Non era una domenica qualunque e non poteva esserlo, con le ferite ancora aperte lasciate dal passaggio del ciclone Harry che ha flagellato la riviera jonica e l’intera Città Metropolitana. Eppure, in questo scenario di difficoltà e con il freddo a mordere le caviglie, il popolo giallorosso ha scelto di non arrendersi alla comodità del divano, rispondendo presente all’appello della squadra. La Curva Sud del “Franco Scoglio” si è riempita di quell’entusiasmo viscerale che spesso fa la differenza tra una stagione anonima e una salvezza conquistata con i denti. I tifosi accorsi allo stadio, sfidando i disagi logistici e climatici, hanno avuto ragione: la vittoria contro l’Acireale non è solo un risultato sportivo, ma una boccata d’ossigeno vitale che allontana lo spettro della retrocessione diretta e ridà colore a una classifica che, dopo la disfatta di Gela, iniziava a fare davvero paura.
La partita, caricata di tensioni emotive e di classifica, non ha tradito le attese, rivelandosi tutt’altro che una “passeggiata di salute”. Gli uomini di Alessandro Parisi sapevano di giocarsi una fetta consistente di credibilità e futuro, e l’approccio alla gara è stato veemente. Sono bastati due minuti per infiammare lo stadio: l’asse Garufi-Tedesco ha funzionato alla perfezione, con quest’ultimo lesto a insaccare il vantaggio che sembrava presagire un pomeriggio in discesa. Ma l’Acireale si è dimostrato avversario di tutto rispetto, solido e per nulla intimorito dallo svantaggio immediato. La reazione granata è stata ordinata e vigorosa, concretizzandosi appena dieci minuti più tardi con il gol del pareggio firmato da Karol Di Mauro, una doccia fredda che ha rimesso tutto in discussione al 13′. Da quel momento, il match si è trasformato in una battaglia sportiva giocata su ogni pallone, a tratti aspra, dove nessuno ha tirato indietro la gamba.
La svolta è arrivata nella ripresa, quando il Messina, spinto dall’incitamento incessante dei propri sostenitori, ha deciso di alzare il baricentro e cercare con maggiore convinzione la via del successo. La squadra ha ripreso in mano le redini del gioco, tessendo trame più incisive e chiudendo gli ospiti nella propria metà campo. La perseveranza è stata premiata al 76′, quando Roseti ha vestito i panni del match-winner: per la quarta volta in campionato, l’attaccante ha messo la firma su un gol pesantissimo, quello del definitivo 2-1, facendo esplodere di gioia il “Franco Scoglio”. Il finale è stato di gestione e sofferenza, ma al triplice fischio dell’arbitro Piciucco di Campobasso, la liberazione è stata totale. Una vittoria che cancella le scorie della sconfitta di Gela e che permette all’ambiente di guardare al futuro con un prudente ottimismo, consapevole che la strada per la salvezza è ancora lunga, ma che lo spirito visto oggi in campo è quello giusto per non affondare.



