promozione è ancora caldo e lo stadio si annuncia gremito, Salvatore Aronica chiede ai suoi una risposta di sostanza: partita sporca se serve, testa lucida e disponibilità al sacrificio fino all’ultimo minuto.
La settimana è scivolata via con un obiettivo semplice e concreto: consolidare quanto di buono s’è visto in Coppa Italia e portarlo in un contesto più ruvido, dove ambiente e avversario alzano l’asticella. Il passaggio del turno, sottolinea lo staff, ha dato fiducia a un gruppo rinnovato per larga parte, che sta costruendo gerarchie e automatismi giorno dopo giorno. Il ritiro ha fatto da collante; adesso tocca alla gara dare misura dei progressi.
Sul piano dell’analisi, il quadro è chiaro. Il Casarano di Vito Di Bari ha individualità in grado di incidere — tra gli altri Chiricò, Millico e l’ex Celiento — e la spinta di un debutto casalingo che vale da moltiplicatore energetico. Campo in erba naturale, ritmo alto e duelli: il menù prevede dettagli che pesano. Il Trapani ha studiato i rossazzurri per limitare le giocate tra le linee e provare a ribaltare in velocità, ma la traccia mentale resta la prima protezione: restare dentro la partita nei momenti complicati, non sfilacciarsi, trasformare le riconquiste in occasioni.
Aronica non si nasconde dietro l’alibi del cantiere aperto. Ricorda che un organico per l’80% nuovo ha bisogno di tempo, ma pretende subito identità: compattezza senza rinunciare a salire, attenzione nelle seconde palle, disponibilità a correre più dell’avversario. Il riferimento alla reazione vista a Picerno è la bussola: non mollare quando il copione si complica, perché in Serie C si vince spesso sul filo dei dettagli e della tenuta emotiva.
C’è poi il tema dell’inerzia. Partire bene non è solo una questione di classifica: dà tono al lavoro e legittima le scelte dentro lo spogliatoio. La Coppa ha acceso la miccia, adesso serve benzina pesante per tenere la fiamma alta. La trasferta in Salento è un banco di prova di quelli che segnano la rotta: misurerà la capacità del Trapani di reggere il calore dell’ambiente, di limitare le qualità avversarie e, soprattutto, di imporre il proprio carattere.
Nessun proclama, solo un compito preciso: portare a casa una prestazione adulta. Se arriverà anche il risultato, tanto meglio. In ogni caso, per Aronica il messaggio è già stato recapitato alla squadra: piedi per terra, spalle larghe e disponibilità al lavoro. Il campionato comincia qui. E sarà lungo.



