MODICA — Due cadute di fila non cambiano il senso della stagione, ma ne fanno un crocevia. Domenica alle 16 l’Avimec Modica riapre le porte del “PalaRizza” alla quotata Aurispa Lecce, con un obiettivo chiaro: spezzare la serie negativa e riprendere quota in una classifica del girone Blu di A3 cortissima, che oggi fotografa i salentini quinti a 6 punti e i biancoazzurri due lunghezze più sotto.
La settimana è scivolata via tra lavoro sui dettagli e certezze da ritrovare: ordine nel cambio palla, pressione al servizio, muro-difesa più connessi nelle fasi lunghe. Ingredienti semplici, indispensabili quando di fronte c’è un gruppo esperto come quello leccese. «Molti dei loro ragazzi li conosciamo bene: in A3 hanno storia e abitudine alle partite pesanti» spiega Andrea Raso, bandolo della seconda linea modicana. «Sfrutteremo il fattore campo: il “PalaRizza” è un fortino, il nostro pubblico è un’arma nei momenti di difficoltà. L’inizio di campionato non è stato quello che volevamo, ma è una fase di passaggio. Stiamo lavorando per tornare a prenderci ciò che cerchiamo da tempo».
Dentro Raso c’è anche una motivazione nuova, personale, che inevitabilmente si porta in palestra. «Da un mese sono diventato papà: scendere in campo ha un sapore diverso. Allenarmi con i compagni è uno dei momenti più belli della giornata, oltre a fare il papà. Domenica spero di poter dedicare un risultato positivo a mia figlia».
Se lo spogliatoio stringe i ranghi, la società fa quadrato. Alessandra Ruta, team manager alla sua prima esperienza dirigenziale “a casa”, misura l’umore: realismo e fiducia. «Tornare a Modica è un piacere e un concentrato di emozioni. Non ho trovato differenze sostanziali tra volley maschile e femminile: qui ho un gruppo di ragazzi e uno staff di grande qualità, dentro e fuori dal campo. Con Lecce è una partita importante, se non la più importante di questo avvio: dobbiamo tornare a sorridere e risalire verso zone più nobili della classifica. Sono certa che vedremo grinta e cuore».
Sul parquet, il canovaccio sembra scritto: Modica dovrà togliere ritmo alla prima costruzione di Lecce con una battuta coraggiosa, accorciare le distanze tra muro e difesa per non concedere seconde opportunità, e gestire con pazienza le rotazioni “calde” degli ospiti. In attacco servirà lucidità nelle scelte, evitando forzature nelle fasi di punto a punto: capitalizzare le occasioni, soprattutto nei finali di set, è l’asticella su cui si deciderà la serata.
Coach Enzo Distefano ha chiesto semplicità e personalità. Capitan Stefano Chillemi e compagni sanno che il contesto può aiutare: il “PalaRizza” sa incendiare i break e proteggere i momenti complicati. Sta all’Avimec accendere la miccia giusta: trasformare il bisogno di riscatto in energia tecnica, far valere la profondità del gruppo e portare a casa quei dettagli che, nelle ultime due uscite, sono sfuggiti di mano.
Non è una finale, ma è una partita che pesa. Vincere significherebbe rimettere la barra a dritta e rimettere pressione al resto del girone. Il resto lo farà il pubblico: Modica chiede una prestazione, la squadra promette di giocarsi ogni pallone. Il conto alla rovescia è già iniziato.



