Il calcio dilettantistico italiano gode di ottima salute e guarda al futuro con una strategia chiara, fondata sulla valorizzazione dei talenti e su un seguito di pubblico che ormai ha poco da invidiare al professionismo. È questa la fotografia scattata dal Consiglio del Dipartimento Interregionale, riunitosi per tracciare il bilancio della stagione passata e pianificare il biennio a venire. Sotto la lente d’ingrandimento non ci sono solo i numeri, ma anche le normative tecniche che disegneranno il volto delle squadre per le prossime due stagioni.
La notizia più attesa dai club e dai direttori sportivi riguarda la conferma della “linea verde”. Dopo aver consultato le società, il Dipartimento ha stabilito di mantenere l’obbligo di schierare tre calciatori “under” per l’intero arco dei novanta minuti. La road map è già tracciata: per la stagione 2026/2027 sarà obbligatorio avere in campo almeno un classe 2006, un 2007 e un 2008. L’asticella si alzerà ulteriormente nell’annata successiva, la 2027/2028, quando i titolari dovranno includere nati nel 2007, 2008 e 2009. Una scelta di continuità che impone alle società di investire concretamente sui vivai e sullo scouting giovanile.
Ma a sorprendere sono soprattutto i dati sulla visibilità, che certificano un vero e proprio boom di interesse attorno alla “quarta serie”. Il campionato è uscito dalla nicchia locale per diventare un fenomeno nazionale: nella stagione 2024/2025, il movimento ha coinvolto complessivamente oltre sei milioni di persone. Nello specifico, più di 2 milioni di spettatori hanno varcato i cancelli degli stadi per assistere alle oltre tremila partite disputate, mentre il pubblico “virtuale” ha superato i 4 milioni di utenti unici, grazie alle dirette streaming su YouTube, sui canali social dei club e sulla piattaforma Vivoazzurro della Figc (che proprio domenica 4 gennaio trasmetterà il big match Athletic Palermo-Messina).
Numeri che inorgogliscono il presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Giancarlo Abete, il quale ha ribadito l’importanza strategica della categoria nel sistema calcio italiano. In un’ottica di possibile riforma e riduzione dei campionati professionistici, la Serie D si candida a diventare un bacino d’utenza e tecnico sempre più centrale, “qualificato e di alto livello”. Sul fronte della trasparenza e dell’innovazione, infine, è stata rinnovata la partnership con Sportradar per il monitoraggio contro il match-fixing e presentato il nuovo portale per la gestione digitale delle pratiche, confermando la volontà della Lega di modernizzare i servizi a 360 gradi.



