Una partita che ha tenuto con il fiato sospeso i circa duemila e cinquecento spettatori presenti allo stadio “Aci e Galatea” si è conclusa con un epilogo tanto inatteso quanto liberatorio per l’Acireale. Quando la retrocessione in Eccellenza sembrava ormai una sentenza inappellabile, la formazione granata ha compiuto un’impresa epica, rimontando un doppio svantaggio e pareggiando 2-2 contro il Città di Sant’Agata al termine di un play-out da brividi. Questo risultato, maturato dopo i tempi supplementari, sancisce la salvezza per l’Acireale e condanna amaramente il Sant’Agata al ritorno nel campionato di Eccellenza.
La gara si era messa subito in salita per i padroni di casa, che, davanti al proprio pubblico attonito, avevano visto crollare le proprie certezze sotto i colpi della compagine peloritana. Al 23′, Catalano aveva gelato il “Galatea” con una magistrale punizione che si era insaccata alle spalle del portiere granata. Il colpo del ko sembrava arrivare al 52′, quando Abbate aveva firmato il raddoppio per il Sant’Agata, portando il risultato sullo 0-2 e gettando nello sconforto i tifosi acesi.
Ma nel calcio, si sa, nulla è scritto fino all’ultimo secondo. L’Acireale, con orgoglio e determinazione, ha iniziato una lenta ma inesorabile rimonta. Al 76′, Vasil ha riacceso la fiammella della speranza, dimezzando lo svantaggio e infondendo nuova energia alla squadra e al pubblico. Nei minuti finali, dopo una girandola di sostituzioni operate dal tecnico granata, il miracolo si è compiuto. Al 90′, quando ormai il tempo regolamentare stava per scadere, Mokulu ha trovato la zampata vincente, siglando il gol del definitivo 2-2 e mandando la partita ai tempi supplementari.
I trenta minuti di extra-time sono stati un susseguirsi di emozioni e grande tensione, con entrambe le squadre visibilmente stanche ma determinate a evitare la retrocessione. Nonostante le occasioni create da ambo le parti, il risultato non è più cambiato. Al triplice fischio finale, l’Acireale ha potuto finalmente esplodere di gioia, festeggiando una salvezza insperata e sofferta, resa possibile dalla migliore posizione in classifica ottenuta durante la stagione regolare.
Sugli spalti dello stadio “Aci e Galatea”, i circa duemila e cinquecento presenti, tra cui un centinaio di sostenitori ospiti, hanno vissuto una vera e propria montagne russa di emozioni, passando dallo sconforto iniziale alla gioia incontenibile finale. Questa salvezza ha un sapore ancora più dolce per l’Acireale, reduce da una stagione turbolenta e caratterizzata da un continuo avvicendamento di giocatori. Ora, per la formazione granata, è tempo di riflessioni e di programmazione per il futuro. La sofferenza patita in questo play-out al cardiopalma dovrà servire da monito per costruire una prossima stagione più solida e ambiziosa, evitando di ritrovarsi nuovamente a lottare per la sopravvivenza all’ultima giornata. Per il Città di Sant’Agata, invece, la delusione è palpabile, con la retrocessione in Eccellenza che rappresenta un duro colpo dopo una stagione di impegno e sacrifici.



