Secondo successo di fila e penalizzazione azzerata. Show di Petrucelli e Allen, Ford glaciale, Alibegovic decisivo all’overtime
Trapani firma una vittoria di carattere, qualità e nervi saldi, piegando l’Umana Reyer Venezia 109-102 dopo un tempo supplementare in un PalaShark da oltre quattromila spettatori. Partita sempre in bilico, spaccata e ricucita più volte: i granata la indirizzano nel terzo quarto con Petrucelli e Allen, subiscono la rimonta firmata dagli esterni lagunari Cole e Bowman con il peso interno di Tessitori, poi la riprendono nel finale con le giocate fredde di Jordan Ford. All’overtime, quando contano i dettagli, Alibegovic – sin lì in ombra – piazza la tripla che cambia l’inerzia e una stoppata pesantissima su Bowman; il sigillo lo mette Petrucelli. È il secondo successo consecutivo, che vale l’azzeramento della penalizzazione di -4 e, soprattutto, restituisce slancio alla stagione della squadra di Jasmin Repeša.
L’avvio è della Reyer, più pulita nelle esecuzioni: 18-22 alla prima sirena con Cole subito ispirato nel pick and roll e Tessitori bravo a chiudere vicino al ferro. Trapani fatica a trovare ritmo, sbaglia qualcosa di troppo in costruzione, ma resta attaccata alla gara grazie all’energia di Eboua a rimbalzo. La scossa arriva nel secondo quarto (29-20 il parziale), quando la regia passa stabilmente nelle mani di Ford: il pace aumenta, la palla viaggia meglio e si aprono linee di tiro per Allen e, soprattutto, per Petrucelli, che colpisce a ripetizione sul perimetro e in uscita dai blocchi. All’intervallo i granata hanno messo la freccia (47-42) e il PalaShark comincia a spingere con continuità.
La terza frazione sembra quella della fuga, ma la partita si rimescola. Trapani tocca più volte due possessi di margine, alimentata dalle letture di Allen in transizione e dal lavoro sporco di Sanogo sulle linee di passaggio, poi la luce s’abbassa e Venezia rientra. Cole si prende il palcoscenico con soluzioni difficili dal palleggio, Bowman rompe il primo aiuto e attacca il cuore dell’area, Tessitori punisce ogni mezzo ritardo. Il controparziale ospite ribalta il periodo (19-25) e riporta la Reyer davanti di un punto (66-67) alla penultima sirena.
L’ultimo quarto è una corda tesa. La squadra di Spahija prova il colpo esterno, quella di Repeša non si sfilaccia. Parks e Wiltjer trovano ossigeno dai piazzati, Ford risponde con freddezza nei possessi pesanti. A 70 secondi dalla fine Venezia è avanti di quattro, ma il play granata pareggia con due esecuzioni da manuale, Tessitori riallunga, ancora Ford tiene Trapani in vita sul 91-91 a dieci secondi. Sull’ultimo possesso dei tempi regolamentari è Alibegovic a murare Bowman: è la giocata che vale l’overtime sul 91 pari (25-24 il quarto).
Nel supplementare emergono lucidità e rotazioni. Trapani resta corta e aggressiva dietro, davanti sceglie bene i tiri: Alibegovic spara la tripla “siderale” del +5 e in difesa firma una seconda giocata chiave respingendo Bowman al tabellone; Allen e Petrucelli gestiscono le letture sugli handoff, Ford glacia col cronometro, Eboua chiude il cerchio a rimbalzo (12 punti e 14 carambole, doppia doppia di peso). Venezia accusa la fatica, perde brillantezza nelle spaziature e concede seconde opportunità. L’overtime dice 18-11 e il tabellone si ferma su 109-102. A partita finita, l’abbraccio tra Alibegovic e Chris Horton – ex beniamino granata alla prima da avversario – fissa l’immagine più pulita della serata.
I numeri raccontano il podio offensivo dei padroni di casa: 24 punti per Petrucelli e 24 per Allen, 23 per un Jordan Ford glaciale nei momenti chiave. Rossato porta ossigeno con dodici punti distribuiti e minuti di sostanza, Sanogo aggiunge fisicità, Arcidiacono cambia ritmo senza forzare. Per Venezia, 24 di Cole con alto grado di difficoltà, 14 di Bowman, 13 di Tessitori, contributi intermittenti da Parks e Wiltjer. Arbitrano Lo Guzzo, Bettini e Bartolomeo, in un contesto caldo ma correttamente governato.
La lettura tattica mette in risalto tre snodi. Primo: il cambio di ritmo con Ford in cabina di regia. Trapani passa da un attacco più statico a un fluido “early offense” che esalta i tiratori sugli scarichi e riduce il tempo di decisione; il secondo quarto nasce lì. Secondo: la battaglia del rimbalzo e delle seconde palle, vinta dai granata grazie ad Eboua e alla disponibilità di tutti a chiudere l’area dopo ogni penetrazione subita. Terzo: la gestione degli ultimi cinque minuti reali, laddove Venezia paga due palle perse e un paio di rimbalzi offensivi concessi, mentre Trapani estrae valore dalle palle inattive e da due mismatch attaccati con criterio.
Dentro una gara da 50 e più minuti effettivi c’è anche la dimensione mentale. Trapani non si disunisce quando la Reyer rimonta, rimane fedele ai propri principi, accetta di abbassare il ritmo per un paio di possessi e poi torna a correre appena ne ha l’occasione. L’overplay difensivo sugli esterni lagunari funziona a tratti, ma è nell’area che i granata la vincono: contatti puliti, tagliafuori e nessuna seconda chance facile nei momenti caldi. Venezia, al contrario, dilapida il vantaggio con due letture affrettate e una difesa che perde il filo sugli handoff di lato, proprio quando Ford e Petrucelli alzano il livello delle scelte.
Il contesto fa il resto: oltre quattromila al PalaShark, spinta costante e una squadra che restituisce identità dopo un inizio segnato dagli acciacchi. È una vittoria che pesa più dei due punti: azzera la penalizzazione, rafforza gerarchie tecniche (Ford creatore, Petrucelli e Allen finalizzatori, Eboua dominatore silenzioso), rinsalda la fiducia di rotazione con Alibegovic capace di lasciare l’impronta al momento giusto. Per la Reyer resta il rammarico di aver avuto la partita in mano e di essersi fatta riprendere; i mezzi tecnici non mancano, ma servirà maggiore durezza nei possessi di chiusura.
La chiosa guarda avanti. Trapani esce dal PalaShark con una consapevolezza in più: quando il pallone pesa, oggi sa dove andare e come arrivarci. In un campionato lungo, la differenza la faranno continuità e salute. Intanto, la serata con Venezia finisce nel cassetto buono: quella in cui il PalaShark ha spinto, la squadra ha risposto e la stagione ha trovato il suo primo punto di appoggio solido.



