Al “Comunale” la CastrumFavara firma l’impresa che vale tre punti e autostima: 2-1 alla Reggina al termine di una partita intensa, nervosa a tratti, ma letta con lucidità dai gialloblù. La cronaca, vista da bordo campo con occhi favoresi, dice di un avvio senza timori reverenziali e di un finale di trincea, difeso con i denti da Lauritano e compagni.
La partenza è quella giusta. Al 9’ la palla “balla” al limite dell’area calabrese dopo una sponda di Tripicchio: Varela addomestica e in girata di destro pesca l’angolo lontano. 1-0, stadio in piedi. L’urto amaranto arriva dieci minuti più tardi: al 19’ corner di Di Grazia e zuccata di Girasole per l’1-1. La Reggina si scuote, costruisce due graffi: al 37’ Barillà sfiora il palo di testa sul secondo legno; al 44’ Montalto in anticipo timbra il palo sul cross di Palumbo. La Castrum, però, non si scompone: linea bassa quando serve, uscite rapide con Kosovan e gli esterni, Lauritano comanda l’area e blocca l’aria.
Ripresa con la stessa trama: i calabresi provano a spingere sulle corsie, i gialloblù serrano gli spazi centrali. Cambio forze fresche (Sacco per Schembari) e baricentro elastico per togliere profondità. Il momento più difficile arriva al 65’: su traversone da destra Mungo calcia quasi senza angolo e centra ancora il palo. È l’ultima vera scossa ospite: la CastrumFavara riordina le idee, accorcia i reparti e torna a farsi vedere con decisione.
Al 73’ fuori Tripicchio (applausi per una prova generosa), dentro Leone per dare campo alla transizione. Il pallone della svolta arriva al 77’: contatto in area calabrese, l’arbitro indica il dischetto. Dal metro e novanta di pressione dello stadio alla freddezza dei dodici passi: Varela apre il piattone e spiazza il portiere, 2-1. Esultanza sotto la tribuna, gruppo compatto a centrocampo e testa subito alle coperture.
Finale di pura resistenza. L’ingresso di uomini freschi (tra cui Mendes per uno stremato Varela all’88’) porta gambe nei rientri. La Reggina alza palloni in serie: al 93’ una punizione di Grillo carambola nell’area piccola, che però diventa una tonnara gialloblù; al 94’ giallo a Lauritano per perdita di tempo, ennesimo segno di un fortino difeso con tutto. Al 95’ l’ultimo brivido: rimessa lunga, Girasole schiaccia di testa, Lauritano blocca sicuro. Triplice fischio.
Vince la CastrumFavara perché sa soffrire nei momenti in cui l’inerzia gira e perché colpisce quando serve: qualità nel primo gol, sangue freddo dal dischetto, compattezza nel proteggere il vantaggio. I pali salvano gli ospiti nel primo tempo, ma nella ripresa la gestione tattica gialloblù fa la differenza. Tre punti pesanti, un segnale alla categoria e una fotografia nitida: questo gruppo ha carattere, corsa e un’identità che cresce minuto dopo minuto.



