Il girone di ritorno si apre con un punto che muove la classifica ma non scaccia i fantasmi per l’Acireale. Allo stadio “Aci e Galatea”, la sfida salvezza contro la Vigor Lamezia termina sull’1-1, un risultato che lascia l’amaro in bocca ai granata soprattutto per l’epilogo sfortunato nei minuti di recupero. Le due formazioni, separate da una sola lunghezza in graduatoria, si sono divise la posta in palio al termine di un match deciso dagli undici metri, confermando l’equilibrio tecnico tra la compagine di Claudio Morelli e quella calabrese guidata da Renato Mancini.
Se il punto permette al Lamezia di consolidare la propria posizione ai margini della zona rossa, per l’Acireale il pareggio significa restare ancora impantanati nelle sabbie mobili dei play-out. La gestione Morelli, finora, ha portato in dote due segni “X” consecutivi (dopo quello con la Vibonese), ma per risalire la china serve ritrovare il feeling con la vittoria. Un imperativo che diventa ancora più pressante guardando al calendario terribile che attende gli acesi: le prossime due giornate prevedono gli scontri proibitivi contro le capoliste Savoia (in trasferta) e Igea Virtus, rendendo questo pareggio interno un’occasione sfruttata solo a metà.
La cronaca della gara racconta di un match dai due volti. Il primo tempo è scivolato via sui binari della noia e della tattica esasperata. L’Acireale, schierato con il 4-3-2-1, ha faticato a costruire gioco, subendo il maggior possesso palla degli ospiti. Poche le emozioni, se si eccettua un lampo di Semenzin al 23′, che ha mancato il bersaglio grosso, e la costante vivacità dell’ex “nemico” Catalano sul fronte opposto.
La musica è cambiata radicalmente nella ripresa. I granata sono rientrati in campo con un piglio diverso e la partita si è accesa improvvisamente. A sbloccarla ci ha pensato Iuliano su calcio di rigore, concesso per un fallo sul sempre attivo Semenzin, lanciato a rete da Rechichi. L’illusione del vantaggio, però, è durata un battito di ciglia: appena quattro minuti dopo, l’arbitro Arnese ha indicato nuovamente il dischetto, questa volta nell’area opposta, per un fallo di mano di Rechichi. Dagli undici metri, lo specialista Catalano non ha perdonato, firmando l’1-1.
Il finale è stato un crescendo di emozioni a tinte granata. L’Acireale ha provato a vincerla con il cuore, cingendo d’assedio l’area calabrese, ma la dea bendata ha voltato le spalle ai padroni di casa. Al 94′, in pieno recupero, l’urlo del gol è rimasto strozzato in gola ai tifosi: la girata a botta sicura di Falou si è stampata clamorosamente sul palo alla destra del portiere Iannì. Resta la prestazione incoraggiante del secondo tempo, ma per la salvezza servirà molta più concretezza (e fortuna) nelle prossime, difficilissime, battaglie.



