Trent’anni di slalom in trentasei primavere, un filo che dal 9 luglio 1989 arriva dritto al prossimo fine settimana. Misilmeri si prepara a spegnere le trenta candeline del suo Autoslalom con una tre giorni che non è soltanto sport: è racconto di territorio, memoria condivisa, vetrina per un movimento che in Sicilia ha radici profonde. Dal 10 al 12 ottobre la cittadina a un tiro di schioppo da Palermo diventerà un grande paddock diffuso: camere e ristoranti sold out, piazze animate, un programma che mette insieme agonismo e cultura popolare, con in mezzo la “parata” dei campioni che qui hanno scritto pagine indelebili.
Il 30° Autoslalom Città di Misilmeri – Memorial “Luca Cerniglia” è la settima e ultima prova del Trofeo Sud Slalom ACI Sport, diciannovesimo atto (coefficiente 1,5) del Campionato Siciliano di specialità e sesta tappa dello “Challenge degli Emiri 2025”, la serie regionale ideata proprio dalla Misilmeri Racing. Non una gara qualunque, dunque, ma un appuntamento che vale doppio sia per punteggio sia per simboli. La scuderia presieduta da Giuseppe Bonanno ha costruito un’edizione celebrativa che affianca al cronometro una cornice inedita: mostra fotografica con scatti d’archivio mai esposti, degustazioni di prodotti locali, un simulatore per riprodurre il tracciato e far assaggiare anche ai profani il brivido tra i birilli. La festa partirà venerdì alle 20, in Piazza Comitato 1860, con la conferenza stampa di presentazione alla quale sono attesi, oltre ai promotori e alle autorità locali e regionali, anche rappresentanti dell’Automobile Club Palermo guidato da Angelo Pizzuto. Sarà il prologo di un fine settimana “allungato” in cui lo sport farà da collante a una comunità intera.
La storia, in queste ricorrenze, chiede sempre spazio. E allora ecco l’idea più scenografica: riportare a Misilmeri, per una vera e propria passerella, quanti negli anni hanno vinto almeno un’edizione. Hanno garantito la loro presenza Ciro Barbaccia, preparatore palermitano originario di Marineo, tre volte sul gradino più alto (2002, 2004, 2005); i trapanesi Alberto Santoro (2006 e 2014), Giuseppe Gulotta, due volte campione italiano Under 23 e vincitore nel 2008 e 2015, e Antonio Virgilio, re del 2017. A loro si aggiungerà Fabrizio Minì, anch’egli marinese, che al “Città di Misilmeri” si impose nel 2013 e che oggi vive anche l’orgoglio di essere il padre di Gabriele, talento siciliano protagonista in Formula 2. Mancherà per motivi familiari Totò Riolo, recordman assoluto con quattro sigilli consecutivi tra il 1997 e il 2000: la sua assenza, giustificata, non attenua però il peso della sua eredità sportiva.
Accanto alla nostalgia c’è la voglia di futuro. Il catanese Silvio Fiore, biancavillese d’adozione, non ha ancora inciso il proprio nome nell’albo d’oro di Misilmeri, ma ci riproverà con l’arma che lo ha reso mattatore del 2025: la Radical SR4 Suzuki della Catania Corse, già capace di portarlo a quattro successi in stagione. È il profilo del “favorito in rincorsa”, quello che vive la pressione con il sorriso e si nutre del calore di un pubblico che sulle rampe della SP 38 sa trasformarsi in una tribuna naturale, rumorosa e competente.
La gara, come da tradizione, si corre lungo i 2,990 chilometri della provinciale “Misilmeri–Belmonte Mezzagno”, variante di Piano Stoppa. Partenza alle porte di Misilmeri, all’altezza del tratto conclusivo di via Roma; arrivo circa tre chilometri più in alto, dopo il passaggio sulle vie P1 e Crispino Vicari e il saluto allo stadio comunale “Giovanni Aloisio”, che ospiterà anche la premiazione. Domenica mattina si comincerà alle 9 con la salita di ricognizione obbligatoria, quindi dalle 10 il via alle tre manche cronometrate. Quattordici le postazioni di rallentamento con i birilli, un disegno tecnico che alterna rilanci e cambi di ritmo, l’ideale per esaltare sensibilità di guida e assetti. Il transito veicolare sarà interdetto a partire dalle 7.30; a vigilare sul corretto svolgimento ci saranno il direttore di gara, il potentino Carmine Capezzera, e il supervisore messinese Roberto Aquila, per conto di ACI Sport. Nelle ultime ore il tracciato è stato sottoposto a scerbatura e micro-ripristini con tappetini d’asfalto in sinergia con Comune e Città Metropolitana: piccoli interventi che fanno la differenza quando, in slalom, si decide sui decimi.
Il sabato avrà la sua liturgia con le verifiche sportive e tecniche dalle 15 alle 19.30 nell’Area artigianale di via Gaetano Pellingra: un appuntamento che i frequentatori di specialità conoscono bene, metà adempimento metà rito, dove si incrociano facce note, si respirano benzina e aspettative, si sente crescere la temperatura della sfida.
C’è poi un cuore che batte sotto la tuta. Da anni Misilmeri lega il suo slalom al ricordo di Luca Cerniglia, ventitreenne pilota del posto scomparso otto anni fa in un incidente stradale non agonistico proprio lungo quel nastro d’asfalto. Il Memorial che porta il suo nome non è un vezzo, ma una forma di gratitudine collettiva verso chi, da ragazzo, ha promosso con entusiasmo questo sport nel paese natìo. Quest’anno papà Filippo tornerà a rendergli omaggio in piazza, mentre il fratello minore Riccardo affronterà per la prima volta “la gara di casa” al volante della Bogani SN84 motorizzata Suzuki, con la quale ha già centrato podi pesanti in stagione. Un testimone familiare che racconta, meglio dei comunicati, cosa significhi crescere all’ombra dei birilli.
Il 2025 è anche l’anno in cui lo “Challenge degli Emiri” è dedicato alla memoria di Giovanni Buttacavoli, giovane pilota di Belmonte Mezzagno scomparso a febbraio. Per l’occasione papà Giovan Battista ha deciso di indossare di nuovo tuta e casco e di riaccendere la Fiat 127 Sport gialla di Gruppo Speciale tanto amata dal figlio: un ritorno in pista che, al di là del cronometro, ha il valore di un abbraccio pubblico.
Sul fronte sportivo, la classifica dello Challenge dopo cinque prove racconta una lotta ancora aperta. Tra le Moderne guida il trapanese Girolamo “Gimmy” Ingardia, Gloria B5 Evo Suzuki della Trapani Corse, a quota 71,5, inseguito dal conterraneo Enrico Valenti su Peugeot 106 GTi 16v (63,5) e dal palermitano Davide Catalano con la Chevy Sedan 34 Yamaha dell’Armanno Corse (59,5). Nel Femminile svetta la messinese Angelica Giamboi, campionessa italiana Slalom in carica, che con la Fiat X1/9 Coupé Dallara comanda a 52,5. Nelle Autostoriche l’agrigentino Stefano Sutera, Fiat Abarth 1000, guida a 56, mentre tra le Scuderie continua il dominio della Trapani Corse. Numeri che aggiungono pepe a un appuntamento già di per sé carico di significati, perché Misilmeri vale doppio e può spostare gerarchie stagionali.
La festa non si esaurirà al traguardo. La mostra fotografica allestita in piazza ripercorrerà epoche e protagonisti del “Città di Misilmeri”, dal bianco e nero degli esordi ai colori saturi dei prototipi moderni. Le associazioni del territorio porteranno in dote sapori e saperi della cucina locale, in un percorso che fa assaggiare il contesto oltre che la competizione. E il simulatore, installato accanto al Municipio, offrirà a curiosi e famiglie una “prova speciale” in sicurezza: un modo intelligente per spiegare che dietro ogni passaggio “al limite” c’è studio, ripetizione, disciplina.
Trent’anni sono abbastanza per chiamarlo capitolo di una storia più grande. Misilmeri, con il suo slalom, ha saputo fare quello che ogni evento sportivo dovrebbe fare: radicare una pratica in una comunità, diventare motore economico senza perdere l’anima, tenere insieme memoria e futuro. Se oggi l’hinterland palermitano registra il tutto esaurito, non è solo merito delle classifiche. È la prova che una gara può essere, al tempo stesso, patrimonio e volano. Domenica pomeriggio, quando le ultime vetture avranno tagliato l’arrivo e gli applausi avranno coperto il rombo, resterà la sensazione netta di avere partecipato a qualcosa che va oltre il tempo sul cronometro: un rito condiviso, che qui si ripete da tre decenni e che ancora sa emozionare. Misilmeri se lo merita. E lo dimostra, edizione dopo edizione, con la sobria ostinazione delle cose ben fatte.



